Chair
Contact
Login
TEITOK
Digital Corpus Library
TEITOK
CronIT
Available Corpora
CronIT
Home
Search
Browse
Powered by
<TEI:TOK>
Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Buono ma non babbeo
Language column
Questioni della lingua italiana
Author
Leo Pestelli
Date
04
maggio
1975
more header data
[1]
È
bene
non
abusare
,
specialmente
nella
prosa
discorsiva
,
dove
il
numero
non
ha
molt’
importanza
,
di
quegli
Aggettivi
che
per
non
venire
così
essenziali
e
necessari
a
determinare
i
nomi
con
cui
si
accompagnano
,
si
pongono
prima
del
nome
in
funzione
di
Epiteti
esornativi
;
i
quali
,
o
perché
brutti
in
sé
(
come
il
fastidiosissimo
grosso
)
o
perché
tautologici
(
«
un
nuovo
aneddoto
»
,
bastando
dire
Aneddoto
)
o
perché
la
evoluzione
semantica
ha
loro
dato
senso
equivoco
,
non
giovano
all’
espressione
o
addirittura
le
nocciono
.
[2]
Uno
di
questi
epiteti
grava
sulla
vita
d’
un
nostro
corrispondente
,
il
quale
si
lagna
con
noi
di
non
essere
altrimenti
designato
,
da
parenti
e
amici
,
in
casa
e
all’
ufficio
,
che
come
«
il
buon
Cichin
»
,
dove
quel
Buono
,
tuttoché
troncato
e
sfuggente
,
gli
torna
pesante
e
amaro
come
un’
attestazione
d’
inferiorità
.
[3]
Secondo
grammatica
formale
si
può
rispondere
:
non
potrebbe
darsi
che
gl’
intrinseci
del
detto
Francesco
,
conoscendo
la
bontà
del
suo
animo
,
non
lo
chiamino
così
,
in
buona
fede
,
come
si
dice
bianco
al
bianco
e
nero
al
nero
?
[4]
Perché
voler
tirare
al
peggio
l’
aggettivo
Buono
?
[5]
Il
frantendimento
di
questo
vocabolo
,
il
fargli
dire
altro
da
quello
che
dice
,
è
forse
cominciato
presso
gli
artisti
(
irritabile
genus
)
,
che
scindendo
lo
spirito
dalla
lettera
,
tendono
a
considerarlo
ripiego
eufemistico
per
Dappoco
,
Mediocre
,
e
perciò
se
ne
adombrano
.
[6]
Ora
non
si
nega
che
molti
critici
d’
arte
vi
ricorrano
quando
vogliono
chiudere
in
forma
obliqua
quel
giudizio
poco
favorevole
che
in
altre
circostanze
si
sentirebbero
di
dare
.
[7]
«
Il
buon
Toscanini
»
nessuno
lo
avrebbe
mai
detto
.
[8]
Ma
il
caso
dello
scrivente
non
rientra
nella
critica
estetica
dove
veramente
la
bontà
non
ha
che
fare
;
chi
lo
dice
buono
,
può
voler
intendere
:
di
buona
indole
,
mite
,
gentile
,
simpatico
e
altrettali
cose
lusinghiere
.
[9]
L’
estensione
di
«
buono
»
a
«
babbeo
»
,
se
può
valere
in
qualche
caso
non
può
servire
a
tutti
.
[10]
Presa
assolutamente
,
è
per
lo
più
stiracchiatura
imposta
dall’
umore
di
chi
ascolta
,
epperò
inaccettabile
a
priori
.
[11]
Troppi
«
si
può
»
e
«
si
potrebbe
»
nella
nostra
argomentazione
!
[12]
E
allora
voltiamoci
da
un’
altra
parte
.
[13]
Nell’
italiano
antico
la
parola
Buono
non
si
prestava
a
questi
risentimenti
d’
amor
proprio
,
che
sono
il
risultato
di
una
lingua
mai
ferma
,
adoperata
a
caso
.
[14]
Allora
Buono
voleva
anche
dire
,
o
soprattutto
,
Eccellente
,
bravo
nell’
ufficio
o
nell’
arte
propria
.
[15]
Tale
il
retto
senso
del
tormentatissimo
«
buon
Barbarossa
»
di
Dante
(
quando
non
si
potrebbe
sostenere
che
quell’
imperatore
fosse
buono
)
,
come
anche
del
suo
«
buon
Augusto
»
e
(
nella
Vita
Nuova
)
del
suo
«
buono
Omero
»
.
[16]
Più
addietro
,
in
Brunetto
Latini
,
si
trova
«
il
buono
Achilles
»
,
«
il
buon
Ettore
troiano
»
,
«
il
buon
Tullio
romano
»
.
[17]
Ora
tutti
questi
«
buono
»
stanno
manifestamente
per
Eccellente
valente
egregio
e
simili
epiteti
laudativi
,
al
qual
senso
,
violentando
appena
un
po’
l’
evoluzione
linguistica
,
non
sarebbe
difficile
ricondurre
anche
«
il
buon
Cichin
»
.
[18]
Non
si
faccia
come
le
donne
più
vane
,
che
s’
hanno
a
male
d’
esser
dette
«
buone
»
,
sia
in
posizione
debole
(
«
sei
una
buona
donna
»
)
,
sia
,
e
forse
più
,
in
posizione
forte
(
«
sei
una
donna
buona
»
)
.
[19]
Aggettivi
con
siffatta
elasticità
di
significato
spesseggiano
nell’
italiano
classico
:
Cattivo
,
nel
traslato
,
vi
voleva
dire
Infelice
,
o
anche
Vile
.
[20]
Tristo
si
prendeva
tanto
per
Malinconico
(
il
nostro
Triste
)
quanto
per
Vizioso
;
Meschino
per
Schiavo
o
Infelice
;
Doloroso
non
significava
soltanto
Afflitto
ma
anche
Malvagio
(
i
dolorosi
figli
)
.
[21]
In
queste
maglie
così
larghe
,
il
passaggio
da
Buono
a
Imbecille
o
poco
meno
,
è
tutt’
altro
che
irresistibile
;
e
anzi
il
primo
termine
può
trionfare
sul
secondo
,
significando
per
l’
appunto
il
suo
contrario
.
[22]
Lo
studio
storico
della
lingua
ci
solleva
dalle
angustie
del
sincronismo
,
ci
allarga
la
veduta
semantica
,
ci
aiuta
a
interpretare
i
detti
altrui
(
«
il
buon
Cichin
»
)
molto
meglio
che
non
sappiano
fare
coloro
stessi
che
li
proferiscono
.
[23]
Leo
Pestelli
Text view
•
Paragraph view