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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
I medici di Pinocchio
Language column
Questioni della lingua italiana
Author
Leo Pestelli
Date
01
dicembre
1973
more header data
[1]
Anche
parole
semplici
quanto
“
amare
”
e
“
volere
”
possono
essere
ambigue
come
oracoli
[2]
L
‘
accezione
Volere
per
dovere
–
onde
gli
esempi
classici
:
«
Lo
fren
vuol
esser
del
contrario
suono
»
(
Dante
)
;
«
Qui
si
vuole
avere
un
poco
d'
arte
»
(
Boccaccio
)
;
«
Il
mulettino
,
poiché
gli
è
impazzato
,
si
vuole
trattarlo
al
contrario
degli
altri
pazzi
»
(
Machiavelli
)
;
e
i
modi
tuttora
vivi
:
si
vuol
pensarci
su
,
le
scarpe
vogliono
essere
comode
,
gli
spaghetti
vogliono
essere
mangiati
al
dente
(
o
per
ellissi
poco
raccomandabile
ma
non
esecranda
:
vogliono
mangiati
al
dente
)
ecc
.
[3]
–
è
di
quelle
che
fanno
pensare
;
e
perché
in
due
si
pensa
meglio
,
sentiamo
subito
un
fine
carducciano
,
il
Brilli
:
«
Volere
nel
senso
più
generale
,
è
Determinarsi
a
qualche
atto
mediante
la
volontà
;
e
perché
la
volontà
dev’
essere
,
moralmente
,
coordinata
e
subordinata
al
dovere
,
così
Volere
poté
significare
Dovere
,
Bisognare
,
Esser
necessario
,
conveniente
ecc
.
»
.
[4]
Quando
non
ci
restasse
altro
da
leggere
che
il
dizionario
della
nostra
lingua
,
noi
troveremmo
in
quel
libro
ampio
pascolo
per
diventare
più
felici
e
più
buoni
.
[5]
Intendiamo
che
nel
nostro
patrimonio
lessicale
,
avanti
che
fosse
contaminato
dal
neologismo
,
è
una
larga
vena
di
moralità
,
che
sta
a
noi
riconoscere
nel
ritrovato
gusto
(
etimologico
,
non
già
estetistico
)
della
parola
.
[6]
L’
avverbio
male
,
anche
cresciuto
in
Malissimo
e
Pessimamente
,
ha
ufficio
di
particella
di
negazione
nei
modi
comunissimi
mal
contento
,
mal
fido
,
mal
grazioso
(
che
dal
Villani
è
passato
al
piemontese
mal
grassios
)
,
pessimamente
soddisfatto
e
sim
.
,
i
quali
sentono
del
latino
male
fidus
,
male
gratus
per
infidus
,
ingratus
.
[7]
Che
vuol
dir
questo
,
recandola
alla
buona
,
se
non
che
il
male
è
negazione
?
[8]
In
forza
di
ciò
,
tanto
importa
per
tutti
dire
maleducato
quanto
«
non
educato
»
.
[9]
Ma
in
Toscana
il
maleducato
,
come
anche
lo
zotico
,
il
disamorato
e
soprattutto
l’
ingrato
,
ricevono
più
spesso
il
nome
di
ignorante
,
il
che
è
motivo
di
stupore
per
i
non
Toscani
,
che
sentono
Ignorante
come
sinonimo
di
Imperito
.
[10]
Sennonché
,
a
pensarci
bene
,
chi
non
intende
gratitudine
,
per
cose
che
sappia
,
è
ignorante
davvero
(
Tommaseo
)
.
[11]
Alla
stessa
sapienza
volgare
appartiene
l’
uso
toscano
di
Ragionare
,
per
Discorrere
semplicemente
,
quasi
monito
a
non
gettare
le
parole
al
vento
;
così
come
lo
stesso
vocabolo
Parola
aveva
in
antico
anche
il
valore
di
Promessa
,
patto
e
sim
.
,
ad
ammaestrarci
circa
la
santità
di
essa
e
il
congiuntivo
obbligo
di
operare
conforme
a
ciò
che
si
è
promesso
.
[12]
Il
galant’
uomo
[13]
Talvolta
la
parola
sembra
strutturalmente
inetta
a
significare
il
concetto
.
[14]
Perché
galant’
uomo
,
uomo
galante
,
cioè
ornato
,
piacevole
,
a
dinotare
l’
uomo
onesto
che
a
ciascuno
piace
immaginare
,
se
mai
,
tutt’
al
contrario
che
in
gale
?
[15]
Ma
perché
l’
umanismo
badava
al
bello
;
e
«
poiché
piacere
non
può
mai
degnamente
,
a
lungo
e
a’
migliori
,
chi
dalle
leggi
del
decoro
e
dall’
equità
si
discosta
,
però
galant’
uomo
venne
a
significare
onest’
uomo
;
ma
sempre
denota
onesta
conosciuta
,
che
appaga
in
mente
e
a
così
dire
,
anche
i
sensi
,
e
non
solo
copre
l’
uomo
,
ma
l’
orna
»
.
[16]
Noi
moderni
amiamo
per
lo
più
senza
particella
,
col
quarto
caso
.
[17]
Ma
di
Lorenzo
il
Guicciardini
scrive
che
«
l’
ultimo
amore
suo
fu
in
Bartolomea
de’
Nasi
»
;
e
ben
convenivano
a
quel
rigido
moralista
,
il
quale
conosceva
l’
uso
di
In
per
contro
,
i
costrutti
«
amore
in
»
e
«
innamorarsi
in
»
(
quale
si
trova
anche
nell’
Ariosto
)
,
che
fanno
sentire
il
lato
ostile
,
guerresco
dell’
amore
sessuale
.
[18]
Oggi
nessuna
gelosa
direbbe
mai
:
si
è
innamorato
in
una
donnaccia
;
e
fa
male
,
perché
si
priva
d’
una
freccia
.
[19]
Vanno
poi
superbi
compilatori
(
nel
cui
numero
siamo
anche
noi
che
scriviamo
queste
note
)
del
bel
latinismo
che
li
copre
;
ma
in
effetto
quel
verbale
li
smaschera
e
punisce
:
giacché
Compilare
vuol
dire
Saccheggiare
,
saccheggiare
le
cose
d’
altri
.
[20]
E
non
è
mica
per
semplice
variazione
di
pronunzia
che
in
una
lettera
di
Michelangelo
si
trova
Reale
per
leale
(
«
Io
l’
ho
tenuto
ventisei
anni
e
hollo
trovato
realissimo
e
fedele
»
)
:
tale
scambio
viene
dalla
reciprocanza
delle
idee
,
perché
nella
schiettezza
è
saldezza
.
[21]
Lasciamo
che
ancor
non
è
molto
Grammatica
voleva
per
estensione
Cosa
semplice
,
elementare
(
«
…
ma
i
nostri
di
Firenze
non
intendono
questa
grammatica
»
,
Guicciardini
)
,
allo
stesso
modo
che
in
antico
l’
aggettivo
Latino
si
aveva
per
Chiaro
,
intelligente
facile
,
e
anche
si
diceva
di
persona
facile
a
fare
una
cosa
(
Villani
,
Berni
)
e
persino
di
un
ronzino
che
si
lasciasse
guidare
agevolmente
(
Pulci
)
:
queste
sono
moralità
di
lingua
che
non
fanno
più
per
noi
,
essendone
rovinato
il
presupposto
.
[22]
Molte
parole
dunque
,
che
sian
«
parole
»
e
non
«
termini
»
,
sono
veri
e
propri
oracoli
a
chi
le
sappia
ascoltare
:
oracoli
di
giustezza
,
proprietà
e
chiarificazione
interiore
:
tutto
all’
opposto
di
quel
frasario
artificiale
che
occupa
i
mass
media
e
al
quale
si
piegano
gli
stessi
scrittori
quando
si
espongono
sul
video
:
come
si
è
potuto
constatare
nelle
due
prime
tornate
del
dibattito
televisivo
«
Controcampo
»
,
che
appunto
perché
si
professa
«
culturale
»
,
si
è
dato
regola
di
parlare
il
meno
spontaneamente
possibile
e
di
dare
alla
stessa
improvvisazione
(
quale
crediamo
fosse
,
almeno
a
tratti
)
una
penosa
stiratura
gergale
.
[23]
In
“
Controcampo
”
[24]
Solo
qua
e
là
,
dei
bofonchii
di
Moravia
,
scappava
ogni
tanto
qualche
vera
parola
,
mentre
nel
più
rassegnato
Montanelli
la
sua
compressa
natura
di
toscano
si
vendicava
attraverso
un’
espressione
bianca
,
come
accecata
,
di
finto
tonto
.
[25]
Parve
tutte
e
due
le
volte
,
trattandosi
o
di
«
amore
e
sesso
»
o
di
«
Nord-Sud
»
,
di
assistere
a
una
replica
del
famoso
consulto
dei
medici
intorno
al
capezzale
di
Pinocchio
.
[26]
E
dove
pochi
avran
capito
,
tutti
si
saranno
illusi
di
capire
;
che
è
appunto
il
fine
che
si
propone
questo
nostro
nuovo
linguaggio
,
eminentemente
illusionistico
,
dell’
impatto
,
dell’
ottimale
,
del
trionfalistico
,
del
parametro
,
del
risvolto
,
della
spirale
ecc
.
;
del
ventaglio
,
del
disco
rosso
,
dell’
ultima
spiaggia
(
il
peggio
sono
le
metafore
)
e
via
discorrendo
.
[27]
Leo
Pestelli
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