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Maarten Janssen, 2014-
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Tra le insidie del “cioè”
Language column
Questioni della lingua italiana
Author
Leo Pestelli
Date
01
ottobre
1976
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[1]
Non
v’
è
paroletta
,
per
quanto
piccola
e
bene
intesa
da
tutti
che
non
dia
appicco
all’
errore
nell’
uso
moderno
.
[2]
Cioè
(
lat
:
idest
)
serve
a
dichiarare
una
o
più
parole
innanzi
dette
.
[3]
«
Alla
mia
età
non
istà
bene
l’
andare
ormai
dietro
a
queste
cose
,
cioè
a
ragionar
di
donne
»
(
Boccaccio
)
.
[4]
Per
la
sua
formazione
etimologica
,
Cioè
dovrebbe
di
regola
precedere
sempre
la
proposizione
alla
quale
è
legato
:
Teresa
,
cioè
la
sola
donna
ch’
io
amassi
,
sposò
un
altro
.
[5]
Ma
nell’
uso
franco
si
può
frapporre
:
Spero
che
m’
amiate
;
che
sappiate
cioè
compatirmi
;
e
si
può
,
con
eleganza
,
anche
posporre
:
«
Scrive
bene
;
non
troppo
bello
cioè
»
(
Tommaseo
)
.
[6]
Così
bene
gli
antichi
pensavano
questa
particella
che
molto
spesso
la
scomponevano
in
ciò
è
:
dopodiché
per
naturale
processo
logico
,
non
la
sentivano
più
come
invariabile
:
onde
le
forme
,
estese
al
passato
,
concordate
in
tempo
e
numero
,
ciò
era
,
ciò
erano
,
ciò
furono
…
[7]
Al
contrario
per
noi
le
particelle
sono
,
fra
tutte
le
parole
,
le
più
«
irresponsabilizzate
»
(
per
usare
un’
eleganza
moderna
)
:
e
propriamente
non
le
diciamo
ma
ci
vengono
dette
(
si
pensi
alla
balorda
fortuna
dell’
affermativo
senz’
altro
)
.
[8]
Non
soltanto
teniamo
ostinatamente
chiuso
il
composto
cioè
,
e
lo
diciamo
anche
per
dichiarare
cose
avvenute
al
tempo
di
re
Pipino
(
e
fin
qui
siamo
scusati
dall’
autorità
dell’
Uso
,
che
vede
in
cioè
l’
eternità
del
presente
)
,
ma
appunto
perché
quell’
espressione
è
diventata
per
noi
una
specie
di
«
cartellino
»
,
e
i
cartellini
alla
lunga
chiedono
qualche
girigogolo
,
commettiamo
l’
imperdonabile
errore
di
piantargli
davanti
una
e
(
e
cioè
)
:
errore
perché
se
Cioè
serve
a
dichiarar
meglio
quel
che
è
detto
,
dichiarando
niente
si
aggiunge
,
e
la
congiunzione
prima
della
dichiarativa
non
ha
luogo
;
imperdonabile
,
perché
con
tutta
l’
avversione
che
il
nuovo
italiano
professa
all’
enfasi
,
quell’
intruso
e
può
esser
condonato
soltanto
come
enfatico
.
[9]
Come
si
stizzivano
a
quest’
aggiunta
i
cerberi
del
purismo
!
[10]
«
Disse
di
voler
andare
in
Livorno
,
e
cioè
a’
Bagni
della
Puzzolente
»
.
[11]
Una
particella
dopo
l’
altra
;
congiuntiva
l’
una
,
dichiarativa
l’
altra
!
[12]
Ma
il
giudizio
o
dove
l’
ha
certa
gente
?
nelle
calcagna
?
[13]
(
Fanfani-Arlia
)
.
[14]
Ascoltate
e
leggete
quanto
volete
:
sia
il
fatto
che
cioè
pretto
non
si
trova
più
nemmeno
nel
più
arido
comunicato
,
e
l’
è
cioè
è
in
affetto
sentito
come
un
modulo
d’
obbligo
coagulato
in
se
stesso
(
ecioè
)
,
frequentissimo
nel
parlare
rallentato
e
nel
veloce
,
quasi
esclusivo
nei
libri
nei
giornali
e
alla
Radio
Tv
.
[15]
Dove
per
converso
nei
classici
questa
superfetazione
congiuntiva-dichiarativa
non
si
trova
mai
,
e
quell’
unico
«
e
cioè
»
che
fra
tanti
«
cioè
»
saltò
fuori
al
Caro
,
fu
saviamente
attribuito
a
una
papera
del
menante
o
dello
stampatore
.
[16]
Tanto
più
Cioè
non
ha
bisogno
di
staffetta
,
quando
con
valore
di
risentita
interruzione
,
richiede
dichiarazione
che
scusi
o
temperi
l’
altrui
detto
:
Cioè
?
[17]
(
che
intendete
dire
?
)
–
Mi
pare
che
nel
tuo
caso
avrei
agito
altrimenti
–
Cioè
?
[18]
Il
nudo
«
cioè
?
»
ferma
il
discorso
ambiguo
come
non
fa
il
tasteggiante
«
e
cioè
?
»
.
[19]
Dilombata
dalla
e
,
la
nostra
particella
può
invece
rafforzarsi
nella
locuzione
cioè
a
dire
(
più
raro
cioè
dire
)
,
la
quale
corrisponde
,
è
vero
,
al
francese
c’
est-à-dire
,
ma
è
di
quei
francesismi
che
trovandosi
già
nel
Convivio
di
Dante
meritano
piuttosto
lode
che
biasimo
:
«
Io
,
dice
Marzia
,
feci
e
compiei
tutti
i
tuoi
comandamenti
,
cioè
a
dire
che
l’
anima
stette
ferma
alle
civili
operazioni
»
.
[20]
Alla
ridondanza
enfatica
è
da
ascrivere
anche
un
altro
vezzo
,
quello
di
far
seguire
a
verbi
come
Provvedere
procurare
badare
consentire
invigilare
e
soprattutto
opporsi
,
l’
a
che
,
come
fatale
conseguenza
sintattica
:
provvederò
a
che
non
ti
manchi
nulla
;
non
mi
oppongo
a
che
tu
parta
;
beninteso
,
se
tu
consenti
a
che
io
rimango
(
!
)
eccetera
eccetera
,
essendo
poi
la
generalità
degli
uomini
ben
risoluta
a
che
le
loro
donne
non
li
tradiscano
.
[21]
In
tale
maniera
,
frutto
dell’
infranciosamento
tardo-ottocentesco
della
lingua
italiana
ufficiale
alla
comune
,
la
particella
A
s’
intrude
innanzi
a
una
proposizione
esplicita
per
l’
assurda
opinione
che
sia
necessaria
a
esprimere
la
finalità
cui
tendono
quei
verbi
reggenti
.
[22]
Ma
essa
non
ha
esempi
in
nessuno
scrittore
che
faccia
testo
;
e
nella
stessa
situazione
sintattica
in
cui
noi
ficcheremmo
a
che
,
il
Boccaccio
:
«
essi
non
l’
avevano
mai
potuto
conducere
che
egli
loro
una
volta
desse
mangiare
»
.
[23]
Ammonisce
il
Cinonio
(
ed
è
cosa
da
ricordare
sempre
)
che
la
nostra
lingua
tende
di
sua
natura
a
essere
breve
,
senza
soverchiare
né
intoppi
,
e
conseguentemente
,
sempre
che
si
può
,
ricorre
all’
ellissi
;
ellissi
che
nel
nostro
caso
(
che
)
non
ha
nulla
di
forzato
o
d’
oscuro
.
[24]
Leo
Pestelli
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