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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Il carnevale toponomastico
Language column
Le parole e i fatti
Author
Tullio De Mauro
Date
31
agosto
1973
more header data
[1]
IN
UN
PAESE
sud-tirolese
poco
tempo
fa
una
«
via
Roma
»
è
stata
ribattezzata
,
col
nome
in
dialetto
gardenese
,
«
via
Chemun
»
,
«
via
del
Municipio
»
.
[2]
A
Sant’
Arcangelo
di
Romagna
,
Tonino
Guerra
e
altri
si
stanno
battendo
perché
le
vie
del
paese
,
invece
di
intitolarsi
a
personaggi
storici
da
libro
di
scuola
,
si
chiamino
con
i
nomi
della
gente
che
ci
ha
vissuto
,
che
là
ha
fatto
qualcosa
di
buono
e
lasciato
memorie
.
[3]
Sono
due
minuscoli
indizi
di
una
inversione
di
tendenza
.
[4]
Almeno
,
dobbiamo
augurarci
che
così
sia
.
[5]
Nell’
imporre
o
conservare
i
nomi
ai
luoghi
si
riflettono
gusti
,
tendenze
di
fondo
di
una
società
:
e
che
i
nomi
scolastici
,
d’
accatto
,
vengano
sostituiti
qua
e
là
da
nomi
realmente
legati
al
luogo
,
può
fare
sperare
che
una
società
più
realistica
,
meno
sciattamente
e
scolasticamente
retorica
cominci
a
crescere
e
a
venire
fuori
sotto
la
scorza
persistente
della
trionfia
Italia-ufficiale
.
[6]
Un’
idea
della
trionfia
Italiana
ufficiale
si
può
avere
ad
Enna
.
[7]
Su
una
brutta
casa
in
cemento
armato
è
appiccicata
questa
iscrizione
su
marmo
:
«
Qui
/
era
in
antico
/
la
casa
che
ospitò
/
Marco
Tullio
Cicerone
/
difensore
di
Enna
e
della
Sicilia
/
contro
il
depredatore
dei
templi/
Caio
Licinio
Verre
.
/
Il
comune
di
Enna
/
ancora
memore
dopo
venti
secoli
/
questo
ricordo
/
pose
/
nell’
anno
1960
»
.
[8]
Di
fronte
alla
brutta
casa
in
cemento
armato
,
si
apre
un
curioso
budello
,
a
metà
vicolo
,
a
metà
corridoio
che
penetra
tra
cortili
e
portichetti
di
case
poverissime
,
in
muratura
cadente
,
lamiere
,
canne
.
[9]
Al
budello
è
opposto
il
nome
altisonante
di
«
via
Cicerone
»
.
[10]
Ancora
nel
1960
,
dunque
,
durava
quello
che
il
grande
filologo
e
umanista
Giorgio
Pasquali
definì
un
«
carnevale
»
.
[11]
Si
era
nel
1941
e
non
senza
coraggio
Pasquali
protestava
contro
il
furoreggiare
di
reminiscenze
latineggianti
che
stava
guastando
la
toponomastica
tradizionale
italiana
.
[12]
Scriveva
Pasquali
:
[13]
«
Andando
avanti
così
,
di
qui
a
qualche
anno
noi
percorreremo
la
linea
ferroviaria
Roma-Clusio-Arrezzo
(
con
due
erre
)
-Florenzia-Bonomia-Mutina-Placenza-Mediolano
»
.
[14]
Pasquali
protestava
contro
alcuni
allora
recenti
mutamenti
di
nome
:
Girgenti
mutato
in
Agrigento
,
Monteleone
Calabro
ribattezzato
Vibo
Valentia
,
Pesto
latinizzata
in
Paestum
.
[15]
E
,
a
leggere
il
suo
articolo
,
si
è
portati
a
credere
che
questo
latineggiare
a
vanvera
e
a
tutti
i
costi
fosse
opera
del
fascismo
.
[16]
Il
gusto
carnevalesco
della
romanità
fu
senza
dubbio
caratteristico
del
fascismo
.
[17]
Ma
non
fu
un
carattere
suo
esclusivo
.
[18]
Nemmeno
per
questa
parte
il
fascismo
inventò
niente
.
[19]
Piuttosto
esasperò
oltre
ogni
limite
tendenze
già
ben
radicate
nel
corpo
sociale
italiano
.
[20]
La
toponomastica
littoria
e
pseudoimperiale
lo
dimostra
assai
bene
.
[21]
Il
fascismo
ne
abusò
.
[22]
Ma
gli
amministratori
dell’
Italia
umbertina
e
giolittiana
ne
avevano
già
largamente
usato
.
[23]
I
cambiamenti
di
nome
retorici
,
enfatici
,
evocanti
una
romanità
di
cartapesta
cominciano
subito
dopo
l’
unificazione
politica
nazionale
,
un
secolo
fa
.
[24]
Naturalmente
,
in
molti
casi
modificare
il
nome
di
un
luogo
poteva
anche
essere
giustificato
.
[25]
Nel
momento
in
cui
i
vari
stati
italiani
preunitari
cedevano
il
passo
allo
stato
unitario
,
nell’
elenco
dei
comuni
vennero
fuori
a
dozzine
le
omonimie
:
paesi
che
si
chiamavano
Acquaviva
,
Bagnoli
,
Borghetto
,
Casale
,
Montebello
,
Montesano
,
Torre
,
furono
costretti
ad
aggiungere
qualche
cosa
al
loro
nome
per
evitare
confusioni
.
[26]
Ma
,
su
questa
giusta
esigenza
,
si
cominciò
a
innestare
la
rievocazione
archeologizzante
.
[27]
Soprattutto
l’
Italia
laziale
e
meridionale
cominciò
a
popolarsi
di
Sanniti
,
Frentani
,
Marsi
,
Marrucini
,
Teatini
,
Peligni
,
antichi
popoli
italici
usati
come
coda
distintiva
di
paesi
col
nome
altrimenti
troppo
comune
.
[28]
E
fu
così
che
,
per
distinguersi
da
altre
Scurcole
,
nacque
Scurcola
Marsicana
.
[29]
Anche
in
altri
casi
il
mutamento
di
nome
si
comprende
e
giustifica
.
[30]
Nessuno
vorrà
rimproverare
agli
abitanti
di
Castelletto
Scazzoso
di
avere
preferito
di
diventare
abitanti
di
Castelletto
Monferrato
,
a
quelli
di
Cazzone
,
Asinalunga
e
Caccavero
di
avere
preferito
nuovi
nomi
,
e
cioè
Cantello
,
Sinalunga
e
Campoverde
.
[31]
E
si
possono
anche
comprendere
gli
abitanti
di
Hano
,
Calugna
,
Lazzarone
e
Porcili
per
avere
chiesto
e
ottenuto
di
ribattezzare
i
loro
paesi
con
i
nomi
di
Capovalle
,
Collagna
,
Villabella
e
Stella
Cilento
.
[32]
Ma
negli
anni
,
accanto
a
questi
ribattezzamenti
che
forse
fanno
sorridere
,
ma
sono
innocenti
,
c’
è
già
una
folla
di
ribattezzamenti
immotivati
,
o
motivati
soltanto
dalla
vanitosa
ricerca
o
invenzione
di
nobili
origini
romane
.
[33]
Tra
1863
e
1872
Stabia
,
Viano
,
Canemorto
in
provincia
di
Viterbo
cambiano
nome
in
Faleria
,
Veiano
,
Orvinio
.
[34]
Nel
Lazio
Scarpa
,
Lugnano
,
Pisciano
,
Mola
,
Traetto
si
fanno
ribattezzare
e
son
ribattezzate
d’
autorità
e
diventano
Cineto
,
Làbico
,
Pisoniano
,
Formia
,
Minturno
.
[35]
Negli
stessi
anni
,
San
Lorenzo
,
Fratte
e
Agnone
diventano
Amaseno
,
Ausonia
e
Villa
Latina
.
[36]
E
a
un
nuovo
comune
del
Frusinate
viene
imposto
il
nome
di
Esperia
.
[37]
Più
a
sud
,
una
Fossaceca
diventa
Fontegreca
,
una
Civitavecchia
diventa
Duronia
,
Villapicciotti
,
Montepeloso
,
Bollita
diventano
nell’
orgia
di
latinità
,
Alezio
,
Irsina
e
Nova
Siri
.
[38]
Perfino
un
dignitoso
Castelvetere
è
ribattezzato
,
e
diventa
Caulonia
,
mentre
Gerace
,
Centorbi
e
Molo
diventano
Locri
,
Centùripe
e
Porto
Empedocle
.
[39]
Come
dice
l’
inno
,
l’
Italia
,
appena
«
desta
»
e
unificata
,
«
dell’
elmo
di
Scipio
s’
è
cinta
la
testa
»
.
[40]
L’
Italia
fascista
dei
«
consoli
»
,
dei
«
centurioni
»
,
del
«
littorio
»
ha
lavorato
,
per
quanto
riguarda
la
toponomastica
,
su
un
terreno
già
dissodato
.
[41]
Ma
,
bisogna
dire
,
lavorò
assai
bene
.
[42]
Appena
instaurato
il
regime
,
subito
Corneto
e
Porto
Maurizio
si
ritrovarono
battezzate
Tarquinia
e
Imperia
.
[43]
1927
e
’
28
furono
anni
fecondi
:
Borgo
San
Donnino
diventò
Fidenza
,
vico
di
Panzano
Villa
Literno
,
Pentima
fu
ribattezzata
Corfino
,
Lugnano
fu
detta
Vazia
,
Canneto
di
Bari
Adelfia
,
Monteleone
Vibo
Valentia
,
Girgenti
Agrigento
,
Terranova
di
Sicilia
Gela
,
Castrogiovanni
Enna
.
[44]
Il
latinizzamento
dei
nomi
proseguì
implacabile
negli
anni
seguenti
:
Fertilia
(
ex
Teverola
)
è
del
1929
,
come
Urbe
(
ex
Martina
)
e
come
Cazzimani
,
romanamente
denominato
Borgo
Littorio
;
nel
’
30
nasce
Mussolinia
,
nel
’
31
Corridonia
,
nel
’
32
Littoria
,
nel
’
33
Sabaudia
,
nel
’
35
Melma
è
chiamata
Silea
e
nasce
Pontinia
;
nel
1936
nasce
Aprilia
,
negli
anni
seguenti
Carbonia
e
Pomezia
.
E
vengono
fuori
nomi
altisonanti
di
Torriana
(
già
Scorticata
)
,
Istonio
(
già
Vasto
)
,
Vittoria
(
già
Biscari
)
,
Grumento
Nova
(
già
Saponara
)
,
e
Guidonia
,
e
Nettunia
,
Apuania
.
[45]
La
gente
non
ne
poteva
più
.
[46]
Circolava
(
racconta
un
fine
e
gentile
amico
romagnolo
)
una
storiella
:
«
Camerati
,
in
alto
i
cuori
.
Il
duce
ci
ha
dato
negli
anni
passati
Aprilia
,
Carbonia
,
Pomezia
.
Nei
prossimi
ci
darà
Quisquilia
,
Fandonia
e
Facezia
»
.
[47]
La
toponomastica
con
l’
elmo
di
Scipio
non
si
lasciò
però
scalfire
dalla
barzelletta
.
[48]
La
guerra
incombeva
,
e
vedevano
tuttavia
la
luce
i
nomi
di
Tuvillia
(
già
Tomba
di
Pesaro
)
,
Olbia
(
già
Terranova
)
,
Nettunia
.
[49]
Del
resto
,
neppure
a
duce
morto
la
retorica
toponomastica
ha
taciuto
:
intorno
agli
anni
Cinquanta
Casino
si
ribattezza
Castelsilano
,
Pescolamazza
Pesco
Sannita
,
Grisolera
Eraclea
.
[50]
E
un
solenne
Turenia
nascose
Petescia
.
[51]
Una
storia
di
cartapesta
,
frutto
di
imparaticcio
scolastico
,
ha
cancellato
in
molti
luoghi
i
nomi
legati
alla
più
vera
e
autentica
vicenda
della
gente
.
[52]
Proprio
come
le
colate
di
cemento
,
romano
fascista
prima
e
poi
democristiano
e
speculativo
,
che
in
molti
luoghi
hanno
cancellato
la
fisionomia
storica
e
naturale
di
città
e
paesaggi
.
[53]
Girgenti
che
diventa
Agrigento
e
crolla
sotto
i
cementi
speculativi
,
Punta
Troia
che
si
nobilita
in
Punta
Ala
ma
perde
boschi
e
patrimonio
ecologico
sono
buoni
esempi
di
questo
nefasto
parallelismo
.
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