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Maarten Janssen, 2014-
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La Bibbia e Carosello
Language column
Le parole e i fatti
Author
Tullio De Mauro
Date
23
marzo
1973
more header data
[1]
Una
nostra
brava
scrittrice
e
saggista
,
Angela
Bianchini
,
si
sta
occupando
di
«
trivializzazione
»
:
se
non
capisco
male
,
è
il
fenomeno
per
cui
sacro
e
profano
si
confondono
e
rimescolano
malamente
.
[2]
Il
fenomeno
,
dice
la
scrittrice
,
si
impone
all’
attenzione
soprattutto
negli
Stati
Uniti
d’
America
.
[3]
Qui
detersivi
e
formaggi
vengono
ormai
normalmente
pubblicizzati
con
slogan
fatti
di
espressioni
e
immagini
bibliche
.
[4]
E
,
d’
altra
parte
,
i
preti
delle
varie
chiese
e
sette
religiose
nordamericane
parlano
,
nei
loro
sermoni
,
il
linguaggio
sfrontato
degli
slogan
pubblicitari
.
[5]
La
scrittrice
si
chiese
e
mi
chiede
se
lo
stesso
sta
succedendo
in
Italia
.
[6]
Direi
proprio
di
no
.
[7]
E
per
varie
ed
opposte
ragioni
.
[8]
Cominciamo
dalla
pubblicità
.
[9]
Che
espressioni
ed
immagini
bibliche
finiscano
nei
Caroselli
non
c’
è
proprio
da
temerlo
.
[10]
E
non
per
rispetto
della
religione
,
tutt’
altro
.
[11]
Il
fatto
è
che
nel
nostro
paese
si
legge
poco
in
generale
(
gli
editori
sono
contenti
e
felici
quando
di
un
libro
non
scolastico
vendono
duemila
copie
,
una
ogni
venticinquemila
abitanti
!
)
,
ma
il
libro
meno
letto
di
tutti
è
,
senza
dubbio
,
la
Bibbia
.
[12]
Siamo
un
paese
cattolico
e
cristiano
nel
Concordato
e
nelle
statistiche
religiose
dell’
UNESCO
.
[13]
La
verità
ben
nota
è
che
tre
secoli
e
mezzo
fa
in
Italia
la
gente
fu
costretta
a
piegare
il
capo
alla
Controriforma
,
ma
,
da
allora
,
ripagò
la
Chiesa
di
Roma
con
l’
ossequio
formale
dell’
andare
a
messa
e
col
sostanziale
distacco
da
ogni
forte
sentimento
religioso
.
[14]
Bibbia
e
Vangeli
da
noi
li
leggono
solo
i
preti
più
colti
,
per
ragioni
professionali
,
e
pochi
atei
arrabbiati
.
[15]
Un
placido
analfabetismo
religioso
,
venato
di
superstizione
,
è
la
aria
che
respira
tutto
il
resto
della
popolazione
.
[16]
La
gente
,
quindi
,
non
capirebbe
un’
acca
se
i
Caroselli
usassero
immagini
bibliche
:
a
parte
il
frutto
di
Adamo
ed
Eva
(
frutto
,
e
non
mela
,
come
crede
la
maggioranza
)
chi
ne
sa
niente
?
[17]
Per
questo
lato
,
dunque
,
siamo
al
riparo
dai
pericoli
della
trivializzazione
:
ci
salva
l’
ignoranza
.
[18]
Ma
c’
è
da
badare
all’
altro
aspetto
:
come
parlano
i
nostri
preti
?
[19]
È
vero
che
parlano
dei
santi
come
di
personaggi
televisivi
,
dei
sacramenti
come
dell’
olio
di
oliva
?
[20]
Anche
qui
si
deve
rispondere
no
,
e
anche
qui
vale
la
pena
di
capire
,
però
,
che
le
ragioni
sono
varie
e
diverse
.
[21]
C’
è
una
parte
dei
nostri
preti
,
una
parte
che
è
la
maggioranza
tra
i
prelati
più
alti
,
rimasta
legata
al
linguaggio
chiesastico
tradizionale
.
[22]
Lo
identikit
di
questo
concorrono
a
formarlo
sia
preti
favorevoli
alla
tradizione
sia
preti
che
cercano
di
staccarsene
.
[23]
Ecco
,
per
esempio
,
che
cosa
scriveva
qualche
anno
fa
un
prete
tradizionalista
lombardo
delle
sue
esperienze
di
seminario
e
della
sua
assimilazione
dello
stile
tradizionalistico
:
[24]
«
Il
rettore
del
Seminario
veniva
a
tenerci
la
predica
la
domenica
mattina
.
Prendevo
note
senza
ritegno
.
Qualche
frase
,
qualche
avverbio
,
scivolava
anche
nei
miei
temi
,
e
se
talvolta
si
doveva
parlare
in
pubblico
,
anch’
io
puntavo
lo
sguardo
a
mezz’
altezza
,
socchiudevo
gli
occhi
e
spremevo
le
parole
cavandomele
dal
fondo
dell’
anima
:
le
anime
non
dovevano
essere
troppo
agitate
;
bastava
un
gesto
dolce
ad
esprimere
la
emozione
…
Il
tono
era
tipico
:
un
tono
per
nulla
concitato
e
declamatorio
,
anzi
perfino
un
po’
crepuscolare
»
.
[25]
Quando
i
preti
che
respingono
queste
dolcezze
crepuscolari
si
sono
fatti
numerosi
,
verso
la
fine
degli
anni
Sessanta
,
il
cardinale
arcivescovo
d’
una
diocesi
particolarmente
ribelle
scese
anche
lui
in
campo
(
e
ci
dette
un
altro
tratto
dell’
identikit
)
[26]
«
Gridare
contro
i
ricchi
,
contro
la
guerra
,
contro
la
fame
,
oggi
è
di
moda
…
Dir
male
della
società
è
facile
…
È
attraverso
la
riconciliazione
con
Dio
che
si
giunge
al
vero
amore
del
prossimo
e
,
quindi
,
al
risanamento
della
società
…
È
attraverso
la
riconciliazione
con
Dio
che
si
giunge
al
vero
amore
del
prossimo
e
,
quindi
,
al
risanamento
della
società
…
È
questa
la
predicazione
che
occorre
agli
uomini
d’
oggi
.
Non
si
può
abbassare
la
parola
del
Vangelo
a
livello
di
polemica
sociale
…
!
»
.
[27]
Uno
stile
tutto
dolcezze
,
lontano
da
ogni
riferimento
preciso
alle
basse
cose
di
questo
mondo
(
la
fame
,
la
guerra
,
la
ricchezza
,
la
società
)
,
«
perfino
un
po’
crepuscolare
»
:
ecco
lo
stile
ideale
dei
preti
tradizionalisti
.
[28]
Dunque
,
tra
costoro
non
c’
è
paura
che
,
almeno
per
ora
,
facciano
capolino
slogan
di
Caroselli
e
poco
crepuscolari
poppe
di
attricette
.
[29]
Ma
anche
gli
altri
,
i
ribelli
,
sono
tra
noi
lontani
dal
mondo
di
cartapesta
dorata
,
di
fasulli
sbrilluccichii
che
la
tivvù
propina
alle
nuove
della
sera
.
[30]
Essi
cercano
a
tutti
i
costi
la
autenticità
,
anzitutto
nel
modo
stesso
di
esprimersi
.
[31]
Uno
di
loro
,
tra
i
più
appassionati
,
don
Lorenzo
Milani
,
scriveva
qualche
anno
fa
di
essere
abbonato
a
un
giornale
cattolico
italiano
e
al
giornale
cattolico
francese
«
Témoignage
Chrétien
»
e
così
osservava
(
erano
i
tempi
della
repressione
francese
in
Algeria
)
:
[32]
«
Se
non
avessi
avuto
il
secondo
non
mi
sarei
mai
accorto
sul
primo
di
quel
che
fa
la
polizia
francese
.
Non
che
la
notizia
non
ci
fosse
ma
era
riportata
senza
particolari
.
Quanto
basta
per
non
accorgersene
.
Sul
giornale
francese
,
invece
,
si
sente
spesso
la
testimonianza
diretta
dei
torturati
.
E
non
solo
le
cose
dolorose
,
anche
le
volgari
:
“
Enculer
il
torturato
,
pisciargli
in
faccia
,
fargli
assaggiare
la
merde
française
,
passargli
l’
alta
tensione
per
i
coglioni
,
ecc
.
”
.
Quattro
frasi
che
non
leggeremo
mai
su
un
giornale
cattolico
italiano
.
C’
è
chi
se
ne
rallegra
perché
le
trova
sconce
.
Io
,
invece
,
sento
una
gran
tristezza
ad
appartenere
a
una
Chiesa
in
cui
le
cose
non
hanno
mai
il
loro
nome
.
Il
galateo
,
legge
mondana
,
è
stato
eretto
a
legge
morale
nella
Chiesa
di
Cristo
?
Chi
dice
coglioni
va
all’
inferno
.
Chi
invece
non
lo
dice
,
ma
ci
mette
un
elettrodo
…
il
galateo
vuole
che
lo
si
accolga
col
sorriso
»
.
[33]
Questo
bisogno
di
esperienza
diretta
,
questa
volontà
di
parlare
dei
fatti
senza
giri
di
parole
,
caratterizza
tutte
le
nuove
comunità
ecclesiali
nel
nostro
paese
,
dall’
Isolotto
fiorentino
a
Oregìna
,
dal
settimanale
«
Com
»
(
bestia
nera
del
benpensantismo
clericale
)
alla
comunità
romana
di
San
Paolo
.
[34]
«
Qualunque
persona
del
quartiere
potrà
proporre
dei
fatti
da
presentare
nella
predicazione
»
,
scrivevano
quelli
dell’
Isolotto
.
[35]
E
l’
abate
di
San
Paolo
,
don
Giovanni
Franzoni
,
ha
detto
:
«
In
noi
sacerdoti
,
spesso
,
troviamo
infedeltà
alla
verità
,
artificiosità
,
mancanza
di
convinzione
.
La
giovane
coppia
di
sposi
che
si
avvicina
per
celebrare
il
proprio
matrimonio
nella
chiesa
,
trova
una
sequela
di
cose
false
.
Tutta
l’
atmosfera
che
noi
creiamo
nell’
amministrazione
dei
sacramenti
è
tanto
falsa
quanto
falsi
sono
gli
inginocchiatoi
del
Settecento
o
i
drappi
di
damasco
o
i
fiori
senz’
acqua
e
l’
altare
e
le
colonne
di
marmo
…
»
.
[36]
I
preti
di
queste
nuove
comunità
cattoliche
sono
dunque
assai
lontani
dall’
idea
di
accettare
le
bugie
e
falsità
del
linguaggio
pubblicitario
.
[37]
Invece
,
chi
cerca
di
portare
alla
luce
con
chiarezza
i
problemi
concreti
e
reali
della
nostra
vita
sociale
,
trova
in
loro
dei
preziosi
compagni
di
lotta
.
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