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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Minimo comune
Language column
Le parole e i fatti
Author
Tullio De Mauro
Date
20
settembre
1974
more header data
[1]
MINIMO
COMUNE
,
la
serie
di
trasmissioni
sull’
educazione
scientifica
andata
in
onda
il
martedì
sera
e
dovute
a
Flora
Favilla
,
Gianluigi
Poli
e
Giorgio
Tecce
,
ha
richiamato
l’
attenzione
di
molti
su
problemi
che
ci
toccano
tutti
:
i
problemi
della
scarsa
o
nulla
circolazione
del
sapere
scientifico
,
della
scarsa
o
nulla
comprensione
del
linguaggio
delle
scienze
nella
nostra
cultura
.
[2]
Effetti
di
questa
«
denutrizione
scientifica
»
si
ritrovano
a
vari
livelli
.
[3]
Guardiamo
ai
livelli
più
alti
e
qualificati
.
[4]
Guardiamo
al
modo
in
cui
un
uomo
di
indubbia
intelligenza
e
finezza
,
come
fu
Salvatore
Battaglia
,
ha
concepito
la
illustrazione
delle
voci
scientifiche
nel
suo
Grande
dizionario
della
lingua
italiana
.
[5]
Ecco
qualche
caso
.
[6]
«
Rispetta
,
cura
,
vigila
il
tuo
corpo
.
Per
quante
macchine
si
inventino
,
nessuna
lo
vale
.
Ma
il
carburante
più
fido
è
la
speranza
della
gloria
»
:
con
questo
esempio
di
Ugo
Ojetti
,
giornalista
brillante
d’
altri
tempi
,
il
nostro
maggiore
dizionario
storico
illustra
il
senso
e
l’
uso
della
parola
carburante
.
[7]
Non
un
testo
tecnico
o
scientifico
è
citato
sotto
questa
voce
.
[8]
E
altre
voci
dei
linguaggi
tecnici
o
scientifici
non
hanno
migliore
sorte
.
[9]
Acceleratore
è
illustrata
con
esempi
tratti
da
Panzini
,
Alvaro
,
Montale
,
Moravia
;
pe
batrace
sono
invocati
passi
di
Linati
,
Soffici
,
Gozzano
e
,
di
bel
nuovo
del
Moravia
;
per
carbonio
i
testimoni
autorevoli
sono
Raiberti
,
Imbriani
e
Italo
Svevo
.
[10]
Il
valore
della
parola
acido
fenico
è
illustrato
,
sempre
nel
nostro
grande
dizionario
,
da
passi
di
De
Roberto
,
D’
Annunzio
,
Pirandello
ed
Emilio
Cecchi
buonanima
.
[11]
Quando
alla
voce
accelerazione
,
accanto
a
padre
Ségneri
,
D’
Annunzio
e
Govoni
,
ci
si
imbatte
in
Galileo
Galilei
,
viene
il
fondato
sospetto
che
la
sua
presenza
sia
dovuta
non
alla
sua
qualità
di
scienziato
,
ma
al
suo
amore
per
l’
Ariosto
ed
alle
sue
virtù
di
elegante
prosatore
.
[12]
Guardiamo
invece
le
stesse
parole
nel
grande
dizionario
storico
della
lingua
inglese
,
l’
Oxford
Dictionary
:
acceleration
è
illustrata
con
esempi
tratti
da
2
medici
,
1
botanico
,
3
saggisti
,
2
filosofi
,
3
fisici
e
1
astronomo
:
accelerator
è
illustrato
con
esempi
tratti
da
4
medici
,
4
fotografi
,
6
testi
di
meccanica
degli
autoveicoli
,
6
chimici
,
7
fisici
.
[13]
Come
si
usa
la
parola
batrachian
,
lo
esemplificano
solo
testi
di
naturalisti
.
[14]
Per
spiegare
le
parole
phenic
e
phenol
troviamo
testi
di
chimica
organica
e
inorganica
.
[15]
Eccetera
eccetera
.
[16]
Detto
tutto
questo
,
non
stupisce
che
le
fonti
dei
due
dizionari
,
l’
italiano
e
l’
inglese
,
siano
di
composizione
assai
diversa
.
[17]
Nello
elenco
delle
fonti
da
cui
il
dizionarista
inglese
ha
tratto
le
sue
migliaia
e
migliaia
di
esempi
,
i
libri
e
trattati
di
scienze
matematiche
,
fisiche
,
naturali
sono
l’
8
per
cento
del
totale
;
i
testi
e
trattati
di
tecnologia
sono
un
altro
5
,
2
per
cento
.
[18]
Un’
altra
fetta
consistente
è
data
da
resoconti
di
viaggio
,
di
esplorazioni
:
libri
che
,
senza
essere
scienza
pura
o
tecnologica
,
nemmeno
sono
di
pura
invenzione
o
finalizzati
al
bello
scrivere
.
[19]
Prendiamo
invece
gli
autori
e
testi
utilizzati
dal
dizionario
italiano
:
i
testi
scientifici
toccano
a
malapena
la
modesta
percentuale
dell’
1
per
cento
;
la
tecnologia
racimola
un
altro
0
,
8
per
cento
.
[20]
Il
resto
(
è
il
caso
di
dirlo
)
il
resto
è
letteratura
sonettieri
petrarchisti
,
frati
oratori
e
volgarizzatori
,
bellettristi
di
tutte
le
epoche
,
ghiottoni
della
parola
,
saccenti
,
pedanti
,
poeti
crepuscolari
,
futuristi
,
romanzieri
neorealisti
,
professori
di
letteratura
italiana
.
[21]
Battaglia
,
si
badi
bene
,
non
è
responsabile
di
tutto
questo
,
più
di
quanto
sia
responsabile
del
fatto
di
usare
quattro
coniugazioni
di
verbi
oppure
nomi
al
singolare
o
al
plurale
.
[22]
Voglio
dire
:
il
suo
comportamento
è
un
comportamento
obbligato
,
dietro
di
esso
c’
è
una
grammatica
,
c’
è
un’
ottica
nazionale
alla
quale
è
assai
difficile
sottrarsi
.
[23]
Per
i
nostri
vocabolari
,
la
scienza
esiste
essenzialmente
per
fornire
metafore
a
Carlo
Emilio
Gadda
e
Gianfranco
Contini
.
[24]
Soltanto
la
carità
di
patria
spinge
a
tacere
che
nel
dizionario
inglese
di
Oxford
le
scienze
sono
rappresentate
da
alcuni
trattati
antichi
e
soprattutto
da
una
miriade
di
testi
recenti
;
mentre
nel
nostro
grande
dizionario
storico
la
scienza
è
rappresentata
da
cose
come
L
o
specchio
di
scienza
universale
di
Leonardo
Fioravanti
(
Venezia
1583
)
ovvero
La
tensione
la
pressione
disputate
qual
di
loro
sostenga
lo
argento
vivo
n
e’
cannelli
,
scritto
nel
1677
da
Daniello
Bartoli
.
[25]
Il
caso
del
grande
dizionario
di
Battaglia
è
soltanto
la
punta
di
un
iceberg
.
[26]
La
struttura
della
nostra
scolarità
è
orientata
tutta
in
senso
antiscientifico
.
[27]
A
metà
degli
anni
sessanta
,
in
piena
mitologizzazione
di
un
presunto
boom
scientifico-tecnologico
,
i
laureati
materie
scientifiche
erano
il
15
,
3
per
cento
del
totale
,
gli
ingegneri
l’
11
,
3
per
cento
,
contro
il
33
,
3
per
cento
di
laureati
in
materie
giuridico-letterarie
.
[28]
Alla
base
della
piramide
della
scolarità
,
ancora
in
questi
nostri
anni
settanta
,
trentatré
italiani
su
cento
sono
privi
di
ogni
titolo
di
studio
,
e
quindi
generalmente
tagliati
fuori
dalla
possibilità
di
accostarsi
ad
analisi
scientifiche
anche
elementari
.
[29]
Ma
le
cose
non
vanno
meglio
per
il
44
per
cento
di
licenziati
dalla
scuola
elementare
,
e
per
i
pochi
privilegiati
(
meno
di
uno
su
quattro
)
che
arrivano
a
varcare
il
tetto
della
scuola
elementare
.
[30]
Anche
per
costoro
,
anche
per
chi
supera
la
scuola
elementare
,
e
arriva
a
prendere
la
licenza
media
o
titoli
superiori
,
la
conoscenza
delle
scienze
resta
allo
stato
rudimentale
.
[31]
La
grande
inchiesta
internazionale
svolta
negli
anni
scorsi
dall’
I
.
[32]
A
.
[33]
E
.
e
diretta
per
l’
Italia
da
Maria
Corda
Costa
,
Laeng
,
Meschieri
e
Visalberghi
,
ha
concluso
che
i
16
ragazzi
su
cento
coetanei
che
in
Italia
arrivano
al
diploma
di
media
superiore
,
quanto
a
capacità
e
conoscenze
nel
campo
scientifico
sono
agli
ultimi
posti
rispetto
ai
coetanei
di
altri
paesi
,
ivi
compresi
paesi
cosiddetti
sottosviluppati
.
[34]
Dalle
elementari
alle
medie
superiori
(
con
la
parziale
eccezione
di
alcuni
tipi
di
scuole
,
come
gli
istituti
industriali
,
e
,
si
intende
con
l’
eccezione
di
«
isole
felici
»
dovuti
a
insegnanti
divergenti
)
aule
,
edifici
,
programmi
,
testi
,
di
tipo
di
formazione
e
reclutamento
degli
insegnanti
,
abitudini
didattiche
inventate
,
tutto
concorre
a
tenere
lontani
gli
allievi
dalla
osservazione
e
pratica
diretta
dei
fenomeni
,
dall’
abitudine
di
costruire
frasi
che
riassumano
in
modo
ordinato
esperienze
effettive
,
e
cioè
dalla
possibilità
di
acquisire
una
mentalità
scientifica
.
[35]
Chi
,
da
Carlo
Bascetta
alla
giovane
Mila
Busoni
,
si
è
avventurato
nelle
analisi
delle
parti
scientifiche
nei
libri
di
testo
delle
elementari
,
ne
è
ritornato
con
risultati
drammatici
.
[36]
In
larga
misura
questi
testi
alimentano
soltanto
il
verbalismo
di
discenti
e
docenti
.
[37]
Con
questo
tipo
di
educazione
scientifica
,
se
così
può
chiamarsi
,
non
stupiscono
le
singolari
esperienze
di
quel
docente
di
Cagliari
,
che
da
decine
e
decine
di
allievi
del
secondo
anno
di
medicina
si
è
sentito
leggere
l’
espressione
inoculare
un
virus
in
modo
che
sconcerta
anche
questi
tempi
di
relativamente
libera
erotomania
.
[38]
Questa
«
denutrizione
scientifica
»
(
così
la
chiamo
tanti
anni
fa
Gramsci
)
è
una
caratteristica
tipica
della
nostra
cultura
,
ed
affonda
le
sue
radici
in
tutta
la
nostra
vicenda
storica
:
nell’
accettazione
della
Controriforma
,
che
liquidò
le
persone
fisiche
e
gli
ambienti
interessati
alle
scienze
sperimentali
ed
esatte
;
nella
mancata
formazione
di
una
grande
,
seria
ed
efficiente
borghesia
nazionale
interessata
allo
sviluppo
di
tecnologie
e
ricerche
scientifiche
.
[39]
Difficilmente
ne
potremmo
guarire
senza
un
mutamento
di
portata
storica
dei
modi
abituali
della
nostra
vita
sociale
intellettuale
.
Text view
•
Paragraph view