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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Così parlò Sua Eccellenza
Language column
Le parole e i fatti
Author
Tullio De Mauro
Date
9
novembre
1973
more header data
[1]
A
GUARDARSI
attorno
,
non
si
smette
mai
di
constatare
che
la
maniera
di
scegliere
le
parole
di
cui
sono
fatti
i
nostri
discorsi
,
la
maniera
di
costruire
le
frasi
,
perfino
i
toni
che
usiamo
leggendo
o
parlando
,
insomma
tutto
ciò
che
si
chiama
«
stile
»
non
è
qualche
cosa
di
neutro
,
qualche
cosa
che
ha
rapporto
solo
con
i
gusti
letterari
.
[2]
È
invece
qualche
cosa
che
ha
base
in
determinate
collocazioni
di
classe
sociale
e
perfino
nelle
collocazioni
politiche
.
[3]
E
le
conseguenze
dello
stile
che
scegliamo
sono
anch’
esse
politiche
e
di
classe
:
scegliere
questa
o
quella
parola
,
questo
o
quel
giro
di
frase
,
significa
aprire
o
chiudere
il
nostro
discorso
alla
comprensione
di
certi
gruppi
sociali
.
[4]
Se
ancora
qualcuno
dubita
che
le
parole
sono
esse
stesse
fatti
,
e
fatti
politicamente
rilevanti
,
non
ha
che
da
prendere
in
considerazione
,
ad
esempio
,
il
linguaggio
dei
magistrati
italiani
.
[5]
Non
è
facile
farlo
.
[6]
Riviste
forensi
e
massari
non
sono
alla
portata
di
tutti
.
[7]
Abbiamo
,
è
vero
,
da
qualche
anno
due
belle
e
importanti
riviste
:
«
Qualegiustizia
»
,
promossa
da
un
valoroso
gruppo
di
magistrati
democratici
(
e
pubblicata
dalla
Nuova
Italia
)
,
e
«
Politica
del
diritto
»
,
pubblicata
dal
Mulino
e
diretta
e
scritta
da
Rodotà
,
Cassere
,
Amato
e
altri
studiosi
attenti
alle
implicazioni
e
conseguenze
politiche
del
diritto
.
[8]
In
entrambe
le
riviste
,
a
cercare
con
pazienza
,
si
trovano
materiali
utili
per
le
considerazioni
che
ci
interessano
.
[9]
Ma
ogni
ricerca
porta
via
tempo
.
[10]
E
dunque
già
per
questo
motivo
di
apparenza
banale
dobbiamo
essere
assai
grati
a
due
fiorentini
,
Antonio
Santoni
Rugiu
,
ben
noto
studioso
di
pedagogia
,
e
Milly
Mostardini
,
che
ora
ci
mettono
sotto
gli
occhi
,
senza
fatica
e
con
poca
spesa
,
una
a
suo
modo
affascinante
antologia
dei
discorsi
dei
procuratori
generali
.
[11]
Protagonista
della
antologia
è
proprio
il
modo
di
esprimersi
dei
nostri
P
.
[12]
G
.
,
e
il
titolo
del
libro
(
pubblicato
da
Guaraldi
)
è
appunto
:
I
P
.
[13]
G
.
:
linguaggio
politica
educazione
nei
discorsi
dei
procuratori
generali
.
[14]
«
La
legge
non
ammette
ignoranze
»
,
si
dice
.
[15]
Più
esattamente
(
e
più
prudentemente
,
in
una
società
che
conta
ancora
un
analfabeta
su
cinque
persone
,
a
tre
delle
quali
è
stato
impedito
di
andare
oltre
la
licenza
elementare
)
,
il
codice
penale
vigente
dice
:
«
Nessuno
può
invocare
a
propria
scusa
l’
ignoranza
della
legge
penale
»
.
[16]
Queste
parole
sono
abbastanza
chiare
.
[17]
Non
così
,
non
sempre
così
il
resto
dei
nostri
codici
.
[18]
Quanti
sono
in
grado
di
capire
certi
articoli
delle
nostre
leggi
?
[19]
Solo
pochi
eletti
se
la
cavano
dinanzi
a
testi
come
questo
:
[20]
«
Quando
la
legge
dispone
che
la
pena
sia
aumentata
o
diminuita
entro
limiti
determinati
,
l’
aumento
o
la
diminuzione
si
opera
sulla
quantità
di
essa
,
che
il
giudice
applicherebbe
al
colpevole
,
qualora
non
concorresse
la
circostanza
che
la
fa
aumentare
o
diminuire
.
Se
concorrono
più
circostanze
aggravanti
,
ovvero
più
circostanze
attenuanti
,
l’
aumento
o
la
diminuzione
di
pena
si
opera
sulla
quantità
di
essa
risultante
dall’
aumento
o
dalla
diminuzione
precedente
.
Quando
per
una
circostanza
la
legge
stabilisce
una
pena
di
specie
diversa
,
o
ne
determina
la
misura
in
modo
indipendente
della
pena
ordinaria
del
reato
,
l’
aumento
o
la
diminuzione
per
le
altre
circostanze
non
si
opera
sulla
pena
ordinaria
del
reato
,
ma
sulla
pena
stabilita
per
la
circostanza
anzidetta
»
.
[21]
Questo
testo
non
è
fatto
per
essere
capito
dalla
gente
.
[22]
E
non
è
dei
peggiori
.
[23]
In
esso
,
almeno
,
non
ci
si
trovano
,
come
altrove
,
parole
usate
in
modo
strampalato
(
gli
amici
giuristi
mi
perdonino
)
rispetto
all’
uso
corrente
dell’
italiano
moderno
,
tipo
le
«
persone
travisate
»
che
«
commettono
il
fatto
»
di
«
impossessarsi
della
cosa
mobile
altrui
»
,
o
«
il
possessore
di
buona
fede
»
il
quale
,
apprendiamo
,
«
fa
suoi
i
frutti
naturali
separati
fino
al
giorno
della
domanda
giudiziale
»
.
[24]
So
bene
che
su
questo
punto
la
discussione
è
antica
.
[25]
Un
corpo
di
leggi
civili
e
penali
,
in
una
società
complessa
e
articolata
come
una
società
moderna
,
tende
ad
essere
scritto
non
per
chi
alle
leggi
deve
attenersi
nel
comune
vivere
,
ma
per
avvocati
,
magistrati
,
giuristi
.
[26]
Forse
questo
non
è
inevitabile
.
[27]
Un
testo
come
la
Costituzione
italiana
dimostra
che
è
ben
possibile
scrivere
norme
tanto
precise
e
definite
quanto
chiare
e
largamente
comprensibili
a
tutti
.
[28]
Tuttavia
,
piaccia
o
non
piaccia
,
Costituzione
a
parte
,
la
oscurità
è
di
casa
nei
nostri
codici
e
ancor
più
nella
miriade
di
leggi
e
decreti
varati
nei
venticinque
anni
del
malgoverno
democristiano
.
[29]
Ciò
rende
particolarmente
delicata
la
posizione
dei
magistrati
.
[30]
Se
lo
stato
di
fatto
presente
e
,
forse
,
le
esigenze
tecniche
del
fare
leggi
rendono
oscuro
il
testo
di
tante
norme
,
spetta
ai
magistrati
,
nei
loro
interventi
,
e
soprattutto
nella
motivazione
delle
sentenze
,
parlare
chiaro
,
tradurre
cioè
in
parole
largamente
comprensibili
a
tutti
gli
interessati
(
e
interessati
siamo
e
possiamo
essere
tutti
)
le
norme
e
le
ragioni
della
loro
applicazione
.
[31]
Come
si
sa
,
tra
i
magistrati
è
venuta
avanti
,
sempre
più
forte
,
una
tendenza
che
pensa
e
agisce
così
.
[32]
Vi
sono
ormai
giudici
,
soprattutto
giovani
,
che
chiamano
«
padrone
»
il
padrone
e
«
crumiro
»
il
crumiro
.
[33]
Ma
,
per
molto
altri
,
scrivere
la
motivazione
di
una
sentenza
è
ancora
un’
occasione
per
mettere
in
mostra
quella
che
loro
ritengono
la
loro
cultura
:
fare
citazioni
latine
di
quarta
mano
,
sparare
parole
«
difficili
»
,
abbandonarsi
a
ironie
,
esporre
la
loro
visione
filosofica
del
mondo
,
chiamare
sacri
bronzi
le
campane
.
[34]
Se
dai
magistrati
giovani
la
attenzione
si
sposta
ai
magistrati
anziani
,
ai
Procuratori
Generali
,
è
questa
seconda
fazione
quella
che
detiene
ancora
la
maggioranza
schiacciante
.
[35]
I
Procuratori
generali
aprono
l’
anno
giudiziario
«
in
nome
del
popolo
»
con
dei
grandi
discorsi
:
ma
con
poche
eccezioni
(
Bianchi
d’
Espinosa
,
in
parte
Colli
)
il
popolo
e
la
democrazia
sono
dimenticati
per
tutto
il
resto
del
discorso
.
[36]
Buona
parte
del
P
.
[37]
G
.
comincia
i
suoi
discorsi
usando
l’
abolitissimo
titolo
di
«
eccellenza
»
.
[38]
Ma
è
inutile
prendersela
con
loro
.
[39]
Perfino
certi
giudici
costituzionali
non
impediscono
alla
gente
di
appellarli
«
Eccellenza
»
.
[40]
Perfino
tra
loro
c’
è
chi
non
si
rende
contro
di
quel
che
può
implicare
questo
appellativo
:
«
Il
mondo
è
andato
avanti
,
ma
tu
sei
ancora
fermo
al
tempo
dei
Borboni
»
.
[41]
Il
resto
,
una
volta
usato
un
titolo
abolito
,
vien
da
sé
:
non
ci
stupiremo
se
«
l’
argomento
»
è
,
per
i
procuratori
,
il
tema
in
cui
versiamo
,
gli
«
scioperi
»
sono
i
sistemi
sleali
e
perniciosi
di
lotta
,
i
ricchi
e
i
poveri
sono
le
classi
agiate
(
Gava
,
Agnelli
,
Vassallo
)
e
le
classi
meno
abbienti
,
l’
accoppiamento
sessuale
è
l’
atto
del
congresso
carnale
.
[42]
Nemmeno
ci
stupiremo
che
l’
atrocità
della
depressione
economica
venga
esaltata
in
questi
bilanci
annuali
come
difesa
(
usbergo
)
dalle
tentazioni
:
[43]
«
Non
doletevi
,
genti
della
Lucania
,
di
appartenere
al
depresso
Mezzogiorno
,
pensando
che
questo
presupposto
di
fatto
,
se
rallenta
il
vostro
cammino
sulla
strada
del
benessere
economico
,
vi
ha
d
’
altro
canto
preservato
finora
dalla
contaminazione
di
quei
valori
morali
che
il
progresso
economico
quasi
fatalmente
compromette
,
come
ci
mostrano
i
fatti
»
.
[44]
Non
doliamoci
,
no
.
[45]
Ma
constatiamo
quanto
sono
lontani
da
noi
tutti
i
P
.
[46]
G
.
[47]
«
I
nostri
riti
,
i
nostri
sistemi
,
il
nostro
linguaggio
non
si
adattano
alla
comprensione
e
alle
necessità
del
cittadino
»
,
ammette
un
P
.
[48]
G
.
[49]
Carmelo
Spagnuolo
.
[50]
«
Sante
parole
»
,
commenta
la
brava
Milly
Moscardini
.
[51]
Sante
parole
,
concludiamo
anche
noi
,
sante
parole
,
signor
procuratore
generale
,
anzi
(
scusi
)
:
Eccellenza
.
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