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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Gli “amici del popolo”
Language column
Le parole e i fatti
Author
Tullio De Mauro
Date
4
maggio
1973
more header data
[1]
NEGLI
ULTIMI
anni
,
dalle
confuse
ideologie
di
alcuni
gruppettari
,
che
proclamano
di
amare
e
servire
il
popolo
,
ha
tratto
nuovo
alimento
un
vecchio
fantasma
reazionario
:
il
populismo
.
[2]
Un
episodio
giornalistico
viene
ora
a
ricordarci
opportunamente
quale
è
la
principale
fortuna
dei
populisti
:
è
che
il
popolo
,
che
essi
dicono
di
amare
,
normalmente
non
sa
niente
di
loro
,
non
ha
occasione
di
incontrarli
.
[3]
Questa
è
la
loro
salvezza
.
[4]
Chi
sono
questi
«
amici
del
popolo
»
,
che
cosa
si
intende
per
«
populismo
»
?
[5]
I
libri
di
storia
ricordano
che
nell’
Ottocento
questo
nome
fu
assunto
da
un
partito
nordamericano
e
da
un
movimento
politico
e
intellettuale
della
Russia
zarista
.
[6]
Fu
soprattutto
questo
secondo
a
dare
notorietà
al
temine
.
[7]
I
populisti
russi
dicevano
di
amare
il
popolo
,
ma
erano
contro
la
industrializzazione
;
dicevano
di
amare
il
popolo
,
ma
erano
contro
la
crescita
culturale
delle
campagne
;
dicevano
di
amare
il
popolo
,
ma
calunniavano
Marx
e
i
socialisti
democratici
della
Russia
zarista
.
[8]
Amavano
il
popolo
,
ma
purché
restasse
legato
a
vecchie
tradizioni
del
mondo
contadino
,
«
puro
»
,
«
autentico
»
:
cioè
povero
,
dequalificato
e
analfabeta
(
o
,
come
dicono
i
populisti
d’
oggi
,
«
descolarizzato
»
)
.
[9]
Il
loro
atteggiamento
era
dunque
ispirato
a
un
generico
socialismo
.
[10]
Come
ha
detto
un
nostro
valente
studioso
,
Sebastiano
Timpanaro
,
essi
amavano
il
popolo
non
«
come
classe
rivendicante
il
proprio
diritto
a
governarsi
da
sé
e
ad
avanzare
sulla
via
del
progresso
»
,
ma
amavano
il
popolo
«
come
primitività
,
attaccamento
alle
vecchie
e
buone
usanze
,
ultimo
rifugio
del
Medioevo
»
.
[11]
Perciò
il
giovane
Lenin
poté
scrivere
:
«
Grattate
lo
amico
del
popolo
,
e
troverete
il
borghese
»
.
[12]
Come
«
coprirsi
»
con
il
populismo
[13]
In
questo
ambiguo
senso
,
di
generico
socialismo
e
rivoluzionario
parolaio
,
il
termine
ha
fatto
il
giro
del
mondo
.
[14]
E
,
con
la
parola
,
la
cosa
.
[15]
Perché
tutte
le
volte
che
non
si
vuole
che
cresca
il
potere
delle
classi
popolari
,
ma
si
ha
tuttavia
bisogno
di
«
coprirsi
»
a
sinistra
,
le
chiacchiere
populiste
hanno
offerto
ed
offrono
una
buona
copertura
.
[16]
È
perciò
possibile
trovare
accenti
populisti
in
bocca
,
ad
esempio
,
a
un
Mussolini
.
[17]
Rileggiamone
(
è
istruttivo
!
)
alcuni
discorsi
.
[18]
Diceva
il
Mussolini
:
«
La
democrazia
ha
tolto
lo
stile
alla
vita
del
popolo
;
il
Fascismo
riporta
lo
stile
nella
vita
del
popolo
,
cioè
una
linea
di
condotta
;
cioè
il
colore
,
la
forza
,
il
pittoresco
,
l’
inaspettato
,
il
mistico
»
(
4
ottobre
’
22
)
.
Oppure
:
«
Il
popolo
è
una
realtà
viva
e
concreta
.
Io
soffro
dei
dolori
del
popolo
.
Il
nostro
amore
per
il
popolo
,
amore
armato
e
severo
,
è
tutto
vibrante
di
una
consapevole
e
profonda
umanità
»
(
24
ottobre
’
36
)
.
[19]
Non
stupisce
quindi
che
il
quotidiano
filogovernativo
«
Il
Giorno
»
abbia
in
questo
periodo
aperto
le
sue
pagine
a
collaboratori
populisti
.
[20]
Ma
uno
di
costoro
ha
avuto
un
infortunio
.
[21]
Si
tratta
di
un
nostro
romanziere
di
media
notorietà
(
se
ne
tace
qui
il
nome
perché
interessa
il
caso
clinico
o
,
come
si
dice
,
il
peccato
e
non
il
peccatore
)
.
[22]
Dunque
,
è
accaduto
che
il
nostro
romanziere
populista
ha
scritto
per
«
Il
Giorno
»
un
pezzo
sulla
letteratura
popolare
,
su
quegli
autori
che
,
a
suo
dire
,
sono
«
spostati
e
irregolari
»
e
stanno
«
in
basso
»
.
[23]
Il
pezzo
dello
scrittore
populista
presenta
tutte
le
caratteristiche
tipiche
del
populismo
:
è
pieno
di
buoni
propositi
,
ma
è
poverissimo
di
informazioni
precise
e
di
analisi
.
[24]
Basterà
dire
che
il
romanziere
populista
del
«
Giorno
»
crede
che
la
raccolta
e
la
pubblicazione
di
testimonianze
dirette
di
operai
,
contadini
e
sottoproletari
o
emarginati
sia
un
fenomeno
di
questi
anni
.
[25]
Egli
ignora
ciò
che
in
questo
campo
si
è
fatto
fin
dagli
anni
Cinquanta
.
[26]
Ed
ignora
anche
le
ascendenze
teoriche
e
scientifiche
di
questo
lavoro
:
Marx
,
Gramsci
,
De
Martino
.
[27]
Ignora
:
ma
ama
il
popolo
e
gli
scrittori
che
egli
definisce
«
sposati
»
e
«
bassi
»
.
[28]
È
accaduto
però
che
uno
di
questi
scrittori
«
bassi
»
e
«
spostati
»
ha
letto
l’
articolo
del
«
Giorno
»
e
,
a
sentirsi
lodare
a
questa
maniera
,
si
è
arrabbiato
.
[29]
Ha
mandato
una
lettera
di
protesta
al
giornale
e
«
Il
Giorno
»
del
19
aprile
ha
dovuto
pubblicargliela
almeno
in
parte
.
[30]
Leggiamo
che
cosa
dice
questo
scrittore
«
irregolare
»
,
che
si
chiama
Domenico
Vaiti
:
[31]
Un
amore
poco
ricambiato
[32]
«
Essere
classificato
in
tal
genere
di
scrittori
mi
offende
…
Io
sono
«
irregolare
e
spostato
»
perché
mi
mancano
i
titoli
di
studio
superiori
,
ma
…
sto
scrivendo
un’
opera
di
carattere
artistico-scientifico
:
Lineamenti
di
estetica
assoluta
dello
spazio
e
del
tempo
.
Sono
pronte
,
da
due
anni
,
le
matrici
litografiche
di
altre
due
opere
:
L
o
amante
della
Morte
,
e
Sesso
,
triste
catena
…
»
.
[33]
Il
romanziere
populista
collaboratore
del
«
Giorno
»
è
rimasto
sorpreso
a
vedere
che
il
suo
amore
per
il
popolo
è
così
poco
ricambiato
.
[34]
La
risposta
alla
lettera
del
Vaiti
è
piena
di
stupefazione
:
«
Io
parlavo
»
,
dice
il
populista
,
«
con
una
certa
passione
delle
opere
composta
da
irregolari
delle
classi
subalterne
:
dicevo
che
lì
si
trova
un’
autenticità
altrove
perduta
…
vedevo
come
positiva
,
da
parte
della
letteratura
,
la
discesa
verso
il
basso
…
»
.
[35]
Ma
come
!
,
dice
in
sostanza
il
romanziere
populista
,
io
affermo
che
la
letteratura
fa
bene
a
«
scendere
»
verso
voi
«
bassi
»
,
«
irregolari
»
,
«
spostati
»
e
«
subalterni
»
che
siete
tanto
«
autentici
»
,
e
voi
,
«
bassi
»
,
«
irregolari
»
,
«
spostati
»
e
«
subalterni
»
non
apprezzate
le
mie
lodi
e
vi
arrabbiate
?
[36]
Il
populista
si
stupisce
.
[37]
Il
populista
proprio
non
capisce
.
[38]
Con
molto
candore
egli
afferma
una
vecchia
tesi
.
[39]
La
caratteristica
principale
del
populismo
non
è
la
malafede
(
come
Lenin
credeva
)
,
ma
piuttosto
quella
difficoltà
a
capire
,
a
far
lavorare
il
cervello
,
che
Benedetto
Croce
chiamava
«
inintelligenza
»
.
Text view
•
Paragraph view