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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Scuola e scienza
Language column
Le parole e i fatti
Author
Tullio De Mauro
Date
2
novembre
1973
more header data
[1]
DEL
RECENTE
convegno
su
«
Scienza
e
scuola
»
tenutosi
a
Ferrara
tra
il
20
e
il
25
ottobre
per
celebrare
il
quinto
centenario
della
nascita
di
Copernico
(
che
a
Ferrara
si
addottorò
)
si
darebbe
una
immagine
dimezzata
,
rimpicciolita
,
parlando
soltanto
degli
aspetti
che
possono
interessare
di
più
chi
si
occupa
di
linguaggio
e
di
scuole
.
[2]
Il
convegno
è
stato
di
straordinaria
ricchezza
.
[3]
Vi
sono
intrecciati
discorsi
storico-critici
di
alto
livello
(
come
le
importanti
relazioni
di
Geymonat
su
Copernico
,
di
Rossi
Monti
sulle
tendenze
attuali
della
storia
della
scienza
)
ed
analisi
dello
stato
dell’
istruzione
scientifica
nelle
nostre
scuole
(
Visalberghi
e
Corda
Costa
)
e
nelle
università
(
Cortini
,
Califano
relazione
scritta
di
Montalenti
)
.
[4]
Vi
sono
state
anche
diverse
tensioni
.
[5]
Una
,
palese
soprattutto
nelle
discussioni
fuori
convegno
,
ma
affiorata
anche
alla
tribuna
,
è
stata
la
tensione
tra
fautori
veri
e
presunti
della
riduzione
del
marxismo
a
materialismo
dialettico
di
stampo
(
ha
detto
qualcuno
)
staliniano
,
e
fautori
veri
o
presunti
del
marxismo
che
è
stato
chiamato
(
con
disprezzo
)
«
occidentale
»
.
[6]
Un’
altra
,
dai
termini
più
chiari
a
tutti
,
e
rilevabile
per
il
cronista
di
fatti
linguistici
,
è
stata
la
tensione
tra
chi
non
riusciva
a
liberarsi
da
gerghi
di
iniziati
,
e
chi
invece
si
obbligava
a
parlare
nel
modo
più
limpido
tenendo
conto
della
eterogeneità
della
platea
.
[7]
La
quale
platea
,
per
parte
sua
,
non
è
da
credere
che
fosse
schierata
automaticamente
con
i
secondi
contro
i
primi
.
[8]
A
più
riprese
è
capitato
di
sentire
persone
che
si
lamentavano
della
eccessiva
semplicità
della
esposizione
di
questo
e
di
quello
.
[9]
E
così
è
.
[10]
Quando
si
parla
bisogna
sempre
mettere
in
conto
che
lavorare
a
schiarire
ed
essenzializzare
la
esposizione
può
non
«
pagare
»
.
[11]
Ci
sono
persone
che
,
se
voi
per
esempio
gli
dite
che
le
parole
e
il
ricordo
di
esperienze
passate
possono
esercitare
una
certa
influenza
sul
modo
di
collegare
le
cose
e
perfino
sul
modo
di
percepirle
coi
cinque
sensi
,
se
voi
gli
dite
così
,
vi
guardano
con
indifferenza
.
[12]
Se
invece
voi
gli
dite
che
«
a
livello
di
strutture
profonde
e
di
correlati
epistemici
neurologicamente
saturati
sussiste
la
necessitazione
semiotica
del
condizionamento
rematico
del
translinguistico
»
,
a
queste
persone
brillano
gli
occhi
e
vi
guardano
con
entusiasmo
,
anche
se
non
capiscono
,
anzi
,
proprio
perché
non
capiscono
.
[13]
Se
è
lecita
la
franchezza
,
viene
fatto
di
dire
che
la
tensione
tra
fautori
del
marxismo
«
orientale
»
e
fautori
del
marxismo
«
occidentale
»
è
qualche
cosa
che
riguarda
soprattutto
alcuni
professori
di
filosofia
,
e
poco
le
scelte
e
le
lotte
politiche
,
sociali
,
culturali
del
presente
,
almeno
dal
punto
di
vista
della
massa
di
noi
gente
comune
.
[14]
Messi
dinanzi
alla
necessità
di
contrarre
nozze
col
fantasma
di
Stalin
,
o
con
Marcuse
e
gli
altri
professori
marxisti
«
occidentali
»
,
molti
preferiranno
il
celibato
.
[15]
La
scelta
del
linguaggio
,
invece
,
ci
coinvolge
tutti
,
uomini
donne
e
professori
(
la
tripartizione
è
eternata
nelle
scritte
sui
gabinetti
di
parecchie
facoltà
universitarie
italiane
)
.
[16]
Scegliere
tra
un
uso
appropriato
del
linguaggio
(
che
significa
far
uso
di
una
precisa
terminologia
tecnica
in
sede
omogeneamente
tecnica
e
specialistica
,
e
delle
parole
comuni
e
correnti
in
sedi
eterogenee
,
non
specialistiche
)
e
un
uso
appropriato
(
che
significa
sciatteria
terminologica
specialistica
abusata
ed
esibita
in
sedi
tecniche
)
:
questa
scelta
che
ci
sembra
riguardi
tutti
,
e
che
non
sia
una
semplice
scelta
di
gusto
,
ma
che
abbia
forti
legami
con
premesse
e
conseguenze
di
ordine
politico
e
culturale
.
[17]
Ma
il
convegno
di
Ferrara
non
è
stato
fatto
solo
di
alcune
belle
e
importanti
relazioni
,
e
delle
due
tensioni
che
sembra
di
avere
visto
emergere
.
[18]
Gli
organizzatori
del
convegno
(
Miegge
,
Egle
Becchi
e
gli
universitari
ferraresi
da
un
lato
;
il
senatore
Roffi
,
Sitti
e
il
comune
di
Ferrara
,
dall’
altra
parte
)
hanno
messo
professori
e
accademici
dinanzi
a
quella
che
per
alcuni
è
stata
una
sorpresa
.
[19]
Il
tema
del
convegno
,
cioè
,
non
soltanto
è
stato
discusso
,
ma
è
stato
anche
sviluppato
e
attuato
nella
pratica
.
[20]
Ogni
giorno
,
finite
le
discussioni
teoriche
nell’
aula
magna
,
molti
dei
partecipanti
sono
stati
spediti
in
prima
linea
:
cioè
dentro
le
scuole
ferraresi
,
dei
licei
e
istituti
tecnici
fino
alle
scuole
per
la
infanzia
.
[21]
E
nelle
scuole
,
tra
insegnanti
,
maestri
,
gente
dei
quartieri
,
hanno
dovuto
parlare
di
quel
che
le
scienze
possono
dare
in
concreto
all’
insegnamento
.
[22]
Su
questa
strada
,
quello
che
(
come
dire
?
)
«
è
sceso
più
in
basso
»
è
stato
Lucio
Lombardo
Radice
.
[23]
Il
quale
non
solo
ha
parlato
nell’
aula
magna
sul
tema
«
matematica
,
natura
,
pensiero
»
(
e
ne
ha
parlato
,
ahilui
,
in
modo
che
tutti
capissimo
quel
che
diceva
)
ma
una
sera
è
stato
in
mezzo
alle
maestre
e
alla
gente
del
quartiere
Aria
Nuova
a
parlare
dei
problemi
della
formazione
di
una
mentalità
scientifica
nei
bambini
di
scuola
materna
.
[24]
In
questa
situazione
parecchi
sono
stati
opportunamente
coinvolti
:
Pietro
Omodeo
,
Amleto
Bassi
,
Tullio
Viola
,
di
nuovo
Paolo
Guidoni
e
Matilde
Vincentini
,
Giuseppe
Colombo
e
altri
.
[25]
E
così
molti
hanno
potuto
conoscere
da
vicino
quell’
eccezionale
esperienza
che
sono
le
scuole
per
l’
infanzia
ed
elementari
dei
comuni
democratici
emiliani
e
romagnoli
.
[26]
Val
la
pena
di
fermarsi
sull’
aggettivo
«
eccezionale
»
.
[27]
Non
è
un
giochetto
di
parole
dire
che
la
eccezionalità
del
lavoro
scolastico
nelle
scuole
elementari
e
per
l’
infanzia
emiliane
e
romagnole
consiste
proprio
nella
sua
non
eccezionalità
.
[28]
Nel
Sud
,
a
Roma
,
nelle
zone
di
spopolamento
della
montagna
appenninica
,
probabilmente
in
molte
zone
urbanizzate
del
Nord
,
fare
scuola
bene
,
con
serio
impegno
civile
e
intellettuale
,
è
un
rischio
e
una
sfida
.
[29]
Specialmente
nel
Sud
la
situazione
non
è
troppo
cambiata
da
quella
che
descriveva
cinquant’
anni
fa
Zanotti
Bianco
:
maestri
e
maestre
seri
,
bravi
,
sono
esposti
continuamente
al
rischio
di
venire
considerati
pericolosi
delinquenti
e
puttane
.
[30]
(
La
vicenda
recente
del
maestro
Rizzitiello
,
sospeso
perché
faceva
scuola
onestamente
e
onorabilmente
è
esemplare
)
.
[31]
La
via
da
seguire
è
chiara
.
[32]
Occorre
collegare
il
lavoro
scolastico
al
movimento
democratico
,
alle
organizzazioni
della
classe
operaia
.
[33]
Ma
chi
conosce
il
Sud
sa
bene
che
la
disgregazione
sociale
,
il
caos
,
il
borbonismo
,
la
mafia
adulterano
l’
azione
perfino
delle
organizzazioni
politicamente
più
e
meglio
qualificate
.
[34]
Allora
il
collegamento
resta
una
meta
,
che
spesso
è
irraggiungibile
nei
fatti
.
[35]
E
chi
vuol
lavorare
seriamente
nella
scuola
,
finisce
col
ritrovarsi
spesso
costretto
ad
assumere
una
posizione
individualista
da
contro
tutto
e
contro
tutti
.
[36]
Senza
volerlo
,
si
finisce
col
dovere
fare
i
santi
e
gli
eroi
.
[37]
Altrove
,
e
specie
nel
Sud
,
per
fare
bene
lezione
in
prima
elementare
bisogna
essere
personalità
d’
eccezione
.
[38]
Così
vengono
fuori
i
Clari
,
i
Bernardini
,
i
Lodi
i
don
Milani
e
don
Sardelli
,
gli
Sciascia
(
che
,
quando
lo
appellano
solennemente
«
maestro
»
ricorda
sempre
che
questa
appunto
è
la
sua
qualifica
amministrativa
e
burocratica
)
.
[39]
In
Romagna
ed
Emilia
le
cose
stanno
altrimenti
.
[40]
Quella
che
per
noi
del
Sud
è
una
meta
difficile
,
contraddetta
dai
fatti
,
là
è
un
ovvio
punto
di
partenza
.
[41]
La
saldatura
tra
lavoro
scolastico
e
movimento
dei
lavoratori
è
cosa
naturale
,
di
ogni
giorno
:
è
diventata
pratica
di
amministratori
impegnati
ad
aprire
scuole
e
biblioteche
,
progettazione
di
architetti
e
urbanisti
,
lavoro
ordinario
di
insegnanti
che
educano
alla
libertà
,
alla
invenzione
,
al
rispetto
dei
diversi
,
allegre
voci
di
ragazzi
che
crescono
in
una
scuola
davvero
«
aperta
a
tutti
»
come
vuole
la
nostra
Costituzione
.
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•
Paragraph view