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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
VOCABOLARIO
Language column
Vocabolario
Author
Bruno Migliorini
Date
26
maggio
1962
more header data
[1]
Famigliare
,
figliale
[2]
Ma
insomma
,
—
domanda
un
lettore
—
gli
aggettivi
famigliare
e
figliale
scritti
con
gl
sono
errori
o
no
?
[3]
Qualche
vocabolario
li
condanna
,
alcuni
professori
vogliono
che
si
scriva
solo
familiare
e
filiale
;
e
noi
che
dobbiamo
fare
?
[4]
Poiché
un
sì
o
un
no
non
motivato
non
varrebbe
nulla
di
più
che
un
altro
no
o
un
altro
sì
,
il
lettore
mi
consenta
di
fare
un
passo
indietro
per
spiegare
come
stanno
le
cose
.
[5]
Moltissime
parole
italiane
nei
primi
secoli
della
nostra
lingua
non
avevano
un
aggettivo
corrispondente
,
e
perciò
quando
l'
aggettivo
è
stato
sentito
come
necessario
,
si
è
ricorsi
al
latino
e
di
lì
si
è
preso
tale
e
quale
.
[6]
Per
esempio
non
c'
era
l'
aggettivo
per
oro
o
per
piombo
,
e
si
è
ricorsi
a
aureo
e
a
plumbeo
;
non
c'
erano
aggettivi
per
nomi
di
parentela
,
e
perciò
padre
ha
assunto
accanto
a
sé
paterno
,
fratello
ha
preso
fraterno
,
e
similmente
anche
per
figlio
si
è
ricorsi
a
filiale
e
per
famiglia
a
familiare
.
[7]
Sennonché
,
quando
il
nome
e
l'
aggettivo
si
somigliano
tanto
,
la
duplice
influenza
della
forma
e
del
significato
tendono
a
renderli
ancora
più
simili
:
così
,
per
esempio
,
scriviamo
usualmente
femmineo
e
non
femineo
,
e
adoperiamo
muscoli
facciali
altrettanto
e
forse
più
spesso
che
muscoli
faciali
.
[8]
Non
ritengo
perciò
che
si
possano
biasimare
le
forme
figliale
e
famigliare
;
anzi
le
considero
altrettanto
corrette
delle
altre
due
,
filiale
e
familiare
.
[9]
Uxorio
[10]
Perché
non
si
adopera
uxorio
nel
senso
di
«
riferito
alla
moglie
»
?
si
lagna
uno
scrittore
del
Borghese
,
prendendo
lo
spunto
da
una
mia
noterella
sulla
(
relativa
)
libertà
che
abbiamo
di
accogliere
i
latinismi
quando
occorra
.
[11]
Ma
c'
è
infatti
chi
l'
ha
adoperato
:
Luigi
Russo
,
a
proposito
d'
una
novella
del
Decameron
,
parlava
della
«
virtù
uxoria
della
marchesana
»
;
e
Mario
Marti
parla
dei
«
motivi
anti-uxorii
nell'
ultima
letteratura
latina
»
.
[12]
Era
facilissimo
,
del
resto
,
ricavarlo
dall'
uso
che
ne
fanno
i
giuristi
nella
locuzione
«
convivere
more
uxorio
»
,
cioè
«
come
se
la
donna
fosse
moglie
(
legittima
)
»
.
[13]
Quanto
al
mogliaio
foggiato
dal
Salvini
,
dubito
molto
che
qualcuno
voglia
esumarlo
:
semmai
il
mogliesco
che
il
Pastonchi
coniò
per
tradurre
la
seconda
ode
del
primo
libro
di
Orazio
,
riferendosi
al
Tevere
personificato
,
troppo
ligio
ai
voleri
di
sua
moglie
Ilia
,
e
perciò
chiamato
uxorius
amnis
=
mogliesco
fiume
.
[14]
Tuttavia
per
un
più
largo
uso
di
uxorio
rimane
una
difficoltà
formale
,
quella
stessa
che
si
ha
per
uxorcida
:
il
modo
di
rendere
la
x
latina
.
[15]
Quasi
sempre
,
nelle
parole
ereditarie
non
meno
che
in
quelle
dotte
,
la
x
è
resa
con
ss
:
Alexander
—
A
lessandro
,
ecc
.
[16]
Ora
,
poiché
sia
il
segno
x
sia
il
suono
ks
non
appartengono
alla
struttura
essenziale
dell'
italiano
,
ci
si
attenderebbe
piuttosto
di
avere
ussorio
e
ussoricida
(
come
infatti
si
era
cominciato
a
scrivere
alla
fine
del
Cinquecento
)
.
[17]
Alla
stessa
maniera
,
come
aggettivo
riferito
a
Oxford
,
preferirei
,
per
conto
mio
,
ossoniense
a
oxoniense
.
[18]
Tòpica
[19]
In
parecchi
repertori
di
forestierismi
si
suggerisce
come
opportuna
traduzione
del
francese
gaffe
la
voce
tòpica
,
attinta
ai
dialetti
lombardi
«
fare
una
topica
,
prendere
una
topica
»
.
[20]
Sono
,
senz'
altro
,
d'
accordo
.
[21]
Ma
non
credo
alla
spiegazione
che
di
solito
si
dà
(
e
a
cui
tempo
fa
prestavo
fede
anch'
io
)
che
si
tratti
di
una
di
quelle
voci
che
,
proprie
una
volta
del
vocabolario
filosofico
,
sono
cadute
poi
in
disuso
e
hanno
preso
significato
spregiativo
.
[22]
Ciò
è
vero
per
quei
significati
scherzoso·eufemistici
che
sono
stati
dati
a
luogo
topico
(
«
El
va
al
logo
topico
,
e
puossi
intendere
»
,
spiegava
con
pudica
reticenza
il
Boerio
;
invece
nel
toscano
del
Settecento
per
luogo
topico
s'
intendeva
la
prigione
)
.
[23]
Invece
topica
nel
significato
che
c'
interessa
è
tutt'
altra
cosa
:
risale
al
verbo
topiccà
,
che
il
Cherubini
spiega
come
«
inciampare
,
incespicare
»
(
tö
sù
ona
topiccadinna
«
dare
una
inciampatina
»
ecc
.
;
il
Cherubini
registra
fà
ona
tòpica
solo
in
appendice
)
.
[24]
Se
l'
immagine
che
sta
a
fondamento
della
gaffe
francese
è
con
ogni
probabilità
quella
di
«
restar
preso
a
un
gancio
»
,
la
immagine
della
nostra
tòpica
sarebbe
quella
di
«
inciampare
,
mettere
un
piede
in
fallo
»
:
usi
figurati
abbastanza
simili
,
da
cui
resta
giustificata
l'
equivalenza
.
[25]
Rosaista
[26]
Merita
di
avere
un
nome
speciale
per
indicare
chi
coltiva
i
rosai
per
professione
o
per
diletto
?
[27]
A
Pistoia
,
dove
pure
ci
sono
coltivatori
specializzati
,
mi
dicono
che
non
c'
è
un
termine
specifico
.
[28]
Eppure
mi
sembra
che
la
risposta
debba
essere
positiva
:
anche
il
francese
ha
un
termine
apposito
,
che
è
rosiériste
.
[29]
Ma
non
è
il
caso
di
accettare
rosierista
,
come
qualcuno
ha
fatto
secondo
l'
esempio
francese
,
perché
mentre
in
quella
lingua
il
suffisso
ier
serve
regolarmente
a
formare
il
nome
della
pianta
(
rosier
=
rosaio
)
,
in
italiano
lo
stesso
suffisso
non
avrebbe
alcuna
giustificazione
.
[30]
Vediamo
come
si
può
provvedere
.
[31]
Rosicoltore
si
appoggia
bene
ad
una
lunga
serie
largamente
aperta
come
agricoltore
,
frutticoltore
,
risicoltore
ecc
.
,
e
inoltre
ha
il
vantaggio
di
ammettere
accanto
a
sé
l'
uso
di
un'
altra
parola
facilmente
adoperabile
:
quella
di
rosicoltura
.
[32]
Rosista
e
rosaista
sembrerebbero
a
prima
vista
differenziarsi
,
perché
il
primo
deriva
da
rosa
(
come
,
del
resto
,
rosicoltore
)
,
il
secondo
da
rosaio
:
ma
,
di
fatto
,
la
distinzione
non
ha
alcuna
ragion
d'
essere
,
perché
coltivare
rose
è
lo
stesso
che
coltivare
rosai
.
[33]
Il
vantaggio
di
rosaista
su
rosicoltore
è
l'
aspetto
più
popolare
,
meno
pedantesco
;
e
rosaista
ha
sul
teorico
rosista
il
vantaggio
di
appoggiarsi
per
somiglianza
di
struttura
a
vivaista
,
che
si
adopera
assai
largamente
.
[34]
In
conclusione
,
dovendo
scegliere
una
forma
a
preferenza
delle
altre
,
inclinerei
per
rosaista
.
[35]
Bruno
Migliorini
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