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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
VOCABOLARIO
Language column
Vocabolario
Author
Bruno Migliorini
Date
18
gennaio
1961
more header data
[1]
Verrazzano
[2]
Quanto
inchiostro
si
sta
versando
a
Nuova
York
per
la
zeta
del
nome
di
Giovanni
da
Verrazzano
!
[3]
Non
si
erano
avuti
dubbi
sulla
grafia
Verrazzano
nel
settembre
1908
,
quando
la
colonia
italiana
eresse
il
monumento
,
opera
di
Ettore
Ximenes
,
al
primo
esploratore
della
baia
dove
poi
sorse
Nuova
York
.
[4]
Né
dubbi
si
erano
avuti
quando
si
dedicò
al
suo
nome
una
grande
nave-traghetto
.
[5]
Ma
ora
che
,
per
iniziativa
di
un
nostro
console
generale
,
lo
stato
di
Nuova
York
ha
deciso
di
chiamare
con
il
nome
dello
scopritore
un
grande
nuovo
ponte
gettato
sulla
baia
,
sono
cominciati
i
guai
.
[6]
Un
autografo
di
lui
,
l’
unico
che
ci
resta
(
anzi
che
ci
restava
,
perché
fu
visto
nel
secolo
scorso
e
poi
andò
smarrito
)
,
su
una
procura
rilanciata
nel
1526
,
portava
la
forma
Janus
Verrazanus
con
una
sola
zeta
;
nelle
postille
all’
autorevole
codice
,
appartenuto
al
Giovio
,
che
descrive
il
viaggio
compiuto
nel
1524
si
parla
di
(
istmo
)
Verazanio
;
il
Magnaghi
nella
biografia
dedicata
al
navigatore
nell’
Enciclopedia
Italiana
scrisse
Verrazano
e
la
giudicò
forma
da
preferirsi
.
[7]
Che
più
?
disse
qualcuno
:
e
raccomandò
questa
forma
alle
autorità
dello
Stato
di
Nuova
York
,
le
quali
nel
marzo
di
quest’
anno
approvarono
la
legge
sul
Verrazano
Narrows
Bridge
(
con
una
sola
zeta
)
.
[8]
Invece
c’
è
molto
da
ridire
.
[9]
L’
uso
della
zeta
scempia
o
doppia
era
nel
Cinquecento
estremamente
oscillante
;
chi
l’
adoperava
a
caso
,
chi
invece
tentava
di
distinguere
le
due
qualità
di
zeta
scrivendo
pozzo
e
mezo
;
il
Davanzati
sosteneva
che
non
si
deve
«
né
l’
una
né
l’
altra
zeta
mai
raddoppiare
»
,
perché
siccome
ciascuna
ha
suono
doppio
,
scrivendole
doppie
il
suono
si
quadruplicherebbe
…
[10]
Ma
poi
il
caos
grafico
finì
,
e
oggi
ogni
parola
ha
la
sua
precisa
ortografia
:
all’
infuori
di
poche
parole
dotte
(
come
azoto
)
e
dei
gruppi
in
cui
la
zeta
è
seguita
da
i
più
vocale
scriviamo
sempre
zz
.
[11]
Per
questo
sono
da
ritenere
preferibili
le
grafie
Guinizzelli
,
Sannazzato
Verrazzano
,
anche
se
gli
autori
stessi
hanno
scritto
con
una
sola
zeta
;
è
la
stessa
ragione
per
cui
oggi
scriviamo
Filelfo
e
non
Philelfo
,
Poliziano
e
non
Politiano
,
Rucellai
e
non
Ruciellai
o
Ruscellay
,
Michelangelo
o
Michelangiolo
e
non
Michelangniolo
,
Machiavelli
e
non
Machiavegli
,
Vincenzo
e
non
Vincenzio
Borghini
.
[12]
Del
resto
il
castello
in
Chianti
dove
probabilmente
nacque
Giovanni
,
si
scrive
Verrazzano
e
la
sua
famiglia
finché
non
si
estinse
ebbe
la
grafia
da
Verrazzano
.
[13]
E
così
riteniamo
senz’
altro
che
sia
consigliabile
scrivere
.
[14]
Specimen
[15]
È
una
parola
che
da
qualche
decennio
ha
una
certa
fortuna
sia
nell’
uso
letterario
,
sia
in
quello
commerciale
(
specie
nel
campo
dell’
editoria
)
.
[16]
Ma
essa
stenta
a
prendere
una
grafia
e
una
pronuncia
stabili
:
soprattutto
perché
proveniente
dal
latino
non
direttamente
ma
per
tramite
francese
,
e
c’
è
quindi
chi
tende
a
pronunciarla
(
più
o
meno
correttamente
)
secondo
quest’
ultima
lingua
,
e
a
farne
il
plurale
con
s
(
spécimens
o
,
alla
buona
,
senza
accento
,
specimens
)
.
[17]
Ma
il
lessico
italiano
per
secoli
e
secoli
si
è
regolarmente
arricchito
di
parole
latine
,
e
non
c’
è
nessuna
ragione
che
una
parola
di
buon
latino
come
specimen
non
sia
assunta
direttamente
alla
lingua
d’
origine
.
[18]
Tale
e
quale
?
[19]
–
dirà
qualcuno
–
e
con
tanto
di
plurale
specimina
?
[20]
No
,
no
;
per
conto
nostro
riteniamo
che
sia
sempre
meglio
applicare
ai
latinismi
(
e
ai
grecismi
)
quegli
adattamenti
che
si
è
usato
apportar
loro
nei
secoli
passati
.
[21]
L’
unica
difficoltà
è
che
mentre
per
le
numerose
parole
che
terminavano
in
amen
e
umen
lo
schema
di
adattamento
è
ovvio
(
forame
,
legame
,
legname
;
bitume
,
legume
,
nume
)
per
i
pochi
nomi
in
imen
i
modelli
non
danno
un
suggerimento
univoco
:
c’
è
da
un
lato
crimine
,
limine
,
vimine
,
dall’
altro
regime
(
prevalso
per
influenza
francese
:
anticamente
si
oscillava
fra
regime
e
regimine
)
.
[22]
Seguendo
il
modello
della
prima
serie
e
qualche
scrittore
(
per
esempio
Contini
)
che
negli
ultimi
tempi
ha
adoperato
questa
forma
,
consiglieremmo
di
dire
specìmine
(
e
al
plurale
specìmini
)
.
[23]
Carrellino
per
la
spesa
[24]
Un
brioso
articolo
di
Raffaele
D’
Angelo
,
nell’
ultimo
numero
dell’
«
Alimentazione
italiana
»
,
illustra
le
recenti
ma
già
grandi
benemerenze
di
quel
trabiccolo
a
due
ruote
,
munito
di
una
capace
borsa
,
che
si
è
diffuso
fra
le
massaie
che
lo
usavano
per
andare
a
fare
le
provviste
e
portarle
a
casa
traendoselo
dietro
,
e
propone
di
chiamarlo
passeggino
alimentare
:
passeggino
perché
somiglia
alle
carrozzine
così
chiamate
per
i
bambini
più
grandicelli
alimentare
perché
serve
per
i
cibi
.
[25]
Devo
confessare
di
non
essere
molto
persuaso
:
passeggino
ricorda
troppo
precisamente
lo
scopo
che
ha
la
carrozzina
per
i
bambini
,
cioè
di
portare
a
spasso
il
rampollo
;
e
invece
qui
le
provviste
si
devono
portare
a
casa
:
alimentare
escluderebbe
senza
motivo
una
parte
degli
acquisiti
,
quelli
non
commestibili
,
come
i
detersivi
,
ecc
.
[26]
Se
si
volesse
coniare
una
parola
sola
,
forse
andrebbe
bene
portaspesa
.
[27]
Ma
si
può
obiettare
che
porta
a
prima
vista
lasica
incerti
se
si
tratti
di
una
persona
(
come
portalettere
)
o
di
una
cosa
(
come
portamonete
)
;
e
solo
l’
uso
potrebbe
chiarire
bene
il
significato
della
parola
.
[28]
Diciamo
piuttosto
come
già
qualcuno
fa
,
carrello
o
carrellino
per
la
spesa
.
[29]
Bruno
Migliorini
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