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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
VOCABOLARIO
Language column
Vocabolario
Author
Bruno Migliorini
Date
17
marzo
1961
more header data
[1]
Ospite
[2]
Leo
Pestelli
,
raccogliendo
un
altro
manipolo
dei
suoi
briosi
articoli
sotto
il
titolo
di
Dizionario
delle
parole
antiche
(
Milano
,
Longanesi
,
1961
)
,
richiama
l’
attenzione
su
alcune
parole
bifronti
,
di
cui
ospite
è
l’
esempio
più
noto
,
e
quello
che
crea
maggiori
inconvenienti
,
perché
significa
insieme
l’
«
ospitante
»
e
l’
«
ospitato
»
.
[3]
Gli
altri
esempi
antichi
che
il
Pestelli
opportunamente
cita
(
prigioniero
nel
duplice
senso
di
«
carceriere
»
e
di
«
prigioniero
»
,
parrocchiano
nel
significato
di
«
parroco
»
e
in
quello
di
«
appartenente
alla
parrocchia
»
)
hanno
finito
durante
i
secoli
col
mantenere
uno
solo
dei
significati
.
[4]
Lo
stesso
è
accaduto
anche
a
bottegaio
,
che
si
riferisce
ormai
esclusivamente
al
«
venditore
»
,
mentre
il
significato
di
«
avventore
»
,
ancora
registrato
dal
Petrocchi
,
è
pressoché
sparito
anche
in
Toscana
.
[5]
I
parlanti
insomma
,
mirano
alla
chiarezza
,
di
solito
arrivano
a
ridurre
queste
voci
equivoche
a
un
solo
significato
.
[6]
Ma
per
ospite
è
molto
difficile
trovare
un
rimedio
,
perché
la
parola
già
in
latino
aveva
i
due
significati
,
e
la
tradizione
italiana
(
come
del
resto
quella
francese
per
hôte
,
quella
spagnola
per
huesped
,
ecc
.
)
li
ha
conservati
ambedue
.
[7]
Ospitante
e
ospitato
possono
sì
qualche
volta
servire
,
ma
sono
troppo
pesanti
per
essere
adoperati
stabilmente
.
[8]
T
.
[9]
V
.
[10]
Mi
domanda
un
giovanissimo
lettore
di
questa
rubrica
perché
gli
annunciatori
della
radio
e
della
televisione
pronunciano
ti-vù
(
anzi
tivvù
)
la
nota
sigla
,
invece
che
ti-vì
.
[11]
Effettivamente
c’
è
qualche
oscillazione
nei
nomi
delle
lettere
dell’
alfabeto
,
e
particolarmente
per
la
v
che
è
stata
l’
ultima
a
ricevere
il
suo
nome
(
quando
,
nei
secoli
scorsi
,
c’
era
un
solo
segno
che
valeva
sia
per
la
vocale
sia
per
la
consonante
,
si
parlava
solo
di
u
,
o
tutt’
al
più
si
diceva
«
u
vocale
e
u
consonante
»
)
.
[12]
Per
le
sei
lettere
b
,
c
,
d
,
g
,
p
,
t
in
Toscana
si
diceva
bi
,
ci
,
di
,
ecc
.
[13]
(
come
appunto
in
abbiccì
)
,
nel
resto
d’
Italia
(
come
già
prima
in
latino
)
be
,
ce
,
de
;
e
la
forma
toscana
prevalse
.
[14]
Quanto
al
nome
della
v
,
si
ebbero
addirittura
tre
varianti
:
accanto
alla
forma
toscana
vu
,
(
la
cui
vocale
si
spiega
perché
è
nata
dallo
sdoppiamento
di
u
,
appoggiato
all’
analogia
di
un’
altra
lettera
che
terminava
nello
stesso
modo
,
cioè
q
=
cu
)
si
sente
che
vi
(
come
bi
)
e
ve
(
come
be
)
.
[15]
Sebbene
in
qualche
parola
pubblicitaria
coniata
nell’
Italia
settentrionale
(
come
Giviemme
)
la
lettera
sia
stata
pronunciata
vi
,
ritengo
sia
da
preferire
la
pronuncia
vu
,
e
anzi
ritengo
che
proprio
l’
uso
che
se
ne
fa
a
proposito
della
televisione
contribuirà
a
rendere
stabile
quell’
unica
forma
.
[16]
E
riguardo
all’
ortografia
?
[17]
Come
si
deve
scrivere
:
con
o
senza
i
punti
:
T
.
[18]
V
.
o
TV
?
[19]
Benché
la
grafia
senza
i
punti
sia
piuttosto
frequente
,
ritengo
sia
più
opportuno
non
tralasciarli
.
[20]
Se
si
vuol
eliminare
almeno
in
parte
il
caos
che
regna
nel
campo
delle
sigle
,
credo
che
la
norma
più
ragionevole
sia
quella
di
non
mettere
i
punti
quando
la
sigla
si
pronuncia
a
lettere
unite
(
per
esempio
CIT
)
,
e
di
metterli
quando
le
lettere
si
nominano
separatamente
(
per
esempio
D
.
D
.
T
,
T
.
C
.
I
.
)
.
[21]
Dunque
,
meglio
che
TV
,
si
scriva
T
.
[22]
V
.
[23]
Galassia
[24]
A
proposito
del
consiglio
di
segnare
gli
accenti
sulle
parole
che
lasciano
qualche
dubbio
,
sono
rimasto
perplesso
,
nel
vedere
qualche
giorno
fa
galassìa
con
l’
accento
sull’
i
nella
rubrica
d’
un
settimanale
con
un’
autorevole
firma
.
[25]
Avendo
sempre
letto
galàssia
,
in
quel
verso
in
cui
Dante
paragona
alla
Via
Lattea
la
croce
apparsagli
nel
cielo
di
Marte
,
(
«
Galassia
sì
che
fa
dubbiar
ben
saggi
»
)
ho
voluto
verificare
nei
dizionari
,
nei
prontuari
ortofonici
,
nei
rimari
e
,
se
ho
ben
visto
,
tutti
quelli
che
registrano
la
parola
l’
accentano
sull’
a
,
con
una
sola
eccezione
,
il
rimario
di
quell’
abborracciatore
che
fu
il
cinquecentista
Girolamo
Ruscelli
.
[26]
E
se
dovessimo
decidere
da
noi
,
senza
la
testimonianza
di
Dante
(
la
quale
di
per
sé
non
è
decisiva
,
tant’
è
vero
che
egli
diceva
comedìa
e
tragedìa
)
e
senza
l’
appoggio
dell’
uso
moderno
,
fondandoci
solo
sulle
regole
dell’
accettazione
dei
grecismi
in
italiano
?
certo
la
scelta
sarebbe
molto
difficile
,
perché
i
vocabolari
di
origine
greca
che
terminano
in
-ia
spesso
sfuggono
alla
regola
generale
per
cui
le
parole
greche
vanno
di
solito
trattate
secondo
l’
accentazione
latina
.
[27]
Diciamo
infatti
analogìa
,
anarchìa
,
anatomìa
,
filosofìa
,
geografìa
,
liturgìa
,
ecc
.
,
con
l’
accento
come
in
greco
e
non
come
in
latino
.
[28]
Ma
lasciamo
stare
le
ipotesi
astratte
:
siccome
l’
uso
è
poco
meno
che
unanime
,
conviene
senz’
altro
accettarlo
,
e
dire
galàssia
.
[29]
La
parola
,
che
tendeva
a
cadere
in
disuso
nel
secolo
passato
(
la
registrano
come
antiquata
il
Tommaseo
e
il
Petrocchi
)
s’
è
ravvivata
da
quando
gli
astronomi
,
i
quali
prima
adoperavano
il
termine
come
sinonimo
di
Via
Lattea
,
hanno
cominciato
a
adoperarlo
col
significato
più
generale
di
«
gigantesco
sistema
stellare
»
.
[30]
E
non
sono
mancati
gli
usi
metaforici
:
Titta
Rosa
parlava
una
volta
dei
critici
ermetici
«
che
si
muovono
in
una
sorta
di
galassia
critica
»
,
mentre
altri
,
accettando
un
uso
figurato
inglese
,
adoperano
galassia
nel
senso
di
«
gruppo
di
persone
notevoli
»
,
dunque
molte
di
più
che
una
pleiade
,
che
a
rigore
dovrebbe
applicarsi
soltanto
a
sette
persone
famose
,
come
sette
sono
le
Pleiadi
in
cielo
.
[31]
Al
di
là
del
fiume
[32]
Grammatiche
e
vocabolari
,
che
ancora
echeggiano
alla
lontana
le
discussioni
ottocentesche
sull’
argomento
(
Gherardini
,
Viani
,
Fanfani
)
sono
discordi
nel
biasimare
o
nel
consigliare
il
costrutto
al
di
là
del
fiume
e
simili
.
[33]
Testimonianze
di
scrittori
e
uso
vivo
toscano
concordano
,
mi
sembra
nel
farci
considerare
accettabili
ambedue
i
tipi
:
di
là
dal
fiume
o
al
di
là
del
fiume
.
[34]
Bruno
Migliorini
Text view
•
Paragraph view