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Maarten Janssen, 2014-
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VOCABOLARIO
Language column
Vocabolario
Author
Bruno Migliorini
Date
17
febbraio
1961
more header data
[1]
Coccinella
[2]
In
un’
autorevole
e
affettuosa
prefazione
a
un
libro
recentissimo
,
il
presentatore
parla
dell’
autrice
del
libro
come
di
una
«
personcina
piccola
,
che
si
muove
rapidamente
con
dei
passettini
di
cocciniglia
…
»
.
[3]
Veramente
credo
che
,
valendosene
per
questa
comparazione
,
lo
scrittore
pensasse
non
alle
vere
cocciniglie
,
cioè
a
quei
minuscoli
insetti
che
vivono
su
certi
cactus
messicani
e
da
cui
si
trae
disseccandoli
una
tintura
rossa
,
e
nemmeno
a
quelle
altre
cocciniglie
che
infestano
gli
alberi
nostrani
e
che
sono
anch’
esse
emitteri
(
o
,
alla
buona
,
cimici
)
,
bensì
a
quel
piccolo
coleottero
che
porta
il
nome
scientifico
di
coccinella
,
a
cui
però
il
popolo
ha
dato
tanti
nomi
confidenziali
,
lucia
,
caterinella
,
gallinetta
della
Madonna
o
del
Signore
,
vaccherella
e
altri
ancora
,
legati
spesso
a
filastrocche
bambinesche
.
[4]
Il
rosso
della
cocciniglia
costituì
per
il
Messico
un
grande
profitto
fin
dal
Cinquecento
(
e
il
nome
,
di
origine
spagnola
,
ci
venne
allora
:
già
il
Sassetti
in
una
lettera
del
1581
parla
delle
cuccinigie
)
.
[5]
Ma
esso
era
stato
preceduto
da
altri
prodotti
ottenuti
analogamente
:
il
Guinizelli
parla
in
un
sonetto
di
«
viso
da
neve
colorato
in
grana
»
,
Dante
nel
settimo
del
Purgatorio
di
«
oro
ed
argento
vivo
e
cocco
e
biacca
»
,
e
questa
grana
e
questo
cocco
erano
il
colore
che
si
traeva
dai
corpiccioli
disseccati
del
chermes
,
un
emittero
dello
stesso
genere
delle
cocciniglie
che
vive
sui
lecci
,
il
Coccus
ilicis
.
[6]
Tutto
un
gruppo
di
parole
come
crèmisi
,
cremisino
,
carminio
,
e
anche
alchermès
,
appartengono
a
questa
stessa
famiglia
,
la
quale
risale
a
una
parola
sànscrita
che
vuol
dire
«
verme
»
e
che
fu
diffusa
in
Occidente
dagli
Arabi
.
[7]
Accanto
ai
nomi
di
grana
,
di
cocco
,
di
chermes
ce
n’
era
ancora
un
altro
,
quello
del
vermiglio
,
la
cui
origine
è
chiara
,
anche
se
la
parola
ci
è
giunta
per
tramite
francese
:
e
sempre
il
solito
nome
dell’
insetto
che
vive
sui
lecci
,
il
verme
che
dà
il
color
rosso
,
e
il
cui
diminutivo
è
passato
a
indicare
un
rosso
vivace
.
[8]
Ma
nessuna
di
tutte
queste
cocciniglie
ha
a
che
fare
con
la
coccinella
e
con
i
suoi
graziosi
passetti
.
[9]
Le
grida
e
le
gride
[10]
Le
grida
è
,
come
tutti
sanno
,
il
plurale
di
il
grido
,
secondo
il
paradigma
il
braccio
–
le
braccia
,
che
è
dovuto
al
plurale
neutro
latino
;
l’
alternanza
di
questi
plurali
con
le
forme
regolare
i
gridi
,
i
bracci
è
regolata
caso
per
caso
,
ma
in
genere
essi
hanno
significato
complessivo
.
[11]
Quello
che
non
va
bene
,
benché
non
di
rado
si
veda
scritto
,
sono
le
grida
manzoniane
.
[12]
Il
Manzoni
per
indicare
«
bado
,
intimazione
»
(
che
si
gridava
sulle
piazze
e
poi
si
stampava
in
un
foglio
da
affiggere
o
da
conservare
)
dice
sempre
le
grida
,
le
gride
.
[13]
Il
dottor
Azzeccagarbugli
,
a
Renzo
che
gli
domanda
«
se
a
minacciare
un
curato
perché
non
faccia
un
matrimonio
c’
è
penale
»
,
risponde
che
«
è
un
caso
chiaro
,
contemplato
in
cento
gride
»
e
poi
la
cerca
e
la
trova
sùbito
,
perché
è
una
«
grida
d’
importanza
»
.
[14]
E
del
resto
quest’
uso
,
specialmente
nella
locuzione
far
la
grida
,
era
vivo
già
molto
tempo
prima
del
Seicento
:
la
troviamo
nel
Boccaccio
,
nel
Sacchetti
,
ecc
.
[15]
Segniamo
anche
questa
avvertenza
nel
nostro
gridario
,
con
la
speranza
che
venga
rispettata
più
delle
vecchie
gride
.
[16]
Reticente
[17]
Si
vedono
sempre
più
spesso
nei
nostri
giornali
,
anche
con
riferimento
a
cose
italiane
,
le
parole
reticente
e
reticenza
,
con
un
significato
un
po’
diverso
da
quello
che
loro
spetta
:
cioè
per
indicare
«
riluttante
»
,
«
che
ripugna
ad
accedere
alle
proposte
altrui
»
.
[18]
Il
cattivo
esempio
di
questo
slittamento
è
venuto
,
di
certo
,
dalla
Francia
,
dove
tale
estensione
di
significato
,
malgrado
l’
opposizione
dei
puristi
,
sta
diventando
stabile
:
persino
De
Gaulle
,
nei
suoi
ricordi
,
parla
di
un
personaggio
che
si
addolorava
molto
«
per
la
reticenza
dell’
Inghilterra
»
.
[19]
E
in
Italia
il
primo
esempio
che
ho
letto
è
quello
di
un
francesista
che
parlava
delle
«
reticenze
del
Fogazzaro
»
a
mutilare
il
suo
romanzo
per
poterne
pubblicare
la
traduzione
in
una
rivista
francese
.
[20]
Reticente
e
reticenza
si
ricollegano
direttamente
al
verbo
latino
reticère
,
che
vuol
dire
«
passare
sotto
silenzio
»
,
ed
è
un
composto
di
tacere
.
[21]
(
Ma
,
se
questo
cambiamento
di
vocale
è
regolarissimo
in
latino
,
di
fatto
è
venuto
a
staccare
nel
nostro
sentimento
linguistico
la
parola
composta
da
quella
semplice
;
nello
stesso
modo
che
non
si
sente
più
la
relazione
che
corre
fra
cadente
e
occidente
:
l’
occidente
non
è
altro
che
la
direzione
in
cui
si
trova
il
sole
cadente
)
.
[22]
Le
due
parole
sono
penetrate
nell’
uso
italiano
rispettivamente
come
termine
di
diritto
e
come
termine
di
retorica
.
[23]
Abbiamo
spesso
assistito
,
anche
negli
ultimi
tempi
,
a
processi
in
cui
appaiono
dei
testimoni
reticenti
,
i
quali
dovrebbero
parlare
di
ciò
che
sanno
,
ma
preferiscono
tacere
.
[24]
Quanto
a
reticenza
,
oltre
che
come
termine
giuridico
,
viene
adoperato
per
indicare
quella
interruzione
nel
discorso
per
cui
uno
si
ferma
quando
gli
pare
che
le
parole
già
dette
bastino
a
farsi
intendere
(
i
Greci
chiamavano
questa
figura
aposiopèsi
«
il
mettersi
a
tacere
»
)
.
[25]
Come
esempio
tipico
di
reticenza
si
sogliono
citare
le
parole
che
Virgilio
fa
dire
a
Nettuno
nel
primo
libro
dell’
Eneide
per
minacciare
i
venti
che
tardano
a
obbedire
:
Quos
ego
…
[26]
(
«
che
io
»
…
[27]
-
e
si
sottintende
«
potrei
punire
severamente
»
)
.
[28]
Si
sa
bene
che
le
parole
tendono
a
mutare
di
significato
,
se
si
abbandonano
all’
uso
incontrollato
e
agli
esempi
che
vengono
senza
vaglio
da
altre
lingue
.
[29]
Ma
forse
,
mettendo
sull’
avviso
quelli
che
intendono
rispettare
la
lingua
,
è
possibile
evitare
che
qualcuna
di
queste
estensioni
abusive
si
propaghi
:
reticente
e
reticenza
vanno
riferiti
al
«
non
dire
»
,
ed
è
erroneo
servirsene
per
il
«
non
fare
»
.
[30]
Bruno
Migliorini
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