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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
VOCABOLARIO
Language column
Vocabolario
Author
Bruno Migliorini
Date
16
settembre
1960
more header data
[1]
Delfino
[2]
Se
il
successo
del
recente
intitolato
I
Delfini
sarà
,
come
sembra
,
notevole
,
un
altro
termine
proveniente
dal
i
cinema
si
consoliderà
nella
lingua
,
come
già
i
vitelloni
e
la
dolce
vita
:
più
esattamente
in
vocabolo
che
ha
già
dietro
a
sé
una
lunga
strada
prenderà
un
nuovo
significato
,
diventando
un
sinonimo
(
più
caratterizzato
e
più
spregiativo
)
di
«
figlio
di
papà
»
.
[3]
La
fase
precedente
era
stata
quella
per
cui
(
da
qualche
decennio
)
si
erano
chiamati
delfini
i
presunti
continuatori
di
autorevoli
uomini
politici
(
Eden
,
il
delfino
di
Churchill
;
Nixon
,
il
delfino
di
Eisenhower
)
.
[4]
Come
tutti
sanno
,
delfino
era
nella
Francia
prerivoluzionaria
,
per
una
serie
di
vicende
storiche
,
il
titolo
del
principe
ereditario
.
[5]
Delfino
era
già
al
tempo
dell’
Impero
romano
un
nome
di
persona
diffuso
nella
Gallia
(
e
tratto
evidentemente
dal
nome
del
mammifero
marino
)
.
[6]
C’
era
stato
un
San
Delfino
vescovo
di
Bordeaux
dal
380
al
404
,
e
il
nome
di
battesimo
divenne
tradizionale
in
una
importante
famiglia
feudale
,
quella
dei
conti
di
Albon
,
poi
conti
di
Vienna
:
tanto
da
diventare
quasi
un
titolo
,
e
da
venire
applicato
alla
regione
su
cui
i
conti
di
Vienna
dominavano
,
il
Delfinato
.
[7]
Alla
metà
del
Trecento
il
Delfinato
passò
a
un
parente
del
re
di
Francia
,
e
per
un
secolo
circa
fu
appannaggio
feudale
dei
figli
primogeniti
del
sovrano
,
finché
poi
il
titolo
rimase
con
valore
puramente
onorifico
(
e
famose
furono
le
edizioni
preparate
in
usum
Serenissimi
Delphini
,
cioè
espurgate
ad
uso
del
principe
ereditario
,
al
tempo
del
Re
Sole
)
.
[8]
In
confronto
con
i
viaggi
che
fanno
le
parole
,
ci
sembra
quasi
più
semplice
la
storia
del
delfino
Palooza
.
[9]
Ferri
di
Legno
[10]
Un
lettore
ci
segnala
,
trovandolo
curioso
,
un
passo
nella
versione
italiana
del
romanzo
di
Maupassant
Forte
come
la
morte
:
«
Egli
s’
era
seduto
,
e
guardava
con
disprezzo
il
lavoro
a
maglia
grigio
di
grossa
lana
che
le
due
donne
stavano
confezionando
velocemente
con
lunghi
ferri
di
legno
»
.
[11]
Malgrado
l’
apparente
contraddizione
,
non
si
sarebbe
potuto
dire
altrimenti
,
perché
non
esiste
altro
nome
che
ferri
per
indicare
i
ferri
da
calza
,
anche
se
sono
fatti
di
materia
diversa
dal
ferro
:
e
anzi
può
darsi
che
fra
poco
i
ferri
di
plastica
siano
più
frequenti
che
quelli
di
ferro
.
[12]
Del
resto
,
per
il
fatto
stesso
che
il
ferro
era
il
materiale
più
usuale
per
tanti
utensili
,
anche
i
ferri
da
cavallo
non
possono
essere
chiamati
altrimenti
.
[13]
Giovanni
Villani
,
parlando
degli
ornamenti
di
cui
si
dilettava
Roberto
il
Guiscardo
,
dice
che
aveva
«
ferrato
»
il
suo
cavallo
«
di
fine
ariento
»
,
e
Fazio
degli
Uberti
ripete
la
notizia
:
«
Quel
Ruberto
Guiscardo
,
che
d’
argento
-
ferrò
i
cavai
per
fare
il
bel
conquisto
»
.
[14]
E
così
anche
i
ferri
per
stirare
:
se
se
ne
facessero
di
rame
,
saremmo
costretti
a
chiamarli
ferri
di
rame
.
[15]
Bastano
questi
pochi
esempi
per
mostrare
quanto
tale
fenomeno
,
che
gli
antichi
rètori
chiamavano
catacrèsi
(
cioè
«
abuso
»
)
,
è
comune
nella
lingua
.
[16]
Per
la
stessa
ragione
anche
i
quadri
non
sono
sempre
«
quadri
»
,
ma
possono
essere
ovali
o
rotondi
…
[17]
Complementarietà
[18]
È
una
forma
che
si
vede
non
di
rado
,
e
persino
in
scrittori
non
trascurati
.
[19]
Eppure
è
sbagliata
,
perché
l’
astratto
deve
regolarsi
secondo
l’
aggettivo
:
e
come
regolare
o
elementare
fanno
regolarità
o
elementarità
,
così
complementare
deve
fare
complementarità
.
[20]
Si
avrebbe
complementarietà
solo
se
l’
aggettivo
fosse
complementario
,
come
contrario
e
vario
fanno
contrarietà
e
varietà
.
[21]
C’
è
,
veramente
,
un
esempio
di
dissimmetria
comunemente
accettato
:
usiamo
solidale
come
aggettivo
e
solidarietà
come
astratto
.
[22]
Ma
solidario
era
ancora
la
sola
forma
possibile
al
principio
dell’
Ottocento
(
col
senso
giuridico
di
«
obbligato
in
solido
»
)
,
e
l’
astratto
deve
essere
stato
formato
mentre
solidario
prevaleva
.
[23]
Anche
quotidianeità
invece
di
quotidianità
è
da
considerare
,
senz’
altro
,
erroneo
.
[24]
Consuelo
[25]
Quel
tale
che
considerava
Saffo
nome
maschile
e
Epaminonda
femminile
non
mancherebbe
di
meravigliarsi
trovando
Consuelo
come
personaggio
femminile
nel
romanzo
di
George
Sand
così
intitolato
,
o
come
nome
di
battesimo
nella
lista
delle
donne
più
eleganti
del
mondo
.
[26]
Ma
la
spiegazione
è
ovvia
:
in
tutti
quei
nomi
,
diffusisi
in
Spagna
dal
tardo
Cinquecento
in
poi
,
in
cui
il
nome
della
Vergine
è
accompagnato
da
un
epiteto
,
Maria
de
los
Dolores
,
de
las
Mercedes
,
de
la
Concepción
,
del
Amparo
(
cioè
«
del
Rifugio
»
)
,
del
Consuelo
(
«
della
Consolazione
»
)
,
ecc
.
,
lo
spagnolo
conserva
intatto
nell’
uso
corrente
il
secondo
elemento
:
Dolores
,
Mercedes
,
Concepción
,
Amparo
(
persino
con
un
diminutivo
Amparito
)
,
Consuelo
,
ecc
.
[27]
In
italiano
si
sono
accolti
alcuni
dei
nomi
spagnoli
,
ma
più
spesso
si
è
preferito
attenersi
a
un
aggettivo
:
a
Concepción
corrisponde
Concetta
,
a
Consuelo
,
Consolata
.
[28]
In
pochi
casi
in
cui
si
è
mantenuto
il
sostantivo
,
se
ne
è
fatto
il
femminile
,
così
che
in
qualche
regione
non
è
raro
il
nome
di
Conforta
(
tratto
dalla
Madonna
del
Conforto
)
.
[29]
Viceversa
,
quando
si
sono
applicati
a
uomini
gli
epiteti
femminili
della
Madonna
si
sono
avuti
nomi
come
Assunto
o
Concetto
.
[30]
Bruno
Migliorini
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