Chair
Contact
Login
TEITOK
Digital Corpus Library
TEITOK
CronIT
Available Corpora
CronIT
Home
Search
Browse
Powered by
<TEI:TOK>
Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
VOCABOLARIO
Language column
Vocabolario
Author
Bruno Migliorini
Date
13
dicembre
1960
more header data
[1]
Perspicacia
e
perspicuità
[2]
Uno
scrittore
agile
e
garbato
si
è
lasciato
sfuggire
recentemente
dalla
penna
questa
frase
:
in
Francia
il
Manzoni
«
ammirava
,
al
contrario
di
Leopardi
,
la
ricchezza
e
la
perspicacia
della
lingua
»
.
[3]
No
:
la
famosa
«
clarté
française
»
,
tanto
apprezzata
specialmente
nel
Settecento
,
consiste
nell’
espressione
nitida
,
attraverso
la
quale
il
pensiero
traspare
come
attraverso
un
cristallo
pure
:
quindi
dobbiamo
parlare
della
perspicuità
del
francese
.
[4]
Perspicuità
,
diceva
il
Tommaseo
nei
Sinonimi
,
«
è
chiarezza
che
lascia
veder
quasi
per
entro
alla
parola
,
attraverso
la
frase
,
limpido
e
lucente
il
concetto
»
.
[5]
Insomma
se
le
due
parole
hanno
comune
il
prefisso
e
comune
la
radice
(
quel
verbo
latino
arcaico
specio
che
significa
«
vedere
»
e
da
cui
derivano
decine
di
parole
italiane
)
,
il
suffisso
dà
loro
un
valore
nettamente
diverso
:
la
nozione
di
perspicuo
è
passiva
(
«
attraverso
cui
si
vede
bene
»
)
,
mentre
quella
di
perspicace
è
attiva
(
«
che
riesce
a
veder
bene
,
a
capire
esattamente
»
)
.
[6]
La
somiglianza
tra
parole
di
significato
diverso
può
giocare
dei
brutti
tiri
:
ci
sono
tra
una
lingua
e
l’
altra
,
ma
anche
nella
lingua
medesima
.
[7]
Stiliaghi
[8]
Un
lettore
s’
indigna
nel
vedere
che
le
cronache
dedicate
alla
«
gioventù
bruciata
»
russa
presentano
dei
nomi
nuovi
come
stiliaghi
e
uligani
,
e
domanda
se
ce
n’
è
proprio
bisogno
.
[9]
Il
«
bisogno
»
delle
parole
straniere
non
può
essere
esaminato
che
caso
per
caso
.
[10]
Tanto
per
prendere
un
esempio
analogo
,
a
me
pare
che
si
faccia
male
a
parlare
di
teddy
boys
quando
ci
si
riferisce
alle
condizioni
italiane
,
ma
che
non
ci
sia
nessun
inconveniente
a
adoperare
l’
espressione
quando
ci
si
riferisce
ai
Paesi
di
lingua
inglese
.
[11]
Nel
nostro
caso
,
nulla
di
male
a
parlare
di
stiliaghi
e
di
uligani
quando
ci
si
riferisce
all’
ambiente
russo
.
[12]
Se
mai
si
tratta
di
vedere
che
cosa
le
parole
esattamente
significhino
,
e
in
che
forma
vadano
adattate
all’
italiano
.
[13]
Gli
stiliaghi
sono
una
specie
di
gagà
,
imitatori
di
stravaganti
mode
occidentali
(
zazzere
,
giacchettoni
ecc
.
)
;
il
singolare
stiliaga
,
formato
(
a
quel
che
i
dicono
amici
competenti
,
perché
si
tratta
di
un
vocabolo
recente
,
non
ancora
registrato
nei
vocabolari
)
dalla
parola
che
corrisponde
al
nostro
stile
e
da
un
suffisso
spregiativo
di
persona
:
come
se
dicessimo
in
italiano
stilastri
o
modaioli
(
non
ho
intenzione
,
si
badi
bene
,
di
proporre
queste
ipotetiche
parole
come
neologismi
,
ma
solo
di
dare
un’
idea
della
struttura
della
parola
russa
)
.
[14]
Invece
gli
uligani
(
o
huligani
)
sono
i
teppisti
,
i
teddy
boys
sovietici
:
il
russo
è
ricorso
(
già
alcuni
decenni
fa
)
a
una
parola
del
gergo
inglese
,
hooligan
,
sorta
a
Londra
dal
cognome
di
una
famiglia
irlandese
,
e
diffusasi
poi
in
tutti
i
Paesi
di
lingua
inglese
molto
prima
di
teddy
boy
.
[15]
Carrer
,
Ferrer
e
Cavour
[16]
Purtroppo
per
una
serie
di
ragioni
,
in
parte
futili
e
in
parte
fondate
,
l’
ortografia
italiana
non
usa
segnare
dove
cade
l’
accento
tonico
delle
parole
.
[17]
I
forestieri
e
le
persone
che
non
hanno
avuto
occasione
di
imparare
dalla
viva
voce
la
pronuncia
corretta
sbagliano
perciò
frequentemente
,
specie
le
parole
più
rare
e
i
nomi
propri
.
[18]
Così
un
cognome
veneto
come
Carrer
,
che
si
deve
proferire
con
l’
accento
sull’
ultima
vocale
,
Carrèr
,
si
sente
qualche
volta
erroneamente
con
l’
accento
sull’
a
.
[19]
Ho
conosciuto
una
volta
un
Botter
che
,
forse
vergognandosi
dell’
etimologia
del
suo
nome
(
che
è
quella
stessa
di
Botero
,
Bottari
,
Bottai
)
si
faceva
chiamare
Bòtter
.
[20]
Analogamente
si
sbaglia
spesso
nell’
accentare
i
cognomi
e
i
toponimi
spagnoli
:
bisogna
dire
Ferrèr
e
non
Fèrrer
,
come
bisogna
dire
Madrìd
e
non
Màdrid
.
[21]
Sono
cose
talmente
ovvie
che
non
metterebbe
conto
ripeterle
,
se
non
tendesse
a
diffondersi
un’
assurda
pseudoregola
per
cui
si
crede
che
basti
portare
l’
accento
sulla
penultima
o
sulla
terzultima
sillaba
per
«
italianizzare
»
le
parole
straniere
.
[22]
Il
cognome
Provenzal
va
pronunciato
Provenzàl
e
non
Pròvenzal
.
[23]
E
recentemente
in
una
scuola
(
molto
lontana
dal
Piemonte
!
)
uno
scolaro
che
leggeva
correttamente
Cavùr
il
nome
del
conte
di
Cavour
è
stato
rimproverato
dal
suo
insegnante
,
il
quale
pretendeva
che
si
dicesse
Càvur
.
[24]
Incredibile
,
ma
ohimè
,
vero
.
[25]
Pressurizzato
[26]
Il
participio
pressurized
e
lo
astratto
pressurization
,
foggiati
una
dozzina
d’
anni
fa
in
inglese
per
derivazione
da
pressure
«
pressione
»
,
stanno
dilagando
anche
in
altre
lingue
come
termini
di
aeronautica
(
cabina
pressurizzata
)
,
di
fisica
nucleare
(
reattore
ad
acqua
pressurizzata
,
che
si
raffredda
con
acqua
sotto
pressione
)
ecc
.
[27]
L’
inconveniente
è
questo
:
benché
il
latino
avesse
pressura
,
e
l’
italiano
da
Dante
a
Galileo
avesse
accolto
la
parola
,
oggi
essa
è
caduta
completamente
in
disuso
,
sostituita
come
termine
tecnico
da
pressione
.
[28]
Anche
il
francese
soffre
di
questo
medesimo
inconveniente
.
[29]
E
or
ora
il
nono
elenco
pubblicato
dal
benemerito
«
Comité
d’
étude
des
termes
techniques
français
»
(
a
quando
una
analoga
iniziativa
italiana
?
)
presenta
una
soluzione
che
può
essere
accolta
senza
difficoltà
:
esso
consiglia
di
dire
semplicemente
sous
pression
;
e
analogamente
diremo
anche
noi
sotto
pressione
.
[30]
Quanto
al
pressurizzatore
,
non
è
altro
che
un
compressore
.
[31]
Bruno
Migliorini
Text view
•
Paragraph view