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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
VOCABOLARIO
Language column
Vocabolario
Author
Bruno Migliorini
Date
13
settembre
1960
more header data
[1]
Semianalfabeta
[2]
In
una
recente
cronaca
sulla
nota
Rosemarie
,
un
giornalista
tedesco
scriveva
che
essa
era
teilalphabetisch
«
parzialmente
alfabeta
»
,
mentre
noi
in
italiano
avremmo
detto
che
essa
era
semianalfdbeta
.
[3]
Perché
questa
limitazione
di
un
termine
negativo
?
[4]
«
Non
e
più
‘
logico’
—
domanda
un
lettore
–
il
vocabolo
tedesco
che
quello
italiano
?
»
.
[5]
Se
l’
unica
norma
delle
lingue
fosse
la
logica
,
non
c'
è
dubbio
che
egli
avrebbe
ragione
.
[6]
Ma
rifacciamoci
un
momento
al
modo
in
cui
analfabeta
è
entrato
in
italiano
.
[7]
Al
principio
dell'
Ottocento
,
i
vocabolari
italiani
registravano
analfabeta
(
con
o
finale
,
meglio
corrispondente
al
greco
analphabetos
)
come
soprannome
«
dato
all’
imperador
Giustino
per
significare
la
sua
profonda
ignoranza
»
,
estensivamente
«
applicabile
a
chiunque
non
sa
di
lettere
»
.
[8]
Ma
poi
vennero
le
campagne
di
tanti
valentuomini
per
diffondere
l’
istruzione
elementare
e
sanare
l'
antica
"
piaga
dell’
analfabetismo
.
[9]
E
,
in
conseguenza
,
la
parola
prese
largamente
piede
:
non
solo
vediamo
che
proprio
dall'
italiano
(
non
direttamente
dal
greco
)
il
francese
assunse
,
cinquanta
o
sessantanni
fa
,
le
due
parole
analphabète
e
analphabétisme
(
anche
perché
illettré
non
era
in
grado
di
dar
luogo
a
derivati
)
;
ma
anche
vediamo
che
in
italiano
il
voca
:
bolo
è
entrato
profondamente
nell'
uso
popolare
,
come
ingiuria
(
«
Brutto
analfabeta
!
»
)
.
[10]
Invece
alfabeta
è
nato
più
tardi
,
e
solo
come
contrapposto
ad
analfabeta
:
ed
è
rimasto
una
parola
aridamente
obiettiva
,
adattissima
.
per
usi
statistici
,
ma
non
colorita
e
non
popolare
.
[11]
Insomma
dicendo
semianalfabeta
esprimiamo
un
implicito
disprezzo
che
semialfabeta
o
parzialmente
alfabeta
non
avrebbero
.
[12]
Comminare
[13]
Riferendo
le
conclusioni
,
del
processo
Powers
,
molti
giornali
hanno
detto
che
al
giovane
americano
sono
stati
comminati
dieci
anni
di
privazione
della
libertà
.
[14]
È
uno
sbaglio
,
non
raro
presso
quelli
che
amano
ripetere
le
parole
tecniche
senza
conoscerne
il
significato
preciso
.
[15]
Per
i
giuristi
,
invece
,
comminare
una
pena
vuol
di
re
stabilirne
la
misura
per
quelli
che
trasgrediscano
un
determinato
divieto
;
cioè
,
in
sostanza
,
«
minacciarla
»
.
[16]
Questo
è
infatti
il
significato
del
verbo
latino
comminali
,
composto
di
minari
che
già
di
per
sé
vuol
dire
«
minacciare
»
.
[17]
Da
questa
stessa
famiglia
di
parole
nasce
del
resto
l'
italiano
minaccia
.
[18]
Veramente
,
è
già
accaduto
un'
altra
volta
,
nella
storia
di
questa
medesima
famiglia
di
parole
,
che
si
sia
valicato
il
passo
dalle
minacce
alle
vie
di
fatto
.
[19]
Quando
diciamo
,
in
italiano
che
un
pastore
mena
un
gregge
,
o
più
drasticamente
in
romanesco
un
«
regazzino
»
promette
ad
un
altro
di
menarlo
,
cioè
di
«
picchiarlo
»
,
si
adopera
ancora
il
medesimo
verbo
minari
,
che
neolatino
rustico
e
plebeo
è
passato
alla
coniugazione
attiva
(
minare
)
ed
è
stato
trasferito
dal
significato
di
«
minacciare
percosse
»
a
quello
di
«
darle
»
.
[20]
Ma
questo
parallelismo
con
ciò
che
è
avvenuto
molti
secoli
fa
,
nell’
età
crepuscolare
del
passaggio
dal
latino
al
volgare
,
non
giustifica
che
ora
si
alteri
per
ignoranza
il
significato
giuridico
di
comminare
.
[21]
Cipolla
[22]
Per
indicare
un
orologio
di
vecchio
tipo
,
grosso
,
che
funziona
alla
meglio
,
diciamo
cipolla
o
cipollone
(
e
i
francesi
dicono
analogamente
oignon
)
.
[23]
I
vocabolari
,
per
spiegare
la
metafora
,
puntano
sulla
«
grossezza
»
dell’
orologio
:
tuttavia
neanche
al
tempo
dei
più
antichi
orologi
a
molla
se
ne
ebbero
di
sferici
o
quasi
.
[24]
Ma
nel
Settecento
si
usavano
orologi
che
chiariscono
,
benissimo
in
qual
modo
il
vocabolo
abbia
assunto
questo
significato
secondario
.
[25]
Il
vero
e
proprio
orologio
era
contenuto
in
una
triplice
cassa
:
cioè
prima
di
poterlo
guardare
bisognava
togliere
l’
uno
dopo
l’
altro
due
involucri
.
[26]
E
veniva
fatto
di
pensare
immediatamente
alle
«
foglie
»
concentriche
di
una
cipolla
.
[27]
Tedoforo
[28]
Sarei
curioso
di
sapere
chi
ha
«
lanciato
»
il
nome
di
tedoforo
per
indicare
il
«
portatore
della
fiaccola
olimpica
»
:
perché
,
devo
confessarlo
,
non
sono
molto
persuaso
che
sia
formato
correttamente
.
[29]
È
vero
che
,
specialmente
nella
lingua
scientifica
,
le
parole
ibride
,
formate
di
un
elemento
latino
e
uno
greco
(
o
viceversa
)
sono
numerose
;
è
vero
che
qualcuna
,
come
genocidio
,
si
sta
imponendo
nell’
uso
generale
,
ma
per
un
termine
dotto
come
questo
era
meglio
,
mi
sembra
,
o
dire
alla
greca
dedoforo
(
Bacchilide
parlava
della
notte
dedofora
)
,
ovvero
alla
latina
tedifero
(
Ovidio
chiamava
tedifera
Cerere
)
.
[30]
Ma
ormai
quel
che
è
fatto
è
fatto
.
[31]
Piuttosto
qualcuno
domanderà
:
era
proprio
necessario
che
il
termine
fosse
dotto
?
[32]
La
cronaca
narra
che
a
Roma
all’
arrivo
della
fiaccola
in
Campidoglio
,
gridavano
:
«
Bravo
er
fiaccolaro
!
»
.
[33]
Evidentemente
non
poteva
essere
questo
il
nome
ufficiale
:
la
parola
sarebbe
sonata
troppo
dialettale
e
volgare
.
[34]
E
purtroppo
a
dilemmi
simili
ci
troviamo
spesso
di
fronte
nella
nostra
lingua
:
siamo
costretti
a
scegliere
tra
una
parola
solenne
,
nobile
,
retorica
,
e
una
parola
non
popolare
,
ma
addirittura
plebea
.
[35]
Maratona
[36]
Non
intendo
parlare
dei
significati
moderni
della
parola
(
quello
tecnico
di
km
.
42
,
192
o
quello
estensivo
di
«
corsa
lunga
e
faticosa
»
)
,
ma
solo
ricordare
l’
etimologia
del
nome
della
cittadina
sulla
costa
nordorientale
dell'
Attica
,
dove
si
combatté
la
famosa
battaglia
.
[37]
Il
nome
si
ricollega
con
marathon
o
marathron
«
finocchio
»
:
dove
quindi
voler
dire
in
origine
«
campo
di
finocchi
selvatici
»
.
[38]
Non
diverso
è
l'
ètimo
della
nostra
cittadina
di
Maratea
e
di
altri
luoghi
(
Marasà
,
ecc
.
)
dell’
Italia
meridionale
,
nella
quale
abbondano
,
com’
è
noto
,
i
toponimi
greci
[39]
Bruno
Migliorini
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