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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
VOCABOLARIO
Language column
Vocabolario
Author
Bruno Migliorini
Date
10
aprile
1962
more header data
[1]
La
cinciglia
[2]
Da
quattro
anni
ormai
si
stanno
moltiplicando
in
Italia
gli
allevamenti
dei
piccoli
preziosi
roditori
:
ma
il
nome
è
ancora
lungi
dall'
essere
stabilizzato
.
[3]
La
forma
che
si
vede
e
si
sente
più
spesso
è
cincilà
;
pochi
altri
scrivono
,
più
correttamente
,
la
chinchilla
o
la
cinciglia
.
[4]
Ora
,
è
vero
che
il
nome
circolava
già
storpiato
nel
regno
della
moda
(
«
la
moda
fa
pronunziare
talvolta
cincilà
»
lamentava
il
Panzini
;
e
peggio
ancora
qualcuno
scrive
cin-ci-là
,
quasi
che
il
nome
della
pelliccia
e
dell'
animale
provenga
dal
titolo
d'
una
nota
operetta
)
:
ma
ora
che
si
conosce
e
si
alleva
anche
l'
animale
,
sarebbe
meglio
che
si
evitasse
di
storpiare
il
nome
e
di
cambiarne
il
genere
secondo
l'
esempio
francese
.
[5]
Il
nome
spagnolo
di
chinchilla
(
che
va
letto
cinciglia
)
è
una
parola
nata
nell'
America
meridionale
per
indicare
un
genere
di
roditori
di
quel
continente
;
ma
il
nome
è
assai
poco
poetico
,
perché
non
è
che
un
diminutivo
del
nome
spagnolo
della
cimice
,
chinche
,
passato
al
nostro
animaletto
.
[6]
Se
si
fosse
tradotto
il
nome
anziché
adattarlo
(
come
in
altri
casi
s'
è
fatto
)
si
sarebbe
insomma
dovuto
chiamare
il
roditore
«
cimicetta
»
.
.
.
[7]
Del
resto
altrettanto
poco
poetico
è
il
nome
della
cocciniglia
(
di
cui
altra
volta
abbiamo
parlato
,
raccomandando
di
non
confonderlo
con
la
coccinella
)
.
[8]
Il
nome
viene
dallo
spagnolo
cochinilla
,
ed
è
il
diminutivo
di
un
altro
nome
di
animale
,
cochino
,
ossia
«
porco
»
;
e
la
parola
ha
avuto
due
fasi
diverse
:
prima
si
è
trasferito
il
nome
del
porco
a
quell'
animaletto
che
vive
nei
luoghi
umidi
e
che
si
chiama
in
italiano
porcellino
terrestre
o
por
celletta
(
scientificamente
asello
o
onisco
,
cioè
,
con
altra
metafora
,
«
somarello
»
)
,
successivamente
alla
cocciniglia
.
[9]
Orbene
,
come
non
c'
è
nessuno
che
non
dica
correttamente
la
cocciniglia
,
così
si
dovrebbe
anche
dire
la
cinciglia
(
sembra
una
inutile
pedanteria
scrivere
la
parola
con
la
sua
grafia
spagnola
la
chinchilla
,
che
i
meno
colti
leggerebbero
erroneamente
)
.
[10]
Come
mai
qualcuno
adopera
,
invece
,
la
parola
al
maschile
?
[11]
L'
importazione
,
accennavamo
più
su
,
è
avvenuta
per
il
tramite
della
moda
,
cioè
sotto
la
influenza
francese
:
e
si
sa
che
in
quella
lingua
i
nomi
in
a
sono
quasi
tutti
maschili
(
la
dalia
è
in
francese
le
dahlia
,
e
così
via
)
.
[12]
E
parimenti
dobbiamo
al
tramite
francese
lo
spostamento
d'
accento
sulla
vocale
finale
.
[13]
Forse
non
è
troppo
tardi
raccomandare
che
si
preferisca
lo
adattamento
diretto
a
quello
indiretto
,
e
che
si
scriva
e
si
dica
,
sia
per
la
pelliccia
che
per
l'
animaletto
;
la
cinciglia
.
[14]
Gala
[15]
Pressappoco
lo
stesso
di
quel
che
si
è
visto
or
ora
per
chin
chilla
è
avvenuto
per
gala
,
in
espressioni
come
un
gala
di
beneficenza
,
e
simili
.
[16]
Si
tratta
di
una
parola
italiana
(
a
sua
volta
di
remota
origine
francese
e
spagnola
)
,
largamente
adoperata
nei
vari
significati
di
«
lusso
,
solennità
,
apparato
»
e
anche
di
«
trina
»
,
di
«
cravatta
a
farfalla
»
di
«
pavese
di
bandiere
»
.
[17]
Passando
nei
primi
del
Settecento
in
Francia
col
significato
di
«
solennità
,
apparato
»
la
parola
italiana
divenne
maschile
,
per
quella
tendenza
che
abbiamo
ricordata
a
dare
questo
genere
alle
parole
in
a
.
[18]
E
quindi
un
gala
di
beneficenza
e
simili
è
indubbiamente
un
ulteriore
passo
di
questo
andirivieni
attraverso
le
Alpi
fatto
dalla
nostra
parola
.
[19]
Poiché
in
italiano
gala
mantiene
così
saldamente
il
genere
femminile
,
l'
uso
del
maschile
in
queste
locuzioni
non
sarà
da
considerare
abusivo
?
[20]
A
rigore
sì
;
tuttavia
una
giustificazione
si
potrebbe
trovare
nel
considerare
gala
in
questo
significato
come
una
forma
ellittica
di
spettacolo
di
gala
:
nello
stesso
modo
,
insomma
,
che
diciamo
il
varietà
sottintendendo
il
teatro
o
lo
spettacolo
al
maschile
.
[21]
Poiché
non
sarebbe
possibile
dire
una
gala
di
beneficenza
,
che
sarebbe
equivoco
,
consideriamo
dunque
tollerabile
,
in
questo
senso
,
un
gala
.
[22]
Incrocio
[23]
Il
Codice
della
strada
è
servito
in
molti
casi
a
precisare
definizioni
e
a
chiarire
differenze
di
sinonimi
che
nell'
uso
comune
si
confondevano
.
[24]
Per
esempio
l'
uso
di
corsia
e
carreggiata
è
oggi
precisamente
fissato
e
stabilizzato
,
e
nessuno
confonderebbe
più
le
due
parole
.
[25]
Un
lettore
fa
notare
che
purtroppo
lo
stesso
non
è
avvenuto
per
incontro
e
incrocio
e
per
i
verbi
rispettivi
,
che
pur
esprimono
due
nozioni
le
quali
meriterebbero
di
essere
nettamente
distinte
.
[26]
Un
veicolo
che
percorre
una
strada
incontra
(
o
s'
incontra
)
con
il
veicolo
che
viene
in
senso
inverso
,
e
invece
incrocia
il
veicolo
che
viene
da
una
strada
che
taglia
la
sua
(
a
un
incrocio
,
il
quale
può
anche
non
essere
nettamente
perpendicolare
,
come
l'
immagine
di
una
croce
farebbe
pensare
)
.
[27]
Giacché
una
revisione
del
Codice
della
strada
non
sembra
lontana
,
e
l'
esattezza
lessicale
può
avere
conseguenze
importantissime
(
ogni
incertezza
terminologica
costituisce
un
imbarazzo
per
i
giudici
)
,
raccomandiamo
agli
uffici
competenti
di
tener
nota
di
questa
osservazione
.
[28]
Versipelle
[29]
In
latino
versipellis
voleva
dire
due
cose
:
lupo
mannaro
,
cioè
uno
che
in
certe
circostanze
crede
di
trasformarsi
da
uomo
in
lupo
,
e
chi
cambia
di
aspetto
(
di
pelle
)
secondo
le
occasioni
:
opportunista
,
specialmente
politico
,
voltagabbana
.
[30]
Solo
in
questo
secondo
senso
la
parola
si
adopera
anche
in
italiano
.
[31]
Ma
se
fosse
un
composto
nostrano
(
come
,
poniamo
,
un
ipotetico
mutapelle
o
voltapelle
)
lo
considereremmo
invariabile
:
invece
versipelle
non
può
fare
il
plurale
che
in
i
:
«
questi
testimoni
versipelli
»
.
[32]
Bruno
Migliorini
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