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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
VOCABOLARIO
Language column
Vocabolario
Author
Bruno Migliorini
Date
09
ottobre
1962
more header data
[1]
Sisma
e
sismo
[2]
Fino
a
qualche
anno
fa
,
mentre
l'
aggettivo
sismico
e
composti
come
sismologia
,
sismografo
ecc
.
erano
largamente
conosciuti
,
era
pressoché
ignoto
il
sostantivo
corrispondente
sisma
o
sismo
(
a
differenza
del
francese
,
in
cui
séisme
era
assai
adoperato
)
.
[3]
I
recenti
disastrosi
terremoti
in
Irpinia
e
in
Persia
hanno
invece
divulgato
la
parola
greca
(
che
,
oltre
al
vantaggio
di
essere
breve
,
ha
quello
di
essere
più
estesa
nel
significato
,
includendo
insieme
terremoti
e
maremoti
)
.
[4]
Ma
come
si
deve
dire
:
sismo
,
come
registrano
i
pochi
vocabolari
che
fin
qui
avevano
incluso
la
parola
,
ovvero
sisma
,
come
tutti
i
giornali
hanno
recentemente
scritto
(
e
non
senza
effetto
sull'
uso
anche
popolare
,
se
alla
figlioletta
di
un
contadino
in
provincia
di
Benevento
è
stato
imposto
il
nome
di
Anna
Sisma
)
?
[5]
Se
teniamo
presente
un
altro
termine
composto
,
bradisismo
,
per
cui
si
usa
solo
la
forma
in
o
,
la
bilancia
dovrebbe
pendere
a
favore
di
questa
terminazione
.
[6]
Ma
sta
di
fatto
che
l'
oscillazione
si
aveva
già
in
greco
,
dove
accanto
al
più
comune
seismós
si
ha
anche
(
nella
Bibbia
tradotta
dai
Settanta
)
la
forma
séisma
.
[7]
Lo
stesso
caso
si
ripete
per
le
parole
aneurisma
e
sofisma
,
che
in
greco
avevano
sia
la
forma
in
o
che
quella
in
a
,
e
in
italiano
terminano
solo
in
a
.
[8]
In
greco
,
cataclismo
voleva
dire
«
diluvio
»
e
cataclisma
«
clistere
»
:
in
italiano
è
prevalsa
l'
unica
forma
cataclisma
,
con
significato
più
esteso
:
e
anzi
non
escluderei
che
proprio
il
ricordo
di
questa
parola
abbia
influito
per
far
preferire
sisma
a
sismo
.
[9]
Concludendo
,
la
forma
teoricamente
preferibile
sarebbe
sismo
;
ma
sisma
non
è
del
tutto
condannabile
,
e
si
può
prevedere
che
ormai
prevarrà
.
[10]
Zurigano
[11]
Guido
Calgari
,
chiudendo
dopo
ventun
anni
di
attività
benemerita
per
la
cultura
svizzera
e
per
quella
italiana
i
cinque
periodi
della
rivista
Svizzera
italiana
,
traccia
nell'
«
ultimo
numero
»
un
consuntivo
di
tutto
ciò
che
la
rivista
ha
fatto
:
e
poiché
è
doloroso
pensare
che
questa
nobile
bandiera
cada
,
auguriamo
vivamente
che
,
nelle
valide
mani
del
Calgari
(
il
quale
tiene
a
Zurigo
la
cattedra
che
fu
di
Francesco
De
Sanctis
e
poi
di
Giuseppe
Zoppi
)
o
in
altre
mani
,
la
rivista
presto
ricominci
.
[12]
In
quest'
ultimo
numero
il
Calgari
spezza
una
lancia
a
favore
dell'
etnico
zurigano
in
luogo
di
zurighese
.
[13]
Certo
l'
argomento
che
egli
porta
in
campo
ha
molto
peso
:
conta
soprattutto
,
egli
dice
,
l'
uso
fatto
dai
principali
svizzeri
,
di
lingua
italiana
.
[14]
E
su
uno
egli
principalmente
si
sofferma
:
«
non
una
persona
di
nessun
conto
,
sibbene
un
uomo
chiaro
nella
politica
e
nelle
lettere
.
L'
uomo
c'
è
,
è
Stefano
Franscini
,
il
primo
ticinese
che
ebbe
coscienza
precisa
della
realtà
elvetica
,
il
'
maestro'
politico
della
sua
gente
,
che
fu
anche
autore
di
una
eccellente
grammatica
della
lingua
italiana
(
usata
persino
in
Toscana
,
per
oltre
settant'
anni
)
.
Ebbene
,
il
Franscini
dice
e
scrive
:
zurigano
»
.
[15]
L'
argomento
è
valido
;
e
del
resto
alla
metà
del
Settecento
il
valtellinese
Francesco
Saverio
[16]
Quadrio
scriveva
anche
lui
zurigano
nelle
sue
Osservazioni
critico-storiche
sulla
Rezia
al
di
qua
delle
Alpi
.
[17]
Ma
c'
è
un'
altra
testimonianza
che
ci
lascia
perplessi
:
nelle
lettere
che
il
Foscolo
scrisse
durante
i
mesi
del
suo
esilio
svizzero
,
prima
di
rifugiarsi
in
Inghilterra
,
egli
adopera
sempre
zurighese
.
[18]
Non
possiamo
certo
,
per
decidere
,
mettere
in
bilancia
due
uomini
.
[19]
Piuttosto
,
dobbiamo
osservare
che
,
tra
i
nomi
etnici
derivanti
da
nomi
di
città
quelli
del
tipo
Padovano
,
Veneziano
sono
relativamente
pochi
,
mentre
quelli
in
-ese
sono
di
gran
lunga
predominanti
.
[20]
In
generale
i
nomi
etnici
mantengono
le
loro
posizioni
,
ma
nei
casi
in
cui
vi
è
oscillazione
,
le
forme
con
i
suffissi
più
comuni
finiscono
con
l'
imporsi
.
[21]
Ora
,
poiché
nell'
uso
svizzero-italiano
e
italiano
odierno
zurighese
prevale
di
gran
lunga
,
temo
che
la
rivendicazione
dell'
amico
Calgari
,
anche
se
appoggiata
a
usi
cosi
autorevoli
dei
Settecento
e
dell'
Ottocento
,
non
abbia
grandi
probabilità
di
successo
.
[22]
Mondovisione
[23]
Ecco
un'
altra
parola
composta
di
due
termini
latini
(
e
italiani
)
,
ma
formata
al
modo
greco
(
cioè
con
la
parola
determinante
al
primo
posto
e
la
determinata
al
secondo
)
e
con
la
vocale
compositiva
o
(
e
non
i
)
.
[24]
Se
n'
era
discusso
già
in
Francia
nel
maggio
scorso
in
una
giornata
di
studio
sul
vocabolario
della
radio
e
della
televisione
,
e
si
erano
scartate
altre
soluzioni
molto
più
discutibili
:
principalmente
univisione
,
in
cui
l'
intenzione
di
dare
a
uni-
il
significato
di
«
universo
»
non
risultava
abbastanza
chiara
,
cosicché
la
parola
suggeriva
invece
l'
idea
di
unità
,
di
uniformità
,
quasi
di
monopolio
.
[25]
Un
altro
termine
proposto
,
quello
di
cosmovisione
,
offriva
un
inconveniente
di
altro
genere
.
[26]
In
spagnolo
si
adopera
da
qualche
decennio
cosmovisión
in
un
significato
del
tutto
diverso
,
quello
di
«
concezione
del
mondo
»
:
il
termine
,
coniato
per
tradurre
il
tedesco
Weltanschauung
,
è
riuscito
a
penetrare
largamente
nell'
uso
.
[27]
Si
lasciò
aperta
,
in
quella
seduta
,
la
scelta
fra
mondovisione
e
mondiovisione
,
ma
nell'
uso
internazionale
solo
il
primo
s'
è
affacciato
e
,
dopo
gli
esperimenti
col
Telstar
,
si
è
rapidissimamente
imposto
.
[28]
Bruno
Migliorini
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