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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
VOCABOLARIO
Language column
Vocabolario
Author
Bruno Migliorini
Date
06
marzo
1962
more header data
[1]
Settoriale
[2]
Un
lettore
,
osservando
il
diffondersi
dell'
aggettivo
settoriale
,
domanda
se
è
ben
formato
,
e
se
non
si
dovrebbe
piuttosto
dire
settorale
,
«
come
si
dice
regionale
da
regione
»
.
[3]
Notiamo
anzitutto
che
,
nella
coniazione
di
singoli
derivati
,
le
lingue
naturali
non
seguono
binari
fissi
,
ma
hanno
una
notevole
libertà
.
[4]
Perché
sì
dice
garibaldino
e
non
(
come
pure
qualche
volta
si
diceva
)
garibaldiano
?
[5]
Perché
si
dice
francescano
e
luterano
e
.
invece
,
wagneriano
o
pirandelliano
?
[6]
Dobbiamo
confessare
che
in
molti
casi
non
siamo
in
grado
di
dirlo
con
sicurezza
.
[7]
Tuttavia
qualche
linea
direttiva
si
può
vedere
se
si
considera
in
qual
modo
termina
la
parola-base
.
[8]
Quindi
non
è
giusto
prendere
a
confronto
la
parola
regione
,
ma
bisogna
assumere
come
riscontro
una
serie
più
ristretta
,
quella
delle
parole
che
terminano
in
–ore
.
[9]
Vedremo
allora
che
alcune
di
queste
hanno
aggettivi
derivati
in
-ale
(
dottorale
,
elettorale
)
,
altre
invece
in
-iale
(
editoriale
,
equatoriale
,
senatoriale
,
vettoriale
)
,
a
cui
si
aggiungono
poi
altri
aggettivi
in
-orale
od
-oriale
non
da
nomi
in
-ore
ma
da
altre
parole
(
per
esempio
temporale
o
territoriale
)
.
[10]
E
che
,
in
alcuni
esempi
,
la
scelta
sia
stata
casuale
,
o
dettata
da
vaghe
assonanze
con
parole
simili
o
da
mal
valutabili
motivi
eufonici
,
si
vede
dal
fatto
che
si
è
oscillato
:
nell'
uso
dell'
Università
di
Firenze
l'
aggettivo
di
rettore
è
rettorale
e
in
quella
di
Pisa
rettoriale
.
[11]
Si
potrebbe
,
è
vero
,
auspicare
una
derivazione
più
simmetrica
,
ma
questo
non
ci
autorizza
certo
a
considerare
errato
l'
uno
o
l'
altro
dei
due
modi
di
formazione
.
[12]
Grisù
[13]
Il
nome
francese
di
quella
miscela
,
composta
principalmente
di
metano
,
che
si
forma
nelle
miniere
e
che
è
stata
a
più
riprese
causa
di
tante
vittime
,
proviene
da
un
dialetto
vallone
,
di
un
territorio
particolarmente
ricco
di
miniere
,
il
Borinage
.
[14]
Esso
serba
il
ricordo
degli
inestinguibili
incendi
che
nelle
battaglie
del
Medioevo
si
producevano
col
fuoco
greco
o
grechesco
(
in
francese
feu
grégois
)
.
[15]
Il
padre
Guglielmotti
lo
definisce
:
«
quella
terribile
composizione
di
fiamme
allo
stato
liquido
oleoso
,
che
ardevano
pure
nell'
acqua
e
si
usavano
in
battaglia
,
massime
negli
assedi
per
bruciare
le
torri
volanti
,
e
per
ardere
genti
e
navigli
in
mare
.
.
.
Si
cacciava
a
gran
distanza
coi
sifoni
e
le
cerbottane
,
bruciava
con
fiamma
livida
,
spargeva
fetide
esalazioni
,
consumava
il
ferro
e
la
pietra
.
.
.
»
.
[16]
Adopereremo
la
parola
con
la
sua
ortografia
francese
,
o
nella
forma
adattata
grisù
?
[17]
Visto
che
non
è
il
caso
di
sforzarsi
di
trovare
una
«
traduzione
»
per
la
parola
(
gas
-
come
si
chiama
il
grisù
in
altre
parti
del
Belgio
-
è
troppo
generico
;
metano
indica
il
principale
componente
della
miscela
,
ma
non
la
miscela
)
,
visto
che
la
parola
si
adopera
,
ohimè
,
non
di
rado
,
anche
nella
lingua
comune
,
e
che
ha
un
certo
numero
di
derivati
(
grisutoso
,
grisumetria
,
ecc
.
)
,
ci
pare
che
la
forma
adattata
(
grisù
)
sia
preferibile
.
[18]
C'
è
anche
un'
altra
parola
francese
che
ha
un'
origine
mineraria
e
che
ha
questa
volta
origine
dalla
Piccardia
e
non
dalla
Vallonia
:
la
parola
resca
pé
,
nel
senso
di
«
uscito
sano
e
salvo
da
un
grave
pericolo
»
.
[19]
Il
vocabolo
è
entrato
nell'
uso
giornalistico
e
poi
in
quello
generale
nel
1906
,
in
occasione
di
una
micidiale
catastrofe
mineraria
,
quella
di
Courrières
nel
dipartimento
francese
del
Pas-de-Calais
:
riferendosi
ai
minatori
che
dopo
gravi
peripezie
erano
riusciti
a
cavarsela
,
si
adoperò
la
voce
dialettale
locale
invece
di
quella
francese
réchappé
.
[20]
Aminta
[21]
Citavamo
un'
altra
volta
qualche
erronea
attribuzione
di
genere
a
nomi
propri
.
[22]
Che
Aminta
sia
maschile
,
malgrado
la
desinenza
in
-a
,
lo
sanno
tutti
quelli
che
hanno
un
sia
pur
vago
ricordo
della
favola
pastorale
del
Tasso
.
[23]
E
il
Tasso
a
sua
volta
attingeva
alla
tradizione
antica
,
greca
e
soprattutto
macedone
:
si
chiamarono
così
diversi
re
di
Macedonia
,
fra
cui
il
nonno
di
Alessandro
Magno
.
[24]
Ma
nel
Burlador
de
Sevilla
di
Tirso
de
Molina
una
delle
donne
ingannate
da
Don
Giovanni
si
chiama
Aminta
.
[25]
La
desinenza
in
-a
e
il
ricordo
della
soave
fanciulla
scespiriana
non
ci
lasciano
in
dubbio
sul
genere
di
Ofelia
:
eppure
un
secolo
prima
il
Sannazzaro
aveva
introdotto
nell’
Arcadia
un
bifolco
di
nome
Ofelia
.
[26]
Per
un
terzo
nome
si
ha
una
tradizione
duplice
,
in
cui
una
lieve
differenza
nella
terminazione
ci
permette
per
lo
più
di
distinguere
:
femminile
è
Alcesti
,
il
nome
della
sposa
di
Admeto
strappata
da
Ercole
alla
morte
,
protagonista
dell’
omonima
tragedia
euripidea
(
ma
l’
Alfieri
dopo
aver
tradotto
Euripide
componeva
un’
Alceste
pubblicata
postuma
)
.
[27]
Di
solito
invece
Alceste
si
considera
maschile
,
dal
nome
del
burbero
personaggio
protagonista
del
Misanthrope
di
Molière
.
[28]
Potremmo
ancora
aggiungere
,
fra
i
nomi
che
oscillano
tra
il
maschile
e
il
femminile
,
quelli
tratti
da
aggettivi
in
-e
.
[29]
Di
solito
consideriamo
Celeste
come
nome
femminile
,
e
Felice
come
maschile
:
tuttavia
se
i
due
aggettivi
possono
essere
usati
per
ambedue
i
generi
,
non
c’
è
ragione
perché
anche
i
due
prenomi
non
possano
essere
adoperati
ugualmente
.
[30]
E
cosi
è
infatti
accaduto
e
può
ancora
accadere
.
[31]
Bruno
Migliorini
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