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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
VOCABOLARIO
Language column
Vocabolario
Author
Bruno Migliorini
Date
04
dicembre
1962
more header data
[1]
Articoli
[2]
Pochi
giorni
fa
,
faceva
bella
mostra
di
sé
per
le
vie
di
Firenze
un
manifesto
del
Comune
di
Impruneta
:
e
sia
chi
ricordi
la
famosa
«
Fiera
dell'
Impruneta
»
del
Callot
,
sia
chi
resti
fedele
all'
uso
corrente
,
che
dice
ancora
andare
all'
Impruneta
,
non
può
non
rimanere
sgradevolmente
sorpreso
dell'
abolizione
dell'
articolo
.
[3]
Del
resto
,
è
quel
che
nei
secoli
passati
è
talvolta
accaduto
e
che
purtroppo
sta
accadendo
per
molti
nomi
che
nella
tradizione
di
regola
avevano
l'
articolo
:
chi
penserebbe
ora
a
scrivere
che
uno
è
della
Mirandola
(
malgrado
il
ricordo
della
famiglia
dei
Pico
)
,
oppure
della
Polesella
,
o
della
Cerignola
?
[4]
Due
decreti
,
uno
del
1930
e
uno
del
1939
,
hanno
tentato
di
por
rimedio
a
due
casi
di
questo
genere
per
i
capoluoghi
di
provincia
che
presentano
l'
articolo
,
e
cioè
hanno
fissato
come
forma
ufficiale
La
Spezia
e
L'
Aquila
.
[5]
Devo
tuttavia
confessare
che
,
quantunque
il
secondo
di
quei
decreti
desse
un
esempio
corretto
(
«
Provincia
dell'
Aquila
»
)
,
il
risultato
è
stato
in
complesso
mediocre
,
perché
ha
creato
incertezze
e
incongruenze
nell'
uso
dell'
articolo
.
[6]
Si
sarebbe
dovuto
cioè
dire
i
cantieri
della
Spezia
,
abitare
all'
Aquila
,
e
simili
,
e
non
de
La
Spezia
,
a
L'
Aquila
o
peggio
ancora
ne
L'
Aquila
.
[7]
Non
basta
:
l'
avere
aggiunto
ufficialmente
l'
articolo
dichiarandolo
parte
integrante
del
nome
,
con
la
maiuscola
,
ha
fatto
sì
che
,
collocando
i
nomi
di
quelle
due
città
in
ordine
alfabetico
,
qualcuno
le
metta
sotto
la
lettera
L
:
soluzione
manifestamente
erronea
.
[8]
Secondo
me
si
sarebbe
dovuto
procedere
in
un
modo
un
po'
diverso
per
salvare
la
buona
tradizione
e
non
creare
questi
piccoli
grattacapi
ortografici
:
si
sarebbe
dovuto
formulare
il
decreto
dicendo
che
«
il
nome
della
città
va
accompagnato
dall'
articolo
determinativo
(
o
dalle
rispettive
preposizioni
articolate
)
»
.
[9]
Similmente
del
resto
,
si
faceva
e
quasi
sempre
si
fa
per
i
nomi
di
città
straniere
che
vogliono
l'
articolo
:
andare
al
Cairo
,
i
musei
dell'
Aja
,
i
tumulti
dell'
Avana
;
e
solo
recentemente
si
è
visto
scritto
qualche
volta
a
L’
Avana
,
proprio
per
il
cattivo
esempio
dato
da
La
Spezia
.
[10]
Temo
che
i
nostri
legislatori
siano
troppo
affaccendati
per
occuparsi
di
queste
quisquilie
ortografiche
:
ma
forse
qualche
circolare
ministeriale
o
qualche
disposizione
dell'
Istituto
di
Statistica
potrebbe
provvedere
a
conservare
,
almeno
per
i
nomi
di
comuni
,
la
tradizione
linguistica
dell'
articolo
,
quale
si
mantiene
nell'
uso
popolare
,
pur
senza
sconvolgere
ulteriormente
le
cose
con
formulazioni
discutibili
.
[11]
Moralista
[12]
M'
è
accaduto
,
con
una
recente
noterella
di
questa
rubrica
,
di
meravigliare
un
lettore
,
chiamando
moralista
l'
autore
di
una
rubrica
in
cui
si
tratta
di
fatti
di
costume
con
spregiudicata
obiettività
,
e
non
con
quel
piglio
di
accigliata
severità
che
prendono
quelli
che
comunemente
si
chiamano
moralisti
.
[13]
Infatti
i
vocabolari
italiani
correnti
mettono
in
parallelo
moralista
e
moralismo
:
e
danno
a
moralista
soltanto
il
significato
,
quasi
sempre
ironico
o
leggermente
spregiativo
,
di
arcigno
tutore
della
morale
(
tant'
è
vero
che
a
difendere
le
cose
rette
ci
si
rimette
spesso
nella
reputazione
.
.
.
)
.
[14]
Ma
non
è
questo
l'
unico
senso
della
parola
:
anzitutto
,
c'
è
da
tener
conto
del
significato
teologico
,
quello
di
«
studioso
di
problemi
di
teologia
morale
»
;
e
poi
di
quello
che
Luigi
F
.
[15]
Benedetto
così
definisce
,
parlando
di
Pascal
e
della
sua
«
ironia
di
moralista
»
:
«
dando
alla
parola
il
senso
che
le
danno
i
francesi
,
di
studioso
del
cuore
umano
»
.
[16]
Questo
significato
predomina
talmente
in
Francia
,
che
è
il
solo
registrato
dal
Petit
Larousse
:
«
autore
che
scrive
intorno
ai
costumi
(
moeurs
)
,
come
Montaigne
,
La
Rochefoucauld
,
La
Bruyère
,
eccetera
»
.
[17]
Cuore
e
costumi
morali
:
introspezione
psicologica
e
osservazione
sociale
insomma
(
che
alle
volte
può
anche
riferirsi
ai
cattivi
costumi
,
ma
descrivendoli
piuttosto
che
biasimandoli
)
.
[18]
Non
mi
pare
illegittimo
accettare
anche
in
italiano
,
accanto
a
quello
tradizionale
e
a
quello
teologico
,
quest'
altro
significato
,
riferito
ai
mores
,
ai
costumi
morali
.
[19]
Bascapè
[20]
Il
nome
,
apparentemente
bizzarro
,
diventa
chiaro
se
ricorriamo
alle
forme
antiche
:
l'
Olivieri
,
nel
Dizionario
di
toponomastica
lombarda
,
ricorda
che
in
una
carta
dell'
879
si
legge
de
Ba
silica
[21]
Petri
;
e
una
variante
intermedia
fra
l'
antica
e
la
moderna
si
ha
nel
nome
con
cui
chiama
se
stesso
«
il
più
antico
poeta
meneghino
»
,
cioè
Pietro
da
Barsegapè
o
Barxegapè
(
mentre
il
podestà
fiorentino
Jacopo
Rangone
in
un
documento
del
1260
lo
chiamava
Petro
de
Bazagapè
)
.
[22]
Nientemeno
che
una
«
basilica
di
San
Pietro
»
,
dunque
?
[23]
Sì
,
se
ci
ricordiamo
che
mentre
nell'
odierna
terminologia
ecclesiastica
il
titolo
di
basilica
si
riferisce
a
una
chiesa
particolarmente
insigne
,
nei
primi
secoli
della
diffusione
del
cristianesimo
i
termini
di
basilica
ed
ecclesia
erano
equivalenti
,
tanto
che
in
alcuni
territori
prevalse
l'
uno
,
in
altri
quell'
altro
.
[24]
E
ancor
oggi
in
Romenia
e
nei
Grigioni
il
nome
usuale
della
chiesa
è
«
basilica
»
(
biserica
in
romeno
,
baselgia
in
Engadina
)
,
mentre
altrove
la
parola
si
mantiene
o
nella
toponomastica
(
si
ricordi
Trebaséleghe
in
quel
di
Padova
)
o
variamente
alterata
e
decaduta
:
in
qualche
dialetto
ticinese
basérga
vuol
dire
semplicemente
«
capanna
»
.
[25]
Quanto
poi
al
culto
di
San
Pietro
a
Bascapè
,
pare
che
nella
chiesa
del
luogo
si
conservasse
una
reliquia
del
principe
degli
Apostoli
,
pur
non
essendo
il
tempio
dedicato
a
lui
.
[26]
Bruno
Migliorini
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