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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
VOCABOLARIO
Language column
Vocabolario
Author
Bruno Migliorini
Date
04
febbraio
1962
more header data
[1]
Chi
vive
?
[2]
Nell'
uso
corrente
,
non
è
raro
trovare
l'
espressione
chi
vive
?
,
o
anche
più
spesso
,
l'
altra
,
star
sul
chi
vive
per
indicare
la
domanda
di
una
sentinella
e
per
riferirsi
a
uno
stato
d'
allarme
.
[3]
Non
c'
è
che
da
confrontare
le
due
frasi
con
le
corrispondenti
francesi
per
vedere
che
si
tratta
di
uno
dei
tanti
errori
dovuti
a
traduttori
ignoranti
.
[4]
Il
francese
dice
infatti
qui
vive
?
e
être
sur
le
qui-vive
;
e
basta
conoscere
i
primi
elementi
di
quella
lingua
per
sapere
che
vive
francese
corrisponde
in
italiano
non
a
vive
ma
a
viva
.
[5]
Infatti
la
buona
tradizione
italiana
diceva
«
Chi
viva
?
»
:
la
sentinella
rivolgendosi
a
un
ignoto
passante
e
domandandogli
a
chi
egli
intendesse
gridare
«
evviva
»
,
veniva
a
chiedergli
quale
fosse
il
suo
partito
,
la
sua
fazione
,
la
nazione
a
cui
dava
la
sua
preferenza
.
[6]
L'
altro
rispondeva
«
Viva
Francia
»
o
«
Viva
Spagna
»
o
simili
(
come
ora
direbbe
«
Viva
l'
America
»
o
«
Viva
la
Russia
»
.
.
.
)
.
[7]
I
nostri
scrittori
cinquecenteschi
,
come
il
Caro
o
il
Varchi
,
non
esitavano
punto
nello
scrivere
«
Chi
viva
?
»
,
e
così
pure
i
più
accurati
fra
i
moderni
:
Bacchelli
,
in
Oggi
domani
e
mai
(
recentemente
ristampato
in
«
Tutte
le
opere
»
)
dice
:
-
«
Lei
che
è
stato
a
vedere
,
chi
viva
?
»
-
«
Viva
l'
Italia
»
,
risponde
Anceschi
.
[8]
Ma
purtroppo
parecchi
altri
si
lasciano
indurre
in
errore
da
quell'
assurdo
travisamento
dell'
antica
frase
.
[9]
Cardo
[10]
Leggo
nell'
articolo
di
uno
storico
che
,
per
conoscere
le
strade
antiche
di
due
villaggi
lombardi
,
bisogna
rifarsi
ai
cardi
romani
.
[11]
Avrebbe
dovuto
dire
,
mi
sembra
,
o
cardini
,
all'
italiana
,
o
cardines
,
alla
latina
.
[12]
Per
parecchi
secoli
l'
italiano
ha
assunto
migliaia
e
migliaia
di
parole
latine
,
quasi
sempre
tuttavia
assimilandole
secondo
uno
schema
preciso
:
ricorrendo
al
caso
accusativo
privato
della
desinenza
.
[13]
Ma
,
da
poco
più
di
un
secolo
,
gli
archeologi
hanno
introdotto
l'
uso
di
non
assimilare
più
allo
schema
italiano
le
parole
greche
e
latine
,
ma
di
mantenerle
intatte
al
nominativo
.
[14]
Così
invece
di
cardine
e
di
decumano
per
indicare
le
due
linee
perpendicolari
(
quella
da
nord
a
sud
,
e
quella
da
est
a
ovest
)
che
costituivano
gli
assi
principali
degli
accampamenti
e
degli
stanziamenti
romani
,
hanno
cominciato
a
dire
cardo
e
decumanus
.
[15]
Male
,
anzitutto
perché
così
si
è
perduta
,
o
resa
meno
ovvia
,
la
connessione
con
l'
aggettivo
cardinale
:
i
punti
cardinali
indicano
appunto
le
direzioni
dei
venti
riferite
a
un
cardine
.
[16]
Ma
trarre
poi
da
questo
cardo
latino
un
plurale
cardi
è
senz'
altro
inammissibile
.
[17]
Anche
per
evitare
confusioni
coi
cardi
vegetali
.
.
.
[18]
Virago
[19]
Pure
un
altro
latinismo
,
virago
,
dà
luogo
a
qualche
incertezza
nel
fare
il
plurale
.
[20]
Già
nell'
italiano
cinquecentesco
si
erano
avute
ambedue
le
forme
,
virago
e
viragine
:
ed
esse
si
mantengono
ancora
(
senz'
altra
differenza
,
sembra
,
che
il
ritmo
del
verso
o
della
prosa
)
in
Carducci
e
in
D'
Annunzio
.
[21]
Il
Carducci
parla
di
gentil
virago
ardita
e
di
slancio
di
viragine
;
il
D'
Annunzio
della
fede
d'
una
virago
e
dell'
agrezza
della
viragine
.
[22]
Ma
poi
tutti
e
due
quando
debbono
adoperare
il
plurale
preferiscono
spontaneamente
viragini
:
il
Carducci
scrive
due
viragini
belle
,
e
il
D'
Annunzio
una
grande
razza
di
viragini
alpestri
.
[23]
Fra
le
due
forme
parallele
sembra
che
in
questi
ultimi
anni
sia
venuto
prevalendo
vi
rago
.
[24]
Per
indicare
una
donna
che
ha
caratteri
prepotentemente
maschili
sembra
molto
adatto
un
nome
che
non
solo
include
nella
radice
il
concetto
di
virile
,
ma
che
termina
con
la
desinenza
o
,
spiccatamente
maschile
.
[25]
Il
guaio
è
anche
qui
la
formazione
del
plurale
.
[26]
Come
trattare
questa
parola
?
[27]
Come
mano
?
o
come
le
parole
di
recente
formazione
moto
,
radio
ecc
.
,
che
restano
invariabili
al
plurale
?
[28]
Ungaretti
ha
scritto
una
volta
«
il
suo
amare
le
virago
come
fossero
Ofelie
»
.
[29]
E
può
darsi
che
l'
uso
accetti
questa
forma
.
[30]
Anche
se
viragini
corrisponda
meglio
alla
struttura
del
nostro
lessico
.
[31]
Epicentro
[32]
Com'
è
noto
,
dal
Settecento
in
poi
nella
lingua
si
sono
infiltrate
,
con
abbondanza
sempre
maggiore
,
le
metafore
tratte
dalle
diverse
scienze
,
e
sono
ormai
diventate
così
numerose
che
quasi
non
ce
ne
accorgiamo
più
.
[33]
Quando
parliamo
di
convergenza
d'
idee
o
di
partiti
,
di
eclissi
di
una
certa
industria
,
di
atrofia
di
un
ufficio
,
di
pletora
d'
impiegati
,
adoperiamo
altrettante
parole
scientifiche
in
senso
figurato
.
[34]
E
questa
moda
s'
inquadra
così
bene
nella
tendenza
a
una
sempre
maggior
divulgazione
delle
scienze
,
che
sarebbe
inutile
lamentarsene
.
[35]
Dove
invece
i
lamenti
diventano
giustificati
,
è
quando
i
termini
scientifici
o
tecnici
sono
adoperati
a
sproposito
o
in
connessioni
incongrue
.
[36]
Non
siamo
stati
soli
a
lamentare
l'
assurdo
geometrico
delle
convergenze
parallele
.
[37]
Un
altro
termine
che
sta
acquistando
una
immeritata
diffusione
è
epicentro
.
[38]
L'
epicentro
,
come
si
sa
o
si
dovrebbe
sapere
,
è
quel
punto
della
superficie
terrestre
in
cui
una
scossa
sismica
giunge
per
prima
e
con
maggiore
intensità
;
e
corrisponde
all'
ipocentro
,
che
è
quel
luogo
sotterraneo
dove
è
avvenuta
la
frattura
o
lo
slittamento
di
rocce
che
hanno
provocato
il
terremoto
alla
superficie
.
[39]
Per
che
motivo
,
dunque
,
parlare
dell'
epicentro
d'
una
crisi
,
dell'
epicentro
di
una
sommossa
,
invece
che
,
più
semplicemente
e
più
correttamente
,
del
centro
?
[40]
Non
c'
entrano
le
origini
(
figuratamente
)
sotterranee
che
la
sommossa
può
avere
.
[41]
La
ragione
è
piuttosto
che
centro
è
stato
adoperato
in
troppi
usi
figurati
,
e
perciò
il
vocabolo
può
sembrare
ormai
poco
espressivo
.
[42]
Ma
sostituirlo
con
epicentro
è
appiccicargli
un
fronzolo
improprio
,
inutilmente
vistoso
.
[43]
Bruno
Migliorini
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