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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
VOCABOLARIO
Language column
Vocabolario
Author
Bruno Migliorini
Date
02
dicembre
1960
more header data
[1]
Ambage
[2]
Scrive
un
valente
storico
contemporaneo
che
un
uomo
politico
sentiva
disagio
per
«
gli
ambagi
della
via
fino
allora
seguita
»
.
[3]
Nulla
da
obiettare
per
il
significato
:
il
singolare
ambage
,
e
più
frequentemente
il
plurale
ambagi
,
oltre
che
il
significato
figurato
di
«
circonlocuzione
»
,
hanno
in
italiano
,
come
già
in
latino
,
il
senso
proprio
di
«
andamento
tortuoso
»
.
[4]
Basti
ricordare
la
nota
frase
che
Dante
adopera
nel
De
vulgari
eloquentia
per
le
errabonde
avventure
di
re
Artù
:
«
Artun
regis
ambages
pulcherrimae
»
,
ovvero
uno
dei
tanti
esempi
dannunziani
,
come
i
versi
delle
Laudi
:
«
la
danza
-
flngéa
con
ambagi
infinite
-
il
Laberinto
cretese
»
.
[5]
Ma
,
come
già
mostrano
questi
due
passi
,
la
parola
non
è
maschile
,
bensì
femminile
:
solo
(
lo
notammo
un’
altra
volta
a
proposito
di
acme
)
il
fatto
che
il
vocabolo
cominci
per
a
e
finisca
per
e
non
permette
di
sapere
subito
dalla
sua
forma
di
che
genere
è
;
e
chi
non
lo
sappia
deve
informarsi
su
quello
che
è
l’
uso
tradizionale
.
[6]
Groviera
[7]
È
,
come
tutti
sanno
,
il
formaggio
proveniente
dalla
piccola
regione
detta
Gruyère
,
nella
Svizzera
romanda
(
e
anche
le
più
o
meno
riuscite
imitazioni
,
perché
il
nome
d'
origine
non
è
legalmente
protetto
)
.
[8]
Quanto
alla
Gruyère
e
alla
sua
principale
cittadina
(
Gruyères
,
con
s
finale
)
,
esse
prendono
il
nome
dai
conti
che
nei
primi
secoli
dopo
il
Mille
le
governarono
:
nel
francese
antico
la
parola
gruyer
(
come
pure
il
suo
sinonimo
verdier
)
indicava
i
giudici
che
sovrintendevano
alle
acque
e
alle
foreste
,
e
viene
da
un’
antica
voce
germanica
che
significava
«
verde
»
.
[9]
Lo
stemma
della
Gruyère
,
la
gru
,
è
uno
dei
tanti
esempi
di
«
stemmi
parlanti
»
;
per
citarne
solo
un
altro
,
ricordiamo
il
gallo
della
Gallura
:
l’
ètimo
del
nome
della
subregione
sarda
è
incerto
,
ma
comunque
sembra
escluso
ogni
rapporto
originario
con
il
gallo
re
del
pollalo
o
con
i
Galli
della
Gallia
.
[10]
Province
o
provincie
?
[11]
È
uno
di
quei
casi
in
cui
l’
ortografia
italiana
oscilla
.
[12]
Vi
sono
grammatiche
e
vocabolari
che
consigliano
solo
la
prima
forma
,
altri
soltanto
la
seconda
;
e
i
tipografi
,
giustamente
si
lagnano
ora
delle
discordanze
degli
autori
,
ora
delle
lamentele
di
questi
,
se
i
revisori
tipografici
ardiscono
fare
qualche
ritocco
.
[13]
Visto
che
per
la
terminazione
dei
plurali
in
cia
e
in
gia
non
ci
si
può
appellare
all’
uso
,
anche
perché
si
tratta
di
un
problema
quasi
esclusivamente
grafico
,
la
difficoltà
sta
nel
fissare
la
regola
.
[14]
I
grammatici
sostanzialmente
seguono
una
delle
due
strade
seguenti
.
[15]
1
)
O
consigliano
in
generale
ce
e
ge
,
facendo
eccezione
solo
per
un
certo
numero
di
casi
,
quelli
in
cui
può
sorgere
equivoco
(
camicia
-
camicie
,
da
non
confondere
con
camice
)
e
quelli
in
cui
già
il
vocabolo
presentava
la
i
in
latino
,
e
quindi
non
è
sempre
assorbita
dalla
consonante
precedente
,
ma
può
riacquistare
pieno
valore
sillabico
(
per
esempio
fiducie
,
egregie
,
che
possono
nel
verso
essere
considerate
parole
sdrucciole
di
quattro
sillabe
)
.
[16]
2
)
O
invece
,
consigliano
di
seguire
senza
eccezioni
questa
regola
:
se
le
terminazioni
eia
e
gia
sono
precedute
da
vocale
,
si
scriva
eie
,
gie
,
se
sono
precedute
da
consonante
(
anche
le
stesse
ce
g
raddoppiate
,
oppure
sc
)
si
scriva
senza
i
:
non
solo
audacie
,
ferocie
,
ma
anche
ciliegie
,
valigie
;
e
invece
pance
e
anche
province
.
[17]
Quale
di
queste
due
regole
si
deve
preferire
?
[18]
Senza
dubbio
la
prima
è
storicamente
più
giustificata
,
ma
ha
questo
enorme
inconveniente
,
di
esigere
per
essere
applicata
la
conoscenza
del
latino
(
o
,
in
difetto
di
questo
,
lo
studio
di
lunghi
elenchi
)
.
[19]
Ora
,
qualunque
sia
stata
o
sia
l’
importanza
del
latino
nella
nostra
lingua
e
nella
nostra
cultura
,
non
mi
sembra
lecito
che
alcuna
regola
grammaticale
italiana
sia
formulata
in
modo
«
ancillare
»
,
rimettendo
cioè
la
scelta
a
distinzioni
fondate
sul
latino
.
[20]
Accetterei
perciò
senz’
altro
la
seconda
formulazione
,
che
nella
grande
maggioranza
dei
casi
dà
lo
stesso
risultato
della
prima
,
ma
è
in
grado
di
essere
applicata
anche
da
un
bambino
delle
prime
classi
elementari
.
[21]
E
,
di
conseguenza
,
scriverei
anche
province
.
[22]
Ma
perché
,
domanda
qualche
settentrionale
,
non
si
fa
un’
eccezione
per
fascie
e
striscie
?
[23]
Certo
chi
pronuncia
fassie
,
strissie
(
invece
che
fasce
e
strisce
con
il
suono
corretto
di
sc
)
sente
la
mancanza
della
i
:
ma
si
tratta
di
una
pronuncia
semidialettale
,
che
non
può
far
norma
.
[24]
Meglio
dunque
fasce
,
strisce
.
[25]
Apparentemente
[26]
Poco
prima
del
trionfo
elettorale
di
Kennedy
,
un
grande
giornale
di
Nuova
York
lo
indicava
ancora
(
secondo
la
frettolosa
traduzione
di
qualche
nostro
quotidiano
)
come
«
apparentemente
»
vincitore
.
[27]
Ma
il
nostro
apparentemente
non
rende
bene
la
voce
inglese
parònima
apparently
:
noi
,
dicendo
apparentemente
,
sottintendiamo
che
«
l’
apparenza
inganna
»
(
o
può
ingannare
)
,
mentre
il
vocabolo
inglese
vuol
dire
«
evidentemente
»
,
«
ovviamente
»
,
«
a
quel
che
si
vede
»
senza
che
ciò
implichi
alcuna
opposizione
con
ciò
che
veramente
è
.
[28]
(
Anzi
,
quello
che
i
nostri
astronomi
chiamano
tempo
vero
,
è
in
inglese
apparent
time
)
.
[29]
Bruno
Migliorni
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