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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
VOCABOLARIO
Language column
Vocabolario
Author
Bruno Migliorini
Date
01
gennaio
1961
more header data
[1]
Gli
accenti
grafici
[2]
Una
recente
noterella
di
questa
rubrica
sull’
utilità
di
segnare
regolarmente
o
,
comunque
,
meno
parcamente
gli
accenti
tonici
mi
ha
procurato
parecchi
consensi
.
[3]
Tuttavia
,
poiché
ho
avuto
anche
occasione
di
asserire
che
«
per
una
serie
di
ragioni
,
in
parte
futili
e
in
parte
fondate
»
,
l’
italiano
non
usa
segnare
l’
accento
sulle
sdrucciole
,
qualcuno
mi
ha
domandato
:
Quali
sono
queste
ragioni
?
[4]
E
sono
davvero
così
forti
da
impedire
che
si
giunga
ad
accentare
stabilmente
le
parole
,
in
modo
da
agevolare
sia
gli
stranieri
,
sia
gli
italiani
meno
colti
?
[5]
C’
è
anzitutto
una
ragione
pratica
:
quale
autorità
potrebbe
prendere
una
tal
decisione
?
[6]
Per
lo
spagnolo
,
che
è
la
lingua
la
cui
struttura
più
si
avvicina
alla
nostra
,
si
è
giunti
ad
una
accettazione
obbligatoria
attraverso
parecchie
fasi
,
sotto
gli
auspici
dell’
Accademia
Spagnola
.
[7]
Per
la
grafia
portoghese
(
che
ha
un
sistema
di
accenti
piuttosto
complicato
e
,
in
fondo
,
assai
poco
rispettato
)
sono
intervenuti
il
governo
portoghese
e
quello
brasiliano
,
dopo
alcune
riunioni
di
dotti
.
[8]
In
Italia
una
storia
plurisecolare
sta
a
dimostrare
che
il
pubblico
è
riluttante
ad
accettare
per
la
lingua
qualunque
decisione
presa
dall’
alto
.
[9]
E
i
numerosi
tentativi
fatti
da
singoli
scrittori
(
il
Cattaneo
,
il
Panzini
)
non
hanno
attecchito
.
[10]
Forse
la
via
più
semplice
–
ove
si
potesse
giungere
a
una
soluzione
largamente
accettabile
–
sarebbe
che
lo
Stato
rendesse
obbligatorie
le
norme
per
tutte
le
pubblicazioni
ufficiali
,
e
poi
,
con
un
congruo
intervallo
,
per
i
libri
scolastici
.
[11]
Ma
le
difficoltà
intrinseche
sono
due
.
[12]
Una
è
questa
:
per
definire
esattamente
le
parole
sdrucciole
,
bisognerebbe
poter
dare
una
definizione
univoca
dei
dittonghi
e
degli
altri
gruppi
di
vocali
,
accessibile
anche
a
un
bambino
delle
prime
classi
elementari
.
[13]
Le
parole
ciliegia
e
Italia
sono
sdrucciole
o
no
?
[14]
Ciliegia
certo
no
;
per
Italia
si
può
discutere
.
[15]
Ma
il
compianto
Giuseppe
Malagòli
ha
girato
elegantemente
la
questione
teorica
trasformandola
in
una
questione
pratica
:
egli
ha
proposto
di
escludere
dal
computo
tutte
le
i
e
le
u
che
precedono
immediatamente
la
vocale
finale
,
qualunque
sia
la
loro
natura
;
e
quindi
di
considerare
parole
piane
sia
ciliegia
che
Italia
.
[16]
L’
altra
difficoltà
è
molto
più
grave
.
[17]
Non
vi
è
uniformità
nell’
uso
dell’
accento
,
perché
alcuni
tengono
conto
solo
dell’
accento
tonico
,
e
altri
invece
si
servono
dell’
accento
non
soltanto
per
indicare
la
posa
della
voce
,
ma
anche
le
vocali
aperte
e
chiuse
(
la
pésca
e
la
pèsca
,
le
bòtte
e
la
bótte
)
.
[18]
Non
solo
:
c’
è
chi
come
il
Touring
Club
adopera
l’
accento
acuto
nell’
interno
di
una
parola
e
il
grave
alla
fine
(
Itália
,
ma
Cefalù
)
;
chi
adopera
la
regola
l’
acuto
per
i
e
u
(
come
Mondadori
e
Zanichelli
)
,
chi
(
come
per
lo
più
le
tipografie
fiorentine
)
sempre
ì
e
ù
.
[19]
Ma
soprattutto
il
decidere
se
l’
accento
deve
aver
valore
puramente
tonico
,
oppure
servire
anche
a
distinguere
le
vocali
aperte
da
quelle
chiuse
è
molto
importante
.
[20]
Fino
a
quando
non
si
giungerà
a
una
soluzione
definitiva
,
ci
permetteremmo
di
consigliare
due
cose
:
accentare
stabilmente
le
parole
sdrucciole
che
possano
confondersi
con
le
piane
(
àmbito
,
sùbito
)
,
e
accentare
le
parole
meno
frequenti
(
ètimo
,
endòcrino
)
.
[21]
Accessit
[22]
Un
lettore
mi
domanda
se
sono
disposto
a
dare
l’
accessit
a
un
certo
vocabolo
.
[23]
A
parte
il
fatto
che
non
spetta
a
me
dare
una
qualsiasi
specie
di
nulla-osta
,
e
che
tutt’
al
più
ritengo
di
poter
dare
qualche
consiglio
,
mi
permetto
di
osservargli
che
l’
uso
di
accessit
in
questo
significato
è
abusivo
.
[24]
Nelle
premiazioni
scolastiche
,
quando
ancora
si
facevano
in
latino
,
dopo
il
primo
premio
si
diceva
che
uno
o
più
altri
si
erano
«
avvicinati
»
al
premiato
(
accessit
vuol
dire
infatti
«
si
è
accostato
»
)
.
[25]
Il
francese
ha
conservato
ancora
quest’
uso
,
e
gli
accessit
sono
i
«
secondi
premi
»
.
[26]
Ma
in
italiano
la
somiglianza
con
il
sostantivo
accesso
ha
fatto
sì
che
il
termine
sia
spesso
male
interpretato
;
ed
è
un
errore
da
non
imitare
.
[27]
Algerino
[28]
In
francese
si
distingue
nettamente
fra
Algérien
«
abitante
dell’
Algeria
»
e
Algérois
«
abitante
della
città
di
Algieri
»
;
e
qualcuno
ha
rilevato
che
una
analoga
distinzione
(
Algerino
e
Algerese
)
potrebbe
essere
utile
anche
in
italiano
,
ora
che
le
cronache
sono
piene
di
notizie
della
martoriata
regione
.
[29]
Ma
allora
non
bisognerà
distinguere
(
potrebbe
osservare
qualcuno
)
anche
tanti
altri
casi
analoghi
,
come
Tunisino
,
Lussemburghese
,
Messicano
,
Monegasco
,
Sammarinese
,
che
ora
servono
senza
gravi
inconvenienti
a
tutti
e
due
i
significati
?
[30]
Si
può
osservare
che
la
coniazione
di
questi
nomi
etnici
è
una
conseguenza
di
un
particolare
interesse
suscitato
dalla
storia
–
o
dalla
cronaca
–
:
e
quindi
può
darsi
che
qualche
volta
la
necessità
sorga
,
e
qualche
altra
volta
no
.
[31]
E
del
resto
per
alcuni
di
essi
(
Monegasco
,
Sammarinese
)
la
piccolezza
del
territorio
fa
sì
che
i
due
concetti
pressappoco
coincidano
(
nello
stesso
modo
che
non
c’
è
bisogno
di
solito
di
distinguere
con
un
nome
diverso
l’
abitante
della
città
di
Bologna
e
l’
abitante
della
provincia
di
Bologna
)
.
[32]
Tuttavia
Parmigiano
si
dice
piuttosto
per
la
città
e
Parmese
per
il
territorio
(
ma
anche
Parmense
può
riferirsi
alla
città
quando
se
ne
parla
con
solennità
retorica
)
.
[33]
La
distinzione
è
costantemente
applicata
invece
(
dopo
qualche
oscillazione
nei
secoli
passati
)
per
Veneziano
e
Veneto
:
e
non
vi
sapremmo
in
alcun
modo
rinunciare
.
[34]
Bruno
Migliorini
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