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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Commiato
Language column
Parole al Sole
Author
Rosario Coluccia
Date
30
agosto
2015
more header data
[1]
Armonioso
e
musicale
l’
italiano
,
che
bellezza
[2]
Oltre
dubbi
ed
errori
,
uniti
dall’
idioma
.
[3]
La
lingua
è
viva
,
evviva
la
lingua
[4]
Scuola
e
università
hanno
il
compito
di
orientare
i
ragazzi
.
[5]
L’
obiettivo
è
saper
parlare
e
scrivere
in
modo
adeguato
nei
vari
contesti
[6]
La
rubrica
settimanale
«
Parole
al
sole
»
volge
al
termine
.
[7]
Non
sta
a
me
giudicare
,
non
so
dire
se
abbia
funzionato
o
meno
.
[8]
Di
sicuro
ha
incuriosito
.
[9]
Ricevo
lettere
e
telefonate
,
con
domande
varie
:
si
conosce
l’
etimologia
di
supplì
?
perché
lo
stesso
cibo
in
alcune
zone
del
Salento
si
chiama
turcinieddu
(
con
varianti
)
e
in
altre
gnummarieddu
(
con
varianti
)
?
si
può
usare
il
terribile
attimino
con
riferimento
non
al
tempo
ma
ad
altre
dimensioni
(
«
un
attimino
più
corto
»
,
«
un
attimino
meno
bollente
»
)
?
come
comportarci
di
fronte
ai
neologismi
della
lingua
radiotelevisiva
e
giornalistica
?
si
deve
usare
la
-s
per
il
plurale
di
parole
inglesi
entrate
nell’
italiano
o
sono
corrette
le
forme
«
i
bar
»
,
«
i
film
»
,
«
gli
sport
»
,
«
i
computer
»
?
[10]
In
molti
casi
i
dubbi
sono
più
sottili
,
riguardano
la
coesistenza
di
pronunzie
(
e
grafie
)
oscillanti
:
sogniamo
~
sognamo
,
familiare
~
famigliare
,
spegnere
~
spengere
;
o
le
coppie
succube
~
succubo
,
apersi
~
aprii
,
devo
~
debbo
,
insieme
a
~
insieme
con
,
malgrado
l’
avesse
avvisato
~
malgrado
che
l’
avesse
avvisato
,
tre
e
mezzo
~
tre
e
mezza
(
riferito
all’
ora
)
,
senza
te
~
senza
di
te
.
[11]
Si
dice
è
piovuto
o
ha
piovuto
(
uso
oscillante
degli
ausiliari
essere
e
avere
in
alcuni
intransitivi
)
,
i
baci
che
ti
ho
dato
o
che
ti
ho
dati
(
doppia
reggenza
del
participio
passato
)
?
[12]
Le
discussioni
sulla
stampa
,
le
trasmissioni
radiofoniche
e
televisive
dedicate
alla
lingua
italiana
,
da
un
lato
costituiscono
sintomo
di
interesse
reale
verso
certi
temi
anche
da
parte
del
pubblico
dei
non
specialisti
;
nello
stesso
tempo
tradiscono
incertezza
,
da
parte
dei
parlanti
,
sulle
scelte
linguistiche
da
adottare
e
sul
giudizio
riservato
alle
tendenze
in
atto
.
[13]
Non
dobbiamo
disperarci
di
fronte
ai
dubbi
,
l’
abbiamo
detto
fin
dalla
prima
puntata
.
[14]
Per
la
prima
volta
nella
storia
siamo
diventati
un
paese
linguisticamente
unito
,
gran
parte
degli
italiani
parla
italiano
,
pur
in
forme
a
volte
un
po’
vacillanti
.
[15]
Nonostante
i
problemi
che
la
nuova
situazione
comporta
la
lingua
italiana
,
collante
della
nostra
storia
,
è
finalmente
patrimonio
collettivo
e
diffuso
,
nella
variabilità
delle
sue
manifestazioni
.
[16]
Nell’
uso
parlato
e
scritto
di
media
formalità
domina
un
tipo
di
lingua
che
si
differenzia
dallo
“
standard
”
ufficiale
e
accoglie
tratti
che
possono
colpire
.
[17]
Il
“
che
”
polivalente
,
con
varie
funzioni
:
con
funzione
temporale
,
«
maledetto
il
giorno
che
t’
ho
incontrato
»
s’
intitola
un
film
di
Verdone
(
molto
meno
efficace
suonerebbe
«
maledetto
il
giorno
nel
quale
ti
ho
incontrato
»
)
;
con
funzione
finale
,
consecutiva
o
causale
:
«
vieni
che
ti
pettino
»
(
chi
mai
direbbe
o
scriverebbe
:
«
vieni
affinché
/
in
modo
che
io
ti
pettini
»
?
)
;
«
aspetta
che
te
lo
spiego
»
(
chi
mai
direbbe
o
scriverebbe
:
«
aspetta
affinché
/
in
modo
che
io
te
lo
spieghi
»
?
)
;
«
voglio
una
vita
spericolata
,
voglio
una
vita
che
non
è
mai
tardi
»
,
proclama
Vasco
Rossi
(
chi
mai
direbbe
o
scriverebbe
:
«
voglio
una
vita
tale
che
/
fatta
in
modo
che
non
sia
mai
tardi
»
?
)
.
[18]
Il
“
ci
”
attualizzante
:
«
ci
ho
fame
,
ci
ho
sonno
,
ci
hai
ragione
»
.
[19]
Le
concordanze
a
senso
:
«
una
ventina
di
automobili
restarono
bloccate
nella
neve
»
;
«
un
milione
di
persone
hanno
sfilato
per
le
vie
di
Roma
»
.
[20]
Le
frasi
segmentate
:
«
a
me
,
non
me
la
fai
»
;
«
quello
che
sai
tu
,
lo
sanno
tutti
»
.
[21]
Il
doppio
dativo
:
«
a
me
mi
piace
il
mare
»
cantavano
con
ironia
Cochi
e
Renato
,
testo
di
Iannacci
.
[22]
Lui
,
lei
e
loro
pronomi
soggetto
:
non
servono
esempi
,
oggi
sono
la
norma
,
nell’
ottocento
erano
sentiti
spesso
come
errori
.
[23]
Che
fare
di
fronte
all’
italiano
che
cambia
?
[24]
Associazioni
scientifiche
(
ASLI
)
,
accademie
e
società
importanti
(
Crusca
,
Lincei
,
Dante
Alighieri
)
consigliano
e
indirizzano
.
[25]
Attraverso
il
proprio
sito
(
www
.
accademiadellacrusca
.
it
)
l’
Accademia
della
Crusca
mette
a
disposizione
un
servizio
di
consulenza
rivolto
a
coloro
che
cercano
informazioni
e
chiarimenti
grammaticali
e
lessicali
,
spiegazioni
di
fenomeni
linguistici
,
origine
e
storia
delle
parole
.
[26]
Una
redazione
sceglie
i
quesiti
ai
quali
rispondere
,
in
base
alla
ricorrenza
e
all’
interesse
,
e
pubblica
le
risposte
sulle
pagine
del
sito
.
[27]
Il
sito
è
gratuito
,
chiunque
può
accedervi
e
porre
quesiti
,
la
Crusca
risponde
.
[28]
La
scuola
e
l’
università
hanno
un
compito
decisivo
,
guidare
i
ragazzi
a
orientarsi
tra
norma
e
uso
,
tra
oscillazioni
e
incertezze
,
dare
una
bussola
.
[29]
Non
esistono
ricette
miracolose
,
vale
l’
azione
continua
in
classe
e
l’
impegno
intelligente
e
informato
dei
professori
,
come
sempre
.
[30]
Con
una
precisazione
.
[31]
Bisogna
intervenire
e
guidare
,
non
va
bene
il
lassismo
indiscriminato
o
il
lasciar
far
senza
regole
:
anche
in
linguistica
,
come
in
altri
campi
,
il
liberismo
sfrenato
produce
danni
.
[32]
Si
tratta
di
comprendere
indicando
i
punti
di
crisi
,
offrendo
soluzioni
ragionevoli
,
agendo
da
osservatori
attenti
al
presente
e
rispettosi
della
storia
,
non
da
terapeuti
scriteriati
o
infingardi
.
[33]
Abbiamo
più
volte
indicato
l’
obiettivo
:
saper
parlare
e
scrivere
in
modo
adeguato
nei
differenti
contesti
,
la
lingua
cambia
al
variare
delle
forme
della
comunicazione
.
[34]
Secondo
il
«
Laboratoire
européen
d’
anticipation
politique
-
Europe
2020
»
,
le
maggiori
tendenze
linguistiche
dei
prossimi
anni
saranno
:
rinascita
del
francese
,
fine
dell’
anglo-americano
come
lingua
egemonica
della
modernità
,
uso
crescente
del
russo
nell’
Europa
centro-orientale
,
crescita
a
livello
internazionale
dello
spagnolo
.
[35]
Non
so
se
queste
previsioni
siano
fondate
e
perché
non
si
considerino
le
lingue
parlate
da
miliardi
di
individui
in
Cina
,
in
India
,
in
Brasile
.
[36]
Con
una
punta
di
rammarico
segnalo
l’
assenza
dell’
italiano
,
dotato
di
una
storia
gloriosa
ma
oggi
forse
più
considerato
all’
estero
che
in
patria
.
[37]
Una
fortunata
antologia
di
Umberto
Eco
del
2004
alquanto
ambiziosamente
aspirava
a
ricostruire
la
Storia
della
bellezza
attraverso
le
immagini
di
centinaia
di
capolavori
pittorici
di
tutti
i
tempi
e
una
vasta
antologia
di
testi
,
da
Pitagora
ai
giorni
nostri
.
[38]
Nelle
intenzioni
,
il
libro
serviva
a
illustrare
le
modalità
attraverso
le
quali
nel
tempo
e
stata
variamente
concepita
la
bellezza
della
natura
,
dei
fiori
,
degli
animali
,
dei
corpi
umani
,
degli
astri
,
dei
rapporti
matematici
,
della
luce
,
delle
pietre
preziose
,
degli
abiti
,
di
Dio
e
del
Diavolo
.
[39]
Non
si
può
certo
dire
che
l’
aspirazione
a
definire
la
bellezza
sia
tramontata
.
[40]
Lo
fa
a
modo
suo
Paolo
Sorrentino
nel
film
di
grande
successo
del
2013
.
[41]
C’
è
un
precedente
,
direttamente
riferito
alla
lingua
.
[42]
Nelle
Confessioni
del
cavaliere
d’
industria
Felix
Krull
il
direttore
d’
albergo
Stürtzli
,
che
parla
«
un
tedesco
colorato
di
svizzero
»
,
interroga
Krull
,
il
quale
aspira
a
un
posto
di
fattorino
:
il
colloquio
ha
lo
scopo
di
verificare
la
conoscenza
che
il
candidato
ha
delle
lingue
,
dote
necessaria
per
svolgere
adeguatamente
l’
incarico
.
[43]
Il
romanzo
di
Mann
naturalmente
è
in
tedesco
,
ma
nella
circostanza
i
protagonisti
colloquiano
direttamente
in
varie
lingue
.
[44]
Alla
richiesta
del
direttore
di
indicare
se
conosce
il
francese
,
l’
aspirante
fattorino
risponde
con
prontezza
:
«
Cette
langue
de
l’
elegance
,
de
la
civilisation
,
de
l’
esprit
,
elle
est
la
langue
de
la
conversation
,
la
conversa-
tion
elle-même
»
.
[45]
La
domanda
sulla
conoscenza
dell’
inglese
ottiene
la
seguente
risposta
:
«
I
certainly
do
,
Sir
.
Of
course
,
Sir
,
quite
naturally
I
do
.
(
.
.
.
)
In
my
opinion
,
English
is
the
language
of
the
future
,
Sir
»
.
[46]
Ed
ecco
la
replica
alla
domanda
sulla
conoscenza
dell’
italiano
:
«
Ma
signore
,
che
cosa
mi
domanda
?
Sono
innamorato
di
questa
bellissima
lingua
,
la
più
bella
del
mondo
.
Ho
bisogno
soltanto
d’
aprire
la
mia
bocca
e
involontariamente
diventa
il
fonte
di
tutta
l’
armonia
di
quest’
idioma
celeste
.
Si
,
caro
signore
,
per
me
non
c’
è
dubbio
che
gli
angeli
del
cielo
parlano
italiano
.
Impossibile
d’
immaginare
che
queste
beate
creature
si
servano
d’
una
lingua
meno
musicale
»
.
[47]
L’
aggettivo
conclusivo
,
«
musicale
»
,
senza
saperlo
anticipa
la
formula
notissima
,
coniata
decenni
dopo
,
che
etichetta
l’
italiano
come
vera
e
propria
«
lingua
per
la
musica
»
(
ne
abbiamo
parlato
nella
terza
puntata
)
.
[48]
Il
superlativo
precedente
,
«
bellissima
lingua
,
la
più
bella
del
mondo
»
,
insiste
in
maniera
per
noi
gratificante
sulla
qualità
della
bellezza
.
[49]
Lo
stereotipo
garantisce
,
senza
bisogno
di
spiegazioni
,
il
marchio
della
bellezza
alla
nostra
lingua
:
una
simile
opinione
era
nel
Settecento
una
certezza
di
massa
,
i
viaggiatori
colti
stranieri
venivano
a
visitare
il
nostro
paese
e
ne
imparavano
la
lingua
;
ma
assicuro
che
personalmente
mi
è
capitato
di
ascoltare
parole
simili
anche
ai
nostri
giorni
.
[50]
Il
collegamento
tra
l’
Italia
,
la
sua
lingua
e
il
“
bello
”
(
nelle
diverse
manifestazioni
)
richiama
alla
mente
il
successo
che
il
modo
di
vivere
«
all’
italiana
»
ha
spesso
nel
mondo
,
anche
al
di
là
dei
nostri
meriti
:
il
fatto
induce
a
un
certo
ottimismo
,
pur
in
momenti
oggettivamente
difficili
,
per
la
lingua
e
per
tutto
.
[51]
La
nostra
lingua
sarà
quello
che
sapranno
essere
gli
italiani
(
ammoniva
Gino
Capponi
un
secolo
e
mezzo
fa
)
.
[52]
Con
questa
dichiarazione
di
fiducia
in
noi
stessi
,
temeraria
ma
elegante
,
mi
piace
chiudere
la
rubrica
.
[53]
Ma
forse
i
fili
non
si
interromperanno
,
chissà
.
[54]
“
Occorre
avere
fiducia
in
noi
stessi
.
Come
ammoniva
Gino
Capponi
la
nostra
lingua
sarà
quelo
che
sapranno
essere
gli
italiani
.
”
Text view
•
Paragraph view