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Maarten Janssen, 2014-
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Passato
Language column
Parole al Sole
Author
Rosario Coluccia
Date
24
agosto
2015
more header data
[1]
La
storia
siamo
noi
[2]
Basta
saperla
conservare
[3]
Il
turismo
culturale
è
una
vera
risorsa
per
il
Salento
[4]
La
scarsa
attenzione
al
patrimonio
artistico
e
culturale
ha
procurato
“
ferite
”
al
territorio
[5]
Occorre
cambiare
verso
[6]
Nel
1448
il
galatinese
Nicolò
di
Ingegne
,
«
cavaliero
et
medico
»
,
componeva
un
«
Librecto
di
pestilencia
»
,
un
trattato
sulla
peste
,
che
dedicava
al
principe
di
Lecce
e
Taranto
,
Giovanni
Antonio
Orsini
del
Balzo
,
lo
stesso
al
quale
si
deve
l’
edificio
leccese
che
tutti
conoscono
come
“
Torre
del
Parco
”
.
[7]
Quel
manoscritto
si
trova
a
Parigi
,
nella
Bibliotheque
Nationale
de
France
.
[8]
Negli
anni
ottanta
del
secolo
XV
Angilberto
del
Balzo
,
conte
di
Ugento
e
duca
di
Nardò
,
signoreggiava
un
piccolo
feudo
collocato
nell’
estrema
periferia
meridionale
d’
Italia
;
li
aveva
radunato
una
discreta
collezione
libraria
,
manoscritti
e
stampe
in
parte
confezionati
in
loco
e
in
parte
di
provenienza
esterna
.
[9]
In
un
inventario
coevo
si
legge
:
«
Jtem
lo
libro
del
rescripto
del
Theseo
»
.
[10]
Dietro
quella
etichetta
si
cela
un
commento
di
un
anonimo
salentino
al
Teseida
di
Boccaccio
:
anche
questo
manoscritto
(
come
l’
opera
di
Nicolo
di
Ingegne
)
è
conservato
nella
stessa
biblioteca
parigina
.
[11]
Lì
,
a
Parigi
,
ci
sono
altri
libri
di
provenienza
salentina
:
una
trentina
,
piccola
parte
residua
di
un
numero
assai
più
grande
,
più
di
un
centinaio
,
volumi
distrutti
o
dispersi
chissà
dove
.
[12]
Rimaste
a
lungo
ignorate
o
trascurate
,
queste
opere
(
il
trattato
sulla
peste
,
il
commento
a
Boccaccio
)
sono
oggi
pubblicate
da
due
bravi
giovani
studiosi
di
Unisalento
(
V
.
L
.
Castrignanò
,
M
.
Maggiore
)
,
con
commenti
linguistici
di
prim’
ordine
che
bene
ci
informano
sulla
lingua
antica
della
regione
.
[13]
Come
sono
finiti
a
Parigi
i
manoscritti
salentini
?
[14]
Il
re
di
Napoli
confiscò
quei
beni
(
insieme
a
molti
altri
)
ai
feudatari
che
considerava
,
a
ragione
o
a
torto
,
a
lui
infedeli
.
[15]
Trasferiti
a
Napoli
,
i
libri
furono
poi
spostati
in
Francia
alla
fine
del
secolo
XV
da
Carlo
VIII
,
sceso
in
Italia
nella
speranza
d’
impadronirsi
del
regno
di
Napoli
ma
dopo
un
po’
costretto
a
ritornarsene
in
patria
,
portando
via
con
sé
quanto
aveva
potuto
arraffare
.
[16]
Dal
Salento
a
Napoli
,
da
Napoli
a
Parigi
,
così
va
la
storia
.
[17]
Eppure
molto
si
scriveva
,
in
quei
secoli
.
[18]
In
una
fascia
ampia
del
territorio
salentino
,
da
Otranto
fino
a
Gallipoli
passando
per
Galatina
,
si
usava
il
greco
(
la
lingua
continua
in
pochi
centri
della
«
Grecia
salentina
»
,
la
sentiamo
nei
canti
della
«
pizzica
»
)
.
[19]
L’
abbazia
di
Casole
,
vicino
Otranto
(
purtroppo
distrutta
,
è
rimasto
in
piedi
solo
un
muro
)
,
costituì
per
secoli
uno
dei
tramiti
più
importanti
di
trasmissione
all’
intero
occidente
della
cultura
greca
e
bizantina
.
[20]
L’
assalto
dei
turchi
del
1480-81
e
le
successive
devastazioni
distrussero
quel
centro
,
nel
quale
i
monaci
ricopiavano
con
meticolosità
e
attenzione
opere
della
classicità
greca
e
della
cultura
bizantina
.
[21]
Quelle
preziose
testimonianze
della
nostra
storia
sono
oggi
conservate
nella
Apostolica
Vaticana
,
nella
Ambrosiana
di
Milano
,
nella
Laurenziana
e
nella
Nazionale
di
Firenze
,
in
altre
biblioteche
sparse
per
il
mondo
.
[22]
Lo
sappiamo
da
studi
importanti
,
apparsi
in
sedi
internazionali
.
[23]
Fiorentissima
era
anche
la
cultura
ebraica
:
gruppi
molto
attivi
si
sono
stanziati
per
secoli
nella
nostra
terra
,
fino
alla
diaspora
che
tra
Quattro
e
Cinquecento
scaccio
quella
etnia
verso
terre
più
lontane
,
in
Grecia
e
oltre
.
[24]
Tracce
della
loro
presenza
conservano
edifici
e
toponomastica
leccesi
:
la
sinagoga
,
il
ghetto
,
via
Abramo
Balmes
,
ecc
.
[25]
A
Lecce
,
a
Nardò
,
in
altri
centri
furono
scritti
centinaia
di
codici
in
lingua
ebraica
,
di
argomento
scientifico
,
medico
,
filosofico
,
letterario
:
nulla
e
rimasto
in
sede
,
la
maggior
parte
di
quei
codici
sono
all’
estero
,
molti
negli
Stati
Uniti
.
[26]
Bisogna
chiedersi
:
come
è
successo
tutto
questo
,
perché
quasi
nulla
di
quanto
questa
terra
ha
prodotto
nel
passato
vi
è
rimasto
,
per
essere
conosciuto
,
studiato
,
ammirato
?
[27]
Ci
sono
stati
,
certo
,
spoliazioni
e
furti
.
[28]
Ma
hanno
pesato
,
ancor
più
,
incuria
e
disinteresse
da
parte
delle
popolazioni
locali
:
avrei
mille
episodi
da
raccontare
,
se
ci
fosse
il
tempo
.
[29]
È
avvenuto
con
i
manoscritti
,
con
i
monumenti
(
per
fortuna
le
pietre
resistono
più
della
carta
,
ma
possono
essere
distrutte
come
è
capitato
a
Càsole
;
e
come
sta
succedendo
con
l’
abbazia
di
San
Mauro
,
dove
in
questi
giorni
con
soldi
pubblici
si
costruiscono
i
cosiddetti
percorsi
turistici
a
ridosso
dell’
abbazia
,
per
arrivarci
in
auto
,
per
non
fare
pochi
passi
!
)
e
con
i
dipinti
.
[30]
La
riscoperta
della
straordinaria
pala
d'
altare
dei
Santi
Giacomo
e
Filippo
,
eseguita
per
Lecce
da
uno
dei
geni
della
pittura
italiana
del
Cinquecento
,
Paolo
Veronese
,
entrata
alla
fine
dell'
Ottocento
nella
National
Gallery
of
Ireland
a
Dublino
,
è
il
frutto
più
clamoroso
di
una
capillare
campagna
di
ricerca
sulla
pittura
veneta
in
Puglia
che
da
anni
vede
impegnato
,
sotto
la
guida
di
Marco
Tanzi
(
ordinario
di
storia
dell’
arte
)
,
un
gruppo
di
ricercatori
del
Dipartimento
di
Beni
Culturali
di
Unisalento
.
[31]
Il
dipinto
,
nato
per
una
committenza
leccese
,
non
è
più
in
sede
;
come
accade
a
molte
opere
d'
arte
che
per
varie
ragioni
vengono
allontanate
dalle
ubicazioni
originarie
.
[32]
All'
inizio
dell’
età
moderna
numerosi
artisti
settentrionali
e
di
grande
fama
(
Pordenone
,
Savoldo
,
Alessandro
Fracanzano
,
Artemisia
Gentileschi
,
per
non
citarne
che
alcuni
)
si
trasferiscono
a
lavorare
in
Puglia
o
in
Puglia
inviano
opere
importanti
,
influendo
in
maniera
decisiva
sullo
sviluppo
dell'
arte
nell'
intera
penisola
.
[33]
Nello
stesso
tempo
importanti
opere
vengono
prodotte
da
artisti
pugliesi
-
in
parte
noti
e
in
molti
casi
da
riscoprire
quasi
per
intero
-
attivi
tra
il
territorio
regionale
e
il
Nord
.
[34]
Con
queste
ricerche
si
ridisegna
una
parte
importante
della
storia
dell’
arte
moderna
.
[35]
Manoscritti
e
tele
dispersi
non
rientreranno
mai
fisicamente
in
Salento
:
per
capirci
,
rientreranno
mai
in
Egitto
le
mummie
del
museo
torinese
?
e
in
Grecia
i
fregi
del
Partenone
?
[36]
Ma
qualcosa
si
può
fare
.
[37]
Oggi
la
tecnologia
,
mediante
la
digitalizzazione
di
manoscritti
e
dipinti
,
consente
la
ricomposizione
virtuale
di
quell’
importantissimo
patrimonio
,
attualmente
disperso
e
quasi
ignorato
.
[38]
Le
opere
possono
essere
riprodotte
e
descritte
,
corredate
di
schede
informative
e
di
bibliografia
,
messe
a
disposizione
di
studiosi
e
di
“
semplici
”
interessati
:
potrebbero
così
,
almeno
virtualmente
,
rientrare
nella
terra
dove
furono
prodotte
molti
secoli
fa
.
[39]
Il
patrimonio
del
passato
può
essere
ricomposto
e
riconsegnato
alla
comunità
,
in
forma
virtuale
.
[40]
Lo
si
fa
con
i
manoscritti
(
vi
si
impegnano
giovani
ricercatori
di
Unisalento
:
A
.
Montinaro
,
A
.
Capone
,
L
.
Rizzo
)
,
lo
si
fa
con
le
opere
d’
arte
(
gruppo
di
Beni
Culturali
)
.
[41]
Le
istituzioni
,
per
fortuna
consapevoli
,
sono
chiamate
a
collaborare
.
[42]
Lavori
importanti
sono
apparsi
,
altri
se
ne
annunziano
,
molte
iniziative
sono
in
corso
.
[43]
Il
guanto
è
lanciato
,
la
sfida
è
in
pieno
svolgimento
.
[44]
Occorre
il
lavoro
degli
specialisti
,
occorre
la
consapevolezza
delle
istituzioni
e
della
popolazione
.
[45]
Le
testimonianze
del
passato
non
interessano
solo
pochi
,
sono
la
nostra
vita
e
vanno
custodite
.
[46]
Vale
per
la
cultura
come
vale
per
l’
ambiente
:
e
invece
di-
struggiamo
coste
,
inquiniamo
,
disseminiamo
le
città
e
le
campagne
di
rifiuti
.
[47]
Percorrendo
la
superstrada
Lecce-Brindisi
si
vedono
cumuli
di
spazzatura
nelle
piazzole
di
sosta
.
[48]
Mi
chiedo
:
quale
perversità
ottenebra
la
mente
di
chi
carica
in
macchina
sacchetti
di
rifiuti
e
magari
oggetti
ingombranti
,
imbocca
la
superstrada
e
nelle
piazzole
scarica
le
immondizie
?
[49]
Non
sarebbe
più
comodo
usare
i
cassonetti
appositi
?
[50]
Chi
nasce
in
una
terra
dove
campanili
,
facciate
,
balconi
educano
al
bello
come
può
comportarsi
in
maniera
così
vigliacca
?
[51]
Scuola
e
università
non
si
stanchino
di
raccomandare
comportamenti
giusti
!
[52]
Un
Salento
virtuoso
e
orgoglioso
del
passato
sarebbe
una
risorsa
anche
economica
.
[53]
Non
solo
mare
e
sole
,
nei
due
mesi
estivi
.
[54]
Turismo
culturale
,
con
pubblico
in
parte
diverso
(
meno
variopinto
e
tiratardi
)
,
quasi
tutto
l’
anno
,
con
l’
aiuto
del
clima
favorevole
e
di
una
storia
meravigliosa
.
[55]
Me
lo
fece
notare
,
anni
fa
,
un
carissimo
amico
tedesco
che
d’
inverno
si
fermava
a
lungo
da
noi
e
apprezzava
questa
terra
più
di
molti
salentini
.
[56]
La
cultura
e
la
storia
,
conosciute
e
valorizzate
,
possono
diventare
risorsa
economica
:
non
sono
un
politico
né
un
imprenditore
ma
,
se
dovessi
decidere
,
su
questo
punterei
.
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