Chair
Contact
Login
TEITOK
Digital Corpus Library
TEITOK
CronIT
Available Corpora
CronIT
Home
Search
Browse
Powered by
<TEI:TOK>
Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Charm english
Language column
Parole al Sole
Author
Rosario Coluccia
Date
24
luglio
2016
more header data
[1]
L’
esterofilia
salta
in
bocca
[2]
L’
invasione
degli
anglicismi
:
da
quelli
necessari
a
quelli
del
tutto
superflui
[3]
Così
l’
idioma
perde
la
sua
specificità
[4]
Di
mestiere
faccio
il
linguista
.
[5]
Il
sito
www
.
funzionepubblica
.
gov
.
it
rende
note
le
iniziative
del
Governo
italiano
,
Ministero
per
la
Semplificazione
e
la
Pubblica
Amministrazione
.
[6]
Vi
leggo
:
«
Abbiamo
mantenuto
la
promessa
.
Il
Foia
è
legge
-
ha
sottolineato
il
ministro
per
la
Semplificazione
e
la
pubblica
amministrazione
Marianna
Madia
»
e
per
un
momento
rimango
sconcertato
.
[7]
Non
mi
colpisce
tanto
l’
uso
del
maschile
«
ministro
»
riferito
a
Marianna
Madia
,
ci
siamo
abituati
.
[8]
Abbiamo
visto
già
nella
scorsa
puntata
che
resistenze
ad
usare
le
parole
che
sottolineano
l’
avvento
di
donne
in
nuove
professioni
o
in
importanti
funzioni
pubbliche
(
«
ministra
»
,
«
sin-
daca
»
,
«
magistrata
»
,
ecc
.
)
persistono
anche
nell’
universo
femminile
;
incomprensibilmente
,
perché
le
donne
dovrebbero
essere
disponibili
alle
innovazioni
lessicali
che
testimoniano
questi
importanti
mutamenti
sociali
.
[9]
No
,
resto
perplesso
di
fronte
alla
parola
«
Foia
»
di
cui
ignoro
il
significato
(
si
tratta
,
evidentemente
,
di
una
legge
ma
non
so
su
cosa
)
.
[10]
Continuo
a
leggere
e
finalmente
capisco
:
«
Con
il
decreto
attuativo
della
riforma
della
pubblica
amministrazione
,
approvato
definitivamente
,
l’
Italia
adotta
una
legislazione
sul
modello
del
Freedom
of
Information
Act
.
I
cittadini
hanno
ora
diritto
di
conoscere
dati
e
documenti
in
possesso
della
pubblica
amministrazione
,
anche
senza
un
interesse
diretto
[
.
.
.
]
Il
FOIA
[
tutto
maiuscolo
,
adesso
va
meglio
,
si
tratta
di
una
sigla
]
può
garantire
la
massima
trasparenza
della
PA
e
la
più
ampia
partecipazione
dei
cittadini
,
che
possono
esercitare
un
controllo
democratico
sulle
politiche
e
le
risorse
pubbliche
.
L’
impegno
sulla
trasparenza
-
ha
concluso
Marianna
Madia
-
non
finisce
qui
.
A
breve
,
con
un
metodo
che
sin
qui
ha
funzionato
,
coinvolgeremo
le
realtà
della
società
civile
sull’
open
government
[
accidenti
,
perché
l’
inglese
?
per
un
momento
vacillo
!
]
e
apriremo
un
percorso
di
confronto
e
lavoro
comune
»
.
[11]
Sono
testardo
,
voglio
saperne
di
più
,
mi
metto
a
cercare
,
trovo
.
[12]
Il
«
Freedom
of
Information
Act
(
FOIA
)
»
‘
atto
per
la
libertà
di
informazione’
è
una
legge
emanata
negli
Stati
Uniti
il
4
luglio
1966
durante
il
mandato
del
presidente
Lyndon
B
.
[13]
Johnson
.
[14]
Quindi
:
in
Italia
,
nel
2016
,
abbiamo
varato
un
provvedimento
che
favorisce
una
nuova
forma
di
accesso
civico
ai
dati
e
ai
documenti
pubblici
(
provvedimento
senza
dubbio
positivo
nelle
intenzioni
e
nelle
finalità
,
la
trasparenza
è
un
bene
)
e
l’
abbiamo
etichettato
con
una
vetusta
denominazione
anglosassone
,
Freedom
of
information
act
o
(
ancor
meno
comprensibile
)
Foia
.
[15]
Alla
faccia
della
semplificazione
,
verrebbe
di
commentare
.
[16]
A
scanso
di
equivoci
.
[17]
Non
sto
facendo
polemica
antigovernativa
(
il
provvedimento
è
ottimo
nelle
intenzioni
e
nelle
finalità
,
anche
se
per
valutare
bisognerà
aspettare
i
fatti
)
;
ma
è
mio
dovere
,
per
il
mestiere
che
faccio
,
rendere
evidenti
i
difetti
di
comunicazione
che
implicano
certe
scelte
linguistiche
.
[18]
Usare
nomi
o
sigle
inglesi
per
definire
fatti
o
concetti
italiani
è
sbagliato
:
i
parlanti
,
almeno
in
parte
,
correranno
il
rischio
di
non
capire
,
di
conseguenza
non
potranno
giudicare
e
decidere
con
la
propria
testa
.
[19]
Vien
meno
la
trasparenza
,
ne
risulta
compromessa
la
democrazia
reale
.
[20]
Ho
voluto
fare
una
verifica
,
ho
provato
a
chiedere
ai
miei
studenti
se
conoscevano
il
significato
preciso
di
Jobs
Act
.
[21]
Molti
erano
completamente
all’
oscuro
;
qualcuno
ha
parlato
di
‘
riforma
per
il
lavoro’
,
interpretando
la
-s
finale
come
plurale
della
parola
inglese
job
‘
lavoro’
;
nessuno
sapeva
che
si
tratta
di
una
sigla
per
«
Jumpstart
Our
Business
Startups
»
,
iniziativa
americana
mirante
a
favorire
creazione
di
posti
di
lavoro
e
crescita
economica
con
il
ricorso
a
forme
di
capitale
pubblico
.
[22]
Gli
anglicismi
dannosi
e
oscuri
sono
numerosi
,
nessuna
parte
politica
ne
è
esente
.
[23]
Dopo
che
a
lungo
si
è
parlato
di
spending
review
(
meglio
«
revisione
della
spesa
pubblica
»
)
negli
ultimi
mesi
il
parlamento
ha
discusso
di
stepchild
adoption
:
in
una
coppia
di
omosessuali
il
figlio
naturale
di
uno
(
/una
)
dei
(
/delle
)
due
componenti
viene
adottato
dall’
altro
(
/dall’
altra
)
.
[24]
In
quest’
ultimo
caso
non
sono
stati
i
politici
a
coniare
l’
espressione
quasi
incomprensibile
,
per
primi
l’
hanno
adottata
i
giudici
del
tribunale
dei
minorenni
di
Roma
.
[25]
Ma
non
sarebbe
stato
più
chiaro
«
adozione
del
figlio
del
partner
»
?
non
avremmo
tutti
capito
meglio
?
[26]
E
al
pervasivo
spread
non
potremmo
sostituire
efficacemente
differenza
?
[27]
E
infine
:
quanti
tra
noi
conoscono
il
significato
di
bail-in
di
cui
si
parla
oggi
per
le
crisi
delle
banche
e
per
i
rischi
che
corrono
coloro
che
in
banca
mettono
i
loro
risparmi
,
anche
modesti
e
modestissimi
?
[28]
Non
è
che
dicendo
bail-in
ci
vogliono
fregare
,
non
capiamo
di
cosa
si
tratti
e
così
stiamo
tranquilli
fino
al
disastro
?
[29]
Per
fortuna
crescono
le
manifestazioni
di
insofferenza
per
questi
abusi
,
insulti
all’
italiano
e
alla
nostra
intelligenza
.
[30]
Un
giornalista
come
Beppe
Severgnini
,
che
ama
la
cultura
anglo-americana
e
frequenta
costantemente
Stati
Uniti
e
Regno
Unito
(
compresi
esclusivi
circoli
londinesi
,
lo
dice
lui
stesso
)
,
cosi
scrive
efficacemente
(
ce
lo
ricorda
Luca
Serianni
,
che
insegna
a
Roma-La
Sapienza
)
:
«
Ogni
tanto
penso
che
,
in
Italia
,
ci
siamo
cotti
il
cervello
.
Poiché
sappiamo
cucinare
,
resta
saporito
:
ma
non
basta
.
Una
società
che
affida
a
una
lingua
straniera
le
tre
principali
novità
economiche
e
finanziarie
,
qualche
problema
ce
l’
ha
.
Avevamo
accettato
(
sorridendo
)
spending
review
,
preferito
-
chissà
perché
-
a
«
revisione
della
spesa
»
.
Stavamo
di-
gerendo
Jobs
act
,
che
e
poi
una
legge
sul
lavoro
.
Ora
Quantitative
easing
per
dire
«
immissione
di
liquidita
»
.
E
poiché
non
era
abbastanza
criptico
,
usiamo
la
sigla
Qe
,
fino
a
ieri
una
nave
da
crociera
(
Queen
Elisabeth
,
Canard
Lines
)
.
Chiedete
sul
tram
,
al
mattino
presto
,
cosa
pensano
del
“
chiu
i
”
(
si
pronuncia
così
.
Se
vi
schiaffeggiano
,
avranno
una
riduzione
della
pena
»
.
[31]
Un
morbus
anglicus
si
è
insinuato
nella
nostra
lingua
,
lo
affermo
anni
fa
un
famoso
storico
della
lingua
,
Arrigo
Castellani
.
[32]
E
non
accade
solo
in
politica
o
in
economia
.
[33]
Anche
l’
università
(
che
dovrebbe
valorizzare
la
nostra
storia
e
la
nostra
cultura
)
non
si
sottrae
al
morbo
:
moltissimi
atenei
si
muniscono
di
student
service
,
attraverso
un
customer
service
misurano
la
customer
satisfaction
(
come
se
gli
studenti
fossero
dei
clienti
!
)
;
per
le
più
svariate
esigenze
chiedono
che
gli
studenti
(
ma
anche
i
professori
e
il
personale
amministrativo
)
compilino
correttamente
un
format
(
invece
che
un
modulo
)
.
[34]
Nella
comunità
scientifica
si
usa
impropriamente
call
per
indicare
un
‘
invito
a
partecipare
a
un
congresso’
e
i
professori
quando
fanno
la
relazione
distribuiscono
un
hand-out
(
potrebbero
dire
fotocopia
o
riassunto
)
o
proiettano
delle
slide
(
potrebbero
dire
diapositive
o
immagini
)
.
[35]
Non
va
meglio
nella
vita
quotidiana
.
[36]
Il
nostro
italiano
,
parlato
e
scritto
,
è
segnato
dalla
presenza
eccessiva
dell’
inglese
.
[37]
Senza
accorgercene
usiamo
parole
inglesi
quando
avremmo
a
disposi-
zione
forme
italiane
perfettamente
funzionali
e
anche
più
comprensibili
.
[38]
Abusiamo
di
parole
come
body-guard
(
invece
di
guardia
del
corpo
)
,
e-commerce
(
invece
di
commercio
elettronico
)
,
food
e
drink
(
come
se
in
italiano
non
esistessero
cibo
e
bevanda
)
,
selfie
(
invece
di
autoscatto
;
selfie
si
fanno
gli
imbecilli
davanti
alla
“
Promenade
des
Anglais
”
della
strage
di
Nizza
!
)
,
sono
onnipresenti
e
insopportabili
location
(
invece
di
collocazione
,
sistemazione
)
e
mission
(
invece
di
missione
,
scopo
)
.
[39]
Perfino
sul
nostro
giornale
,
solitamente
attento
all’
uso
della
lingua
,
trovo
street
control
(
invece
di
controllo
stradale
)
,
ma
si
tratta
del
modo
di
esprimersi
di
un
intervistato
.
[40]
Intendiamoci
:
nessuno
propone
l’
autarchia
lessicale
,
come
si
tento
nel
periodo
fascista
,
sappiamo
bene
che
non
esistono
lingue
pure
,
le
lingue
sono
tutte
strutturalmente
mescolate
;
né
si
vuole
praticare
la
strada
della
xenofobia
indiscriminata
,
eliminando
dall’
italiano
le
parole
di
origine
straniera
che
vi
vivono
da
secoli
.
[41]
Sarebbe
stupido
,
oltre
che
impossibile
.
[42]
Decine
,
anzi
centinaia
di
parole
inglesi
(
o
anglo-americane
)
sono
diventate
patrimonio
usato
dagli
italiani
nelle
comunicazioni
abituali
e
fanno
parte
della
nostra
lingua
.
[43]
Chi
vorrebbe
rinunziare
a
parole
come
computer
,
jazz
,
baby-sitter
,
laser
,
mail
,
spot
e
tante
altre
di
tutti
i
giorni
?
[44]
La
questione
è
un’
altra
.
[45]
Non
tutti
gli
anglicismi
che
usiamo
correntemente
sono
davvero
necessari
;
non
è
cosi
,
la
lingua
italiana
possiede
in
se
le
risorse
necessarie
a
comunicare
nelle
diverse
situazioni
della
vita
.
[46]
Usiamo
troppi
anglicismi
,
spesso
inutili
e
poco
comprensibili
:
segno
di
scarsa
sensibilità
linguistica
e
anche
di
scarso
amore
per
la
nostra
lingua
.
[47]
Del
resto
siamo
abituati
a
sottovalutarci
:
ci
sentiamo
italiani
quando
(
a
ragione
)
apprezziamo
le
imprese
sportive
della
nostra
nazionale
di
calcio
ma
troppo
spesso
ignoriamo
i
meriti
della
nostra
cultura
e
della
nostra
storia
(
che
tanti
invece
all’
estero
ammirano
)
.
[48]
Non
va
bene
essere
iattanti
ma
neppure
va
bene
flagellarci
a
torto
.
[49]
Per
fortuna
ci
sono
segni
di
reazione
.
[50]
Li
vedremo
nella
prossima
puntata
.
[51]
“
Nessuno
vuole
l’
autarchia
lessicale
ma
un
po’
più
di
amore
verso
la
propria
lingua
.
E
verso
se
stessi
”
[52]
“
Dal
Jobs
Act
alla
spending
review
:
ecco
tutto
quello
di
cui
potremmo
fare
tranquillamente
a
meno
”
Text view
•
Paragraph view