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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Ipocrise verbali ma il rispetto inizia dai fatti
Language column
Parole al Sole
Author
Rosario Coluccia
Date
10
luglio
2016
more header data
[1]
Come
chiamare
le
cose
con
il
loro
nome
[2]
Esercizi
di
stile
per
brutti
neologismi
che
nascondono
la
nostra
indifferenza
[3]
Di
mestiere
faccio
il
linguista
.
[4]
Un
amico
mi
chiede
:
?
è
meglio
dire
«
handicappato
»
o
«
portatore
di
handicap
»
?
[5]
«
Disabile
o
persona
con
disabilità
»
?
[6]
O
«
diversamente
abile
»
?
[7]
Le
stesse
domande
si
è
posta
,
non
molto
tempo
fa
,
«
SuperAbile
»
,
la
rivista
dell’
INAIL
che
ha
promosso
un’
inchiesta
intitolata
«
Qual
è
il
modo
migliore
per
definire
la
disabilità
?
»
.
[8]
Non
esiste
una
risposta
valida
per
tutti
e
in
tutte
le
circostanze
,
accade
così
quando
si
trattano
argomenti
che
toccano
non
soltanto
questioni
terminologiche
,
ma
anche
(
e
soprattutto
)
sensibilità
individuali
e
collettive
.
[9]
Il
problema
non
è
solo
italiano
,
riguarda
tutte
le
culture
del
mondo
.
[10]
L’
International
Classif
cation
of
Functioning
,
approvato
dalla
«
World
Health
Assembly
»
,
raccomanda
l’
abbandono
di
una
terminologia
troppo
cruda
,
che
enfatizza
il
deficit
(
han
dicappato
è
ormai
usato
pochissimo
in
italiano
)
,
ricorrendo
a
parole
più
neutre
e
a
termini
descrittivi
dei
contesti
di
vita
.
[11]
Personalmente
sceglierei
«
disabile
»
,
che
descrive
senza
giudicare
né
tantomeno
offendere
,
o
anche
«
diversamente
abile
»
,
che
focalizza
l’
attenzione
sulle
risorse
e
sulle
abilita
di
un
soggetto
invece
che
sui
suoi
insuccessi
(
anche
se
a
me
pare
a
volte
fintamente
ottimista
,
un
po’
accomodante
)
.
[12]
Lascerei
perdere
senza
rimpianti
l’
espressione
«
diversamente
fortunato
»
,
che
a
volte
mi
e
capitato
di
sentire
.
[13]
No
,
chi
ha
una
disabilita
non
è
fortunato
,
questo
non
dobbiamo
mai
dimenticare
;
rispettiamo
il
disabile
senza
fingere
che
gli
sia
capitata
una
fortuna
.
[14]
La
questione
non
è
solo
linguistica
.
[15]
Scegliendo
una
parola
al
posto
di
altre
facciamo
capire
cosa
pensiamo
veramente
,
le
nostre
idee
e
i
nostri
sentimenti
.
[16]
Questo
avviene
spesso
,
ma
si
verifica
sistematicamente
quando
parliamo
di
fatti
che
toccano
la
nostra
sensibilità
,
eventi
che
ci
colpiscono
perché
ci
riguardano
direttamente
.
[17]
Nessuno
ne
è
esente
,
nessuno
può
dire
«
non
mi
interessa
,
non
mi
riguarda
»
:
la
vita
,
la
morte
,
la
malattia
,
la
condizione
sociale
,
la
razza
,
la
devianza
,
il
sesso
e
l’
orientamento
sessuale
fanno
parte
della
quotidianità
di
tutti
noi
.
[18]
Siamo
nel
campo
del
«
politicamente
corretto
»
:
le
parole
vanno
considerate
valutando
le
connotazioni
associate
a
ciascun
termine
e
verificandone
la
funzionalità
a
seconda
del
contesto
in
cui
vengono
usate
,
dei
valori
che
alle
stesse
attribuiamo
,
a
volte
anche
senza
esserne
consapevoli
.
[19]
L’
attenzione
all’
uso
politicamente
corretto
della
lingua
nasce
in
America
negli
anni
trenta
del
secolo
scorso
ad
opera
di
due
linguisti
(
Edward
Sapir
e
Benjamin
Lee
Whorf
)
e
viene
divulgata
al
vasto
pubblico
da
un
articolo
di
Richard
Bernstein
sul
«
New
York
Times
»
del
28
ottobre
1990
(
i
giornali
svolgono
una
funzione
importante
,
se
sono
impostati
bene
trasmettono
le
idee
dal
mondo
della
ricerca
alla
generalità
dei
cittadini
)
.
[20]
Per
la
verità
in
Italia
già
negli
anni
sessanta
era
uscito
un
libro
di
Nora
Galli
de’
Paratesi
intitolato
Le
brutte
parole
,
che
trattava
del
modo
in
cui
noi
ci
esprimiamo
quando
parliamo
o
scriviamo
di
argomenti
che
ci
colpiscono
,
che
in
molti
casi
sono
veri
e
propri
tab
ù
(
non
osiamo
pronunziare
parole
riferibili
esplicitamente
a
eventi
e
concetti
che
ci
colpiscono
o
ci
feriscono
)
.
[21]
Vediamo
qualche
esempio
.
[22]
Significano
la
stessa
cosa
le
frasi
«
ci
ha
lasciato
»
,
«
è
passato
a
miglior
vita
»
,
«
è
scomparso
»
,
«
è
deceduto
»
che
leggiamo
negli
annunzi
mortuari
e
che
,
oltre
a
dare
la
notizia
,
variano
a
seconda
delle
intenzioni
di
chi
redige
l’
annunzio
.
[23]
Quasi
mai
si
usa
il
semplice
«
è
morto
»
,
certamente
mai
«
è
crepato
»
o
«
ha
tirato
le
cuoia
»
,
espressioni
che
pure
esistono
nella
lingua
italiana
e
che
però
suonerebbero
irriverenti
e
offensive
,
non
vorremmo
mai
che
fossero
applicate
a
un
nostro
congiunto
o
a
una
persona
a
noi
cara
.
certo
fa
sorridere
l’
invito
a
rivolgersi
con
fiducia
all’
«
outlet
del
funerale
»
che
si
legge
nella
metropolitana
milanese
.
[24]
La
prudenza
verbale
si
applica
a
molti
campi
.
[25]
A
seconda
della
nostra
ideologia
,
noi
possiamo
fare
riferimento
in
forme
linguisticamente
diverse
alle
persone
(
uomini
,
donne
,
bambini
)
che
ogni
giorno
approdano
sulle
nostre
coste
e
in
Europa
alla
ricerca
di
una
vita
migliore
.
[26]
Queste
persone
sono
definite
,
a
seconda
dei
casi
:
«
apolide
,
rifugiato
,
richiedente
asilo
,
migrante
»
(
nel
linguaggio
burocratico
e
formale
.
«
Migrante
»
è
la
parola
della
settimana
scelta
da
Aldo
Grasso
per
Io
donna
,
supplemento
del
Corriere
della
se
ra
dell’
11
giugno
2016
)
;
«
immigrato
,
clandestino
,
profugo
»
(
nella
lingua
comune
)
;
«
vu
cumprà
»
(
in
forma
irridente
,
anche
se
apparentemente
bonaria
)
;
«
negro
,
zingaro
,
rom
»
(
con
allusioni
offensive
)
.
[27]
Anni
fa
qualcuno
proponeva
di
definire
«
neocomunitario
»
(
evidentemente
calcato
su
«
extracomunitario
»
)
il
cittadino
di
alcuni
paesi
,
fondamentalmente
dell’
est
europeo
,
entrati
solo
in
anni
recenti
a
far
parte
dell’
Unione
europea
.
[28]
Come
dire
:
sei
europeo
,
si
,
ma
di
fresco
arrivo
;
io
ci
sto
dentro
da
più
tempo
di
te
,
valgo
un
po’
più
di
te
.
[29]
Oggi
usiamo
di
norma
parole
come
«
omosessuale
,
gay
»
,
che
non
giudichiamo
offensive
;
fino
a
qualche
tempo
fa
un’
insegna
in
una
via
leccese
pubblicizzava
abbigliamento
«
maschile
,
femminile
,
gay
»
.
[30]
Quasi
nessuno
più
si
permette
«
invertito
,
finocchio
,
frocio
,
checca
»
,
che
ancora
potevamo
ascoltare
e
addirittura
leggere
fino
a
non
molti
anni
addietro
.
[31]
Cambiano
i
tempi
,
la
società
muta
i
suoi
riferimenti
ideologici
,
la
lingua
(
specchio
della
società
in
movimento
)
riflette
questi
cambiamenti
.
[32]
È
ironico
Checco
Zalone
quando
in
un
suo
film
propone
un
farmaco
per
guarire
dall’
omosessualità
,
il
frociadil
600
forte
,
mentre
cantando
assicura
che
gli
uomini
sessuali
«
sono
gente
tale
e
quale
come
noi
/
noi
normali
»
.
[33]
Mi
permetto
una
parentesi
:
Zalone
è
bravo
e
accorto
,
probabilmente
merita
il
successo
che
riscuote
ma
,
per
favore
,
non
esageriamo
.
[34]
Come
fanno
alcuni
signori
operanti
in
un
comune
salentino
a
indire
un
concorso
per
dedicare
un
busto
a
Zalone
vivente
,
da
collocare
non
so
in
quale
luogo
pubblico
?
[35]
A
quanti
neurochirurghi
che
nelle
strutture
pubbliche
(
non
in
costose
cliniche
private
)
strappano
alla
morte
decine
o
centinaia
di
persone
quegli
stessi
signori
propongono
di
dedicare
una
statua
?
[36]
Non
ricordo
di
quale
comune
si
tratti
,
non
ho
cercato
in
rete
i
nomi
delle
persone
coinvolte
,
non
sono
animato
da
risentimenti
personali
;
mi
indigno
per
lo
spreco
e
per
il
messaggio
volgare
implicitamente
veicolato
da
certe
iniziative
(
anni
fa
in
una
diversa
località
salentina
ad
una
attrice
sicuramente
bella
ma
non
bravissima
fu
dedicato
un
riconoscimento
analogo
)
.
[37]
Basta
,
per
favore
!
[38]
Torniamo
al
tema
principale
.
[39]
Non
solo
gli
individui
,
anche
le
istituzioni
,
fino
ai
più
alti
livelli
,
ricorrono
a
forme
edulcorate
per
descrivere
quello
che
succede
.
[40]
Si
parla
di
lavoratori
«
in
esubero
»
,
non
«
licenziati
»
;
le
tariffe
sono
«
ritoccate
»
,
non
«
incrementate
»
;
gli
emolumenti
dei
politici
vengono
«
adeguati
»
,
non
«
aumentati
»
;
una
ditta
o
una
squadra
di
calcio
dice
«
non
rientri
nei
nostri
progetti
»
,
non
dichiara
esplicitamente
«
non
sei
assunto
»
.
[41]
Si
arriva
a
definire
«
danni
collaterali
»
le
stragi
di
civili
innocenti
provocate
in
guerra
,
«
fuoco
amico
»
la
pallottola
mortale
partita
da
un
alleato
.
[42]
Il
discrimine
tra
forme
accettabili
e
forme
non
condivisibili
non
è
sempre
trasparente
.
[43]
Ricordiamo
le
polemiche
nate
dall’
uso
ripetuto
,
quasi
ossessivo
,
della
parola
«
nigger
»
nell’
originaria
versione
americana
di
Djan
go
di
Quentin
Tarantino
.
[44]
Alle
critiche
il
regista
ha
replicato
dicendo
che
lui
si
è
sentito
obbligato
a
usare
nel
film
quella
parola
,
negli
anni
della
schiavitù
era
quella
la
parola
corrente
con
cui
si
definivano
gli
schiavi
.
[45]
Quando
una
volta
in
classe
ho
provato
a
interrogare
i
miei
studenti
sulle
loro
abitudine
linguistiche
,
la
maggioranza
ha
detto
che
il
termine
«
negro
»
è
razzisticamente
connotato
,
piü
neutro
appare
«
nero
»
,
pochissimi
hanno
tirato
in
ballo
«
afroamericano
»
,
nessuno
ha
proposto
«
di
colore
»
o
altre
espressioni
.
[46]
In
America
,
dove
il
politicamente
corretto
è
nato
,
il
presidente
Obama
ha
firmato
una
legge
che
elimina
dalla
legislazione
federale
le
parole
«
nigger
»
(
sostituita
con
«
Afro-American
»
)
e
«
oriental
»
(
sostituita
con
«
Asian-Ameri-can
»
)
.
[47]
Oggi
alcuni
attaccano
Obama
:
ci
renderemo
conto
di
quanto
vale
quando
alla
Casa
Bianca
ci
sarà
un
altro
presidente
.
[48]
Ci
sono
esagerazioni
,
lo
sforzo
di
essere
politicamente
corretti
e
di
non
offendere
a
volte
provoca
effetti
ridicoli
.
[49]
Non
arriveremo
mai
al
punto
di
definire
«
verticalmente
svantaggiato
»
un
individuo
basso
,
«
non
chiomato
»
un
uomo
senza
capelli
o
«
non
masticante
»
chi
abbia
perso
i
denti
!
[50]
Dobbiamo
accettare
la
realtà
per
quella
che
è
,
senza
insultare
e
senza
irridere
,
ma
anche
senza
buonismi
dolciastri
.
[51]
Io
credo
che
definire
«
netturbino
»
o
anche
«
spazzino
»
una
persona
che
si
guadagna
con
dignità
da
vivere
pulendo
le
strade
non
sia
insultante
,
preferire
«
operatore
ecologico
»
non
cambia
la
sostanza
delle
cose
.
[52]
Io
credo
che
«
cieco
»
non
sia
una
parola
offensiva
,
definire
una
persona
«
non
vedente
»
non
migliora
la
qualità
della
sua
vita
:
perché
la
qualità
della
vita
migliori
dovremmo
organizzare
diversamente
la
viabilità
e
l’
accesso
agli
edifici
,
rendere
i
marciapiedi
percorribili
e
non
ingombrarli
con
auto
parcheggiate
di
traverso
,
istituire
semafori
sonori
affinché
il
cieco
possa
accorgersi
del
passaggio
dal
rosso
al
verde
,
favorire
anche
economicamente
l’
accesso
a
libri
in
braille
e
a
computer
usabili
con
facilita
da
chi
non
ha
il
bene
della
vista
,
ecc
.
[53]
Insomma
:
bisogna
organizzare
meglio
la
nostra
società
,
a
favore
di
chi
si
trova
in
condizioni
di
debolezza
.
[54]
Anche
a
queste
operazioni
meritorie
e
politicamente
corrette
(
in
senso
amplissimo
)
induce
la
riflessione
sulla
lingua
.
[55]
“
Ci
sono
delle
esagerazioni
.
Lo
sforzo
di
essere
politicamente
corretti
e
non
offendere
può
provocare
effetti
ridicolo
”
[56]
“
Anche
le
istituzioni
ricorrono
a
forme
edulcorate
per
dire
quello
che
succede
”
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