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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Messaggi
Language column
Parole al Sole
Author
Rosario Coluccia
Date
09
agosto
2015
more header data
[1]
Caro
italiano
,
non
tv+b
xké
ora
scrivi♥amo
così
[2]
Incapaci
di
usare
registri
diversi
.
[3]
E
la
riflessione
si
appiattisce
[4]
L’
uso
parossistico
del
cellulare
influisce
sulla
persona
[5]
Dal
linguaggio
all’
analisi
ecco
le
conseguenze
[6]
«
C6
dmn
X
1
p2z
?
»
scrive
un
giovane
a
una
sua
amica
mandandole
un
messaggino
.
[7]
Non
molti
anni
fa
,
usando
un
normale
foglio
di
carta
,
il
giovane
avrebbe
scritto
«
ci
sei
domani
per
una
pizza
?
»
.
[8]
Dire
tutto
in
pochi
caratteri
,
a
costi
minimi
o
inesistenti
(
«
WhatsApp
»
è
praticamente
gratuito
)
,
usare
una
sorta
di
linguaggio
iniziatico
tipico
del
mondo
adolescenziale
o
giovanile
può
diventare
un
marchio
di
appartenenza
.
[9]
Il
mezzo
comporta
regole
che
vanno
rispettate
,
a
parti-
re
dall’
inviolabilità
delle
formule
di
interazione
,
chi
sbaglia
paga
.
[10]
Il
ragazzo
che
concludesse
il
messaggino
di
prima
con
«
Distinti
saluti
»
non
avrebbe
una
sola
possibilità
di
vedere
accolto
il
suo
invito
,
riceverebbe
un
rifiuto
,
con
grave
pregiudizio
della
sua
affettività
.
[11]
Il
fenomeno
va
capito
,
non
avallato
a
scatola
chiusa
né
condannato
a
priori
.
[12]
Dire
qualcosa
in
uno
spazio
ristretto
,
essere
stringati
ed
efficaci
,
avvalersi
di
abbreviazioni
condivise
(
«
tvb
»
per
“
ti
voglio
bene
”
,
«
d6
»
per
“
dove
sei
”
,
«
+o-
»
per
“
più
o
meno
”
)
vanno
bene
se
si
mandano
messaggini
,
non
per
testi
di
altro
tipo
.
[13]
Sono
frequenti
,
nei
temi
scolastici
e
perfino
in
tesi
universitarie
,
usi
grafici
come
«
x
»
in
luogo
di
«
per
»
,
«
k
»
in
luogo
di
«
ch
»
(
anche
in
combinazione
,
in
una
relazione
ho
letto
«
xke
»
in
luogo
di
«
perché
»
)
.
[14]
Questi
abusi
vanno
respinti
,
senza
paura
di
essere
considerati
pedanti
.
[15]
Bisogna
far
capire
ai
nostri
studenti
che
le
forme
della
comunicazione
informatica
e
telematica
non
possono
essere
trasferite
nei
lavori
a
scuola
o
all’
università
,
si
tratta
di
cose
profondamente
diverse
.
[16]
I
ragazzi
,
bravissimi
a
scrivere
messaggini
o
«
tweet
»
,
debbono
essere
capaci
di
usare
una
lingua
diversa
e
appropriata
se
fanno
un
compito
,
se
presentano
un’
istanza
in
segreteria
o
una
domanda
per
un
concorso
.
[17]
Il
grande
obiettivo
e
trovare
sempre
il
registro
giusto
,
saper
usare
diversi
tipi
di
lingua
nelle
diverse
situazioni
.
[18]
Le
“
faccine
”
vanno
bene
in
un
messaggino
o
in
una
chat
,
diventano
una
smorfia
se
vengono
trasferite
altrove
.
[19]
Attenzione
.
[20]
Il
rapporto
con
i
nuovi
media
non
riguarda
solo
i
giovani
,
gli
adulti
vi
sono
dentro
fino
al
collo
.
[21]
Ho
letto
statistiche
impressionanti
sull’
uso
del
telefono
cellulare
o
del
tablet
:
in
media
lo
strumento
viene
controllato
150
volte
al
giorno
(
7
volte
ogni
ora
)
,
6
persone
su
10
non
si
staccano
mai
da
esso
,
2
persone
su
3
non
spengono
il
cellulare
neanche
al
momento
di
andare
a
letto
.
[22]
Nello
stesso
tempo
diminuisce
la
soglia
di
attenzione
,
a
qualsiasi
cosa
:
pare
che
oggi
negli
utilizzatori
spasmodici
di
cellulare
sia
di
8
secondi
,
un
pesce
rosso
pare
abbia
la
soglia
a
9
secondi
.
[23]
Insomma
:
siamo
impegnati
a
guardare
mille
cose
,
ma
prestiamo
pochissima
attenzione
(
e
nessuna
riflessione
)
.
[24]
L’
uso
parossistico
del
cellulare
influisce
sulla
persona
.
[25]
Osservate
il
comportamento
della
gente
in
treno
o
in
metropolitana
.
[26]
Nessuno
legge
libri
;
pochi
leggono
giornali
,
quasi
sempre
sfogliano
quotidiani
sportivi
o
fogli
semipubblicitari
distribuiti
gratuitamente
.
[27]
La
maggioranza
è
concentrata
sul
proprio
telefonino
,
anche
se
si
è
in
coppia
o
in
gruppo
(
che
maleducazione
!
)
.
[28]
Non
dappertutto
,
in
verità
,
l’
ho
constatato
di
persona
:
in
bus
a
Varsavia
giovani
e
uomini
di
mezza
età
leggono
Dostoevskji
,
in
metropolitana
a
Parigi
signore
con
la
borsa
della
spesa
leggono
Balzac
.
[29]
La
comunicazione
breve
(
«
twitter
»
,
«
hashtag
»
,
ecc
.
)
è
consueta
in
personaggi
di
primo
piano
:
se
ne
avvale
il
presidente
del
consiglio
,
se
ne
avvale
di
recente
persino
il
papa
.
[30]
Scrivo
con
il
massimo
rispetto
,
con
il
rispetto
dovuto
a
grandissime
autorità
religiose
e
politiche
.
[31]
C’
è
tuttavia
un
problema
,
che
è
linguistico
e
concettuale
,
quindi
fondamentale
.
[32]
Scrivere
un
messaggino
su
un
cellulare
o
affidare
a
un
tweet
il
giudizio
su
complicate
situazioni
economiche
o
sociali
ha
il
pregio
della
sinteticità
ma
comporta
un
difetto
fondamentale
:
non
consente
sfumature
,
taglia
con
l’
accetta
,
sceglie
tra
sì
e
no
,
non
aiuta
a
riflettere
.
[33]
Un
tweet
non
è
un
ragionamento
,
è
un’
affermazione
che
richiede
solo
“
mi
piace
”
~
“
non
mi
piace
”
.
[34]
Con
i
tweet
non
si
può
apprezzare
Boccaccio
o
descrivere
la
prima
guerra
mondiale
,
come
pure
è
stato
fatto
:
è
ovvio
che
i
risultati
siano
infelici
,
al
limite
del
ridicolo
.
[35]
Il
numero
delle
parole
usate
e
ridotto
al
minimo
e
poiché
tra
il
pensiero
e
la
lingua
c’
è
interazione
,
ne
deriva
che
il
pensiero
è
anchilosato
come
la
lingua
.
[36]
Un
linguaggio
con
poche
parole
e
troppo
stringato
non
è
in
grado
di
esprimere
concetti
complessi
;
è
pubblicità
,
non
democrazia
.
[37]
In
una
«
Bustina
di
Minerva
»
sull’
Espresso
Umberto
Eco
ha
citato
il
caso
di
facili
domande
su
Hitler
e
Mussolini
rivolte
ai
concorrenti
di
un
quiz
televisivo
;
hanno
tutti
sbagliato
,
nonostante
il
fatto
che
le
date
in
alternativa
proposte
dal
conduttore
consentissero
ai
concorrenti
risposte
abbastanza
sicure
,
perché
alcune
superavano
largamente
la
morte
sia
di
Hitler
sia
di
Mussolini
.
[38]
Per
quei
concorrenti
,
il
passato
si
appiattisce
in
una
nebulosa
indifferenziata
,
la
memoria
si
è
contratta
in
un
eterno
presente
.
[39]
Lo
stesso
Eco
qualche
settimana
prima
aveva
segnalato
che
,
secondo
sondaggi
attendibili
,
molti
studenti
universitari
sono
convinti
che
Aldo
Moro
sia
stato
il
capo
delle
Brigate
Rosse
.
[40]
Spesso
agli
esami
da
studenti
in
difficolta
mi
sento
obiettare
:
«
sa
,
professore
,
a
me
le
date
non
piacciono
,
non
me
le
ricordo
proprio
»
.
[41]
E
io
mi
chiedo
:
come
si
fa
a
capire
qualcosa
se
non
lo
collochiamo
nel
tempo
,
se
ignoriamo
quel
che
viene
prima
e
quel
che
viene
dopo
?
[42]
Si
può
reagire
in
qualche
modo
?
[43]
Non
ha
senso
comportarsi
da
luddisti
,
quelli
che
nell’
Inghilterra
paleoindustriale
distruggevano
le
macchine
perché
,
a
loro
dire
,
sottraevano
lavoro
agli
uomini
.
[44]
Non
possiamo
(
non
dobbiamo
)
distruggere
i
telefonini
e
boicottare
la
rete
.
[45]
La
rete
in
sé
non
istupidisce
né
rende
intelligenti
.
[46]
Dobbiamo
farne
uso
appropriato
e
consapevole
,
come
facciamo
per
tutto
.
[47]
L’
automobile
ci
dà
grandi
vantaggi
;
ma
se
la
usiamo
in
modo
sventato
inquiniamo
il
pianeta
,
se
da
criminali
non
ci
fermiamo
allo
stop
o
guidiamo
contromano
in
autostrada
mettiamo
a
repentaglio
la
vita
nostra
e
altrui
.
[48]
Alla
reazione
sono
chiamate
istituzioni
,
famiglie
,
scuola
e
università
soprattutto
.
[49]
Lo
affermo
a
costo
di
attirarmi
critiche
:
decisivi
sono
il
recupero
del
nozionismo
e
l’
esercizio
della
memoria
,
pratiche
spesso
vituperate
.
[50]
La
memoria
un
tempo
veniva
esercitata
obbligatoriamente
:
a
scuola
si
imparavano
a
mente
poesie
,
i
nomi
delle
catene
montuose
alpine
,
le
date
di
morte
degli
imperatori
romani
.
[51]
Si
tenevano
in
esercizio
le
mappe
cerebrali
dove
la
memoria
ha
sede
.
[52]
In
seguito
l’
allenamento
della
memoria
è
stato
quasi
abolito
:
sembra
che
la
memoria
non
serva
a
nulla
e
anzi
sia
disdicevole
.
[53]
La
rete
mette
a
disposizione
di
chiunque
una
massa
enorme
di
informazioni
,
ma
bisogna
saper
cercare
e
scegliere
;
questo
lo
può
fare
solo
un
cervello
allenato
e
consapevole
.
[54]
La
conoscenza
superficiale
esonera
i
frequentatori
della
rete
da
ogni
responsabilità
:
non
hanno
bisogno
di
ricordare
,
il
clic
sul
computer
fornisce
loro
ciò
che
in
quel
momento
serve
.
[55]
C
’
è
chi
ricorda
per
te
,
e
tanto
basta
e
avanza
.
[56]
Ma
non
è
cosi
,
ci
vuole
ben
altro
.
[57]
A
volte
lo
studente
mi
dice
:
«
l’
ho
trovato
in
internet
»
.
[58]
Io
replico
:
«
sì
,
ma
chi
l’
ha
detto
?
quando
?
a
quale
scopo
?
»
.
[59]
E
cala
il
silenzio
.
[60]
Ricordo
con
devozione
il
mio
maestro
delle
elementari
,
il
maestro
Falco
,
di
Galatina
.
[61]
Di
lui
ricordo
faccia
,
voce
,
postura
del
corpo
;
di
altri
insegnanti
non
ricordo
nulla
,
neppure
il
nome
.
[62]
Il
maestro
Falco
obbligava
noi
ragazzi
di
terza
e
di
quarta
elementare
(
spesso
recalcitranti
)
a
imparare
a
memoria
interi
brani
di
«
Pinocchio
»
e
i
racconti
mensili
del
«
Cuore
»
.
[63]
Quando
eravamo
bravi
,
ci
premiava
regalandoci
una
“
castagna
del
prete
”
(
si
,
una
castagna
)
.
[64]
In
questo
modo
alunni
benestanti
e
alunni
poveri
si
accostavano
in
forma
paritaria
all’
italiano
,
a
volte
non
posseduto
dalle
famiglie
d’
origine
(
lo
abbiamo
scritto
nella
prima
puntata
di
questa
rubrica
)
.
[65]
La
scuola
dava
a
quei
ragazzi
lo
strumento
indispensabile
per
entrare
nel
mondo
degli
adulti
,
farsi
spazio
nella
vita
.
[66]
“
Una
comunicazione
troppo
stringata
non
riesce
a
esprimere
al
meglio
concetti
a
volte
molto
complessi
.
È
pubblicità
,
non
democrazia
:
”
Text view
•
Paragraph view