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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
BELLA E BUONA
Language column
Parole al Sole
Author
Rosario Coluccia
Date
07
agosto
2016
more header data
[1]
COSÌ
LA
LINGUA
[2]
DIVENTA
AFFARE
[3]
Apprezzati
all’
estero
per
la
nostra
arte
e
la
nostra
cultura
.
[4]
Così
l’
italiano
è
diffuso
nel
resto
del
mondo
(
inganni
inclusi
)
[5]
Di
mestiere
faccio
il
linguista
.
[6]
Dopo
le
puntate
precedenti
,
mi
chiedono
:
quale
è
lo
stato
di
salute
della
nostra
lingua
?
[7]
Spesso
bistrattata
da
chi
la
parla
,
attaccata
dall’
invadenza
delle
lingue
straniere
,
messa
in
crisi
anche
a
scuola
e
all’
università
,
è
davvero
ridotta
così
male
?
[8]
E
come
viene
considerata
all’
estero
,
che
idea
hanno
gli
altri
di
noi
?
[9]
I
fatti
e
i
numeri
non
lasciano
dubbi
,
all’
estero
la
nostra
lingua
è
apprezzata
,
spesso
amata
.
[10]
L’
italiano
è
la
quarta
lingua
più
studiata
al
mondo
.
[11]
Inglese
a
parte
,
viene
dopo
lo
spagnolo
,
il
francese
,
più
o
meno
alla
pari
con
il
tedesco
,
e
batte
tutte
le
altre
,
anche
quelle
parlate
da
popolazioni
enormemente
più
numerose
.
[12]
Non
c’
è
male
,
per
una
nazione
di
soli
60
milioni
di
abitanti
,
una
briciola
rispetto
ai
7
miliardi
di
abitanti
della
terra
.
[13]
Non
c’
è
male
,
per
una
nazione
che
non
ha
avuto
un
impero
coloniale
come
Inghilterra
,
Francia
,
Spagna
,
Portogallo
e
altre
che
hanno
disseminato
le
loro
lingue
nei
territori
africani
,
asiatici
,
americani
,
perfino
australiani
.
[14]
Come
si
spiega
il
successo
dell’
italiano
?
[15]
Vediamo
di
capirne
di
più
.
[16]
L’
Accademia
della
Crusca
ha
intitolato
Italiano
per
il
mondo
un
bel
volume
uscito
nel
2012
(
lo
ha
curato
Vittorio
Coletti
,
che
insegna
all’
università
di
Genova
)
;
la
preposizione
«
per
»
del
titolo
rimanda
alla
proiezione
della
nostra
lingua
fuori
dai
confini
nazionali
e
,
nello
stesso
tempo
,
allude
alla
meravigliosa
qualità
del
nostro
idioma
,
quasi
un
dono
regalato
al
mondo
.
[17]
Nel
libro
si
passano
in
rassegna
i
fattori
che
hanno
determinato
l’
espansione
all’
estero
della
nostra
lingua
.
[18]
Ecco
le
ragioni
del
successo
.
[19]
Siamo
eccellenti
in
alcuni
campi
propri
della
tradizione
e
della
storia
italiane
,
a
volte
da
epoca
remota
,
altre
volte
da
tempi
più
recenti
.
[20]
Oltre
al
predominio
letterario
(
in
alcuni
periodi
straordinario
,
pensate
al
Trecento
con
il
grandissimo
Dante
,
pensate
al
Rinascimento
)
,
siamo
apprezzati
al-
l’
estero
per
le
nostre
capacita
nell’
arte
,
nella
musica
,
in
tempi
più
recenti
nella
cucina
e
nell’
alimentazione
,
nella
moda
.
[21]
In
questi
campi
la
nostra
civiltà
ha
raggiunto
posizioni
di
preminenza
che
il
mondo
ci
riconosce
;
attraverso
questi
percorsi
privilegiati
la
nostra
cultura
e
la
nostra
lingua
si
espandono
fuori
dai
confini
nazionali
.
[22]
E
poi
c’
è
l’
emigrazione
,
che
viviamo
quotidianamente
.
[23]
Sbarcano
sulle
nostre
coste
migliaia
di
esseri
umani
con
la
pelle
di
un
altro
colore
,
spesso
per
sfuggire
a
morte
e
oppressione
;
tutti
sognano
una
vita
migliore
.
[24]
Ne
nascono
problemi
mastodontici
,
le
opinioni
sono
diverse
,
lo
so
,
forse
non
possiamo
accogliere
tutti
coloro
che
arrivano
da
noi
.
[25]
Speriamo
che
chi
è
chiamato
a
decidere
decida
bene
.
[26]
Ma
ognuno
deve
fare
la
propria
parte
.
[27]
Anche
ricordando
,
aiuta
a
riflettere
.
[28]
Nei
secoli
passati
le
cose
andavano
in
senso
inverso
rispetto
ad
oggi
,
siamo
stati
noi
gli
emigranti
,
in
Europa
,
in
America
del
nord
e
in
America
del
sud
(
oggi
in
parte
ricominciamo
)
.
[29]
Per
decenni
gli
emigranti
sono
stati
ambasciatori
straordinari
della
nostra
lingua
,
che
hanno
diffuso
in
tante
parti
del
mondo
.
[30]
È
recente
(
2011
)
la
prima
Storia
linguisti
ca
dell’
emigrazione
italiana
nel
mondo
,
che
affronta
globalmente
le
dinamiche
che
hanno
coinvolto
gli
emigrati
italiani
all’
estero
,
ricostruendo
gli
aspetti
linguistici
del
fenomeno
migratorio
,
diversamente
articolati
nelle
diverse
zone
.
[31]
Il
progetto
Italiano
2010
.
[32]
Lingua
e
cultura
italiana
all’
estero
,
varato
pochi
anni
fa
dal
Ministero
degli
Affari
Esteri
,
rappresenta
una
ricca
disamina
diretta
a
«
studiare
,
attraverso
una
ricerca
su
scala
planetaria
,
l’
interesse
che
l’
italiano
suscita
fuori
dai
confini
nazionali
e
gli
strumenti
messi
in
campo
per
favorirne
la
diffusione
e
l’
apprendimento
»
(
vi
hanno
lavorato
Claudio
Giovanardi
e
Pietro
Trifone
,
che
insegnano
a
Roma
)
.
[33]
La
conclusione
collima
con
quanto
ho
detto
prima
:
nel
mondo
c’
è
un
crescente
bisogno
di
italiano
,
cresce
la
domanda
,
crescono
la
qualità
e
la
intensità
delle
risposte
che
la
nostra
nazione
riesce
a
dare
,
pur
a
volte
con
difficoltà
.
[34]
Le
motivazioni
che
spingono
gli
stranieri
all’
apprendimento
della
nostra
lingua
si
dispongono
secondo
le
seguenti
percentuali
:
tempo
libero
e
interessi
vari
55
,
8
%
,
studio
21
%
,
lavoro
12
,
8
%
,
motivi
personali
e
familiari
10
,
4%
.
[35]
Naturalmente
i
numeri
mutano
a
seconda
dei
contesti
storici
e
geografici
.
[36]
Per
fare
un
solo
esempio
,
è
legato
alla
storia
e
ai
flussi
migratori
,
alla
volontà
di
rinsaldare
le
proprie
radici
,
il
fatto
che
in
America
Latina
le
percentuali
delle
motivazioni
all’
apprendimento
dell’
italiano
siano
diversamente
distribuite
rispetto
a
quelle
globali
che
abbiamo
richiamato
prima
:
motivi
personali
e
familiari
(
esplicitamente
indicata
“
la
famiglia
di
origine
italiana
”
)
37%
,
tempo
libero
e
interessi
vari
27%
,
studio
27%
,
lavoro
9%
.
[37]
Il
ribaltamento
non
è
casuale
:
si
tratta
delle
nazioni
dove
il
legame
dei
gruppi
migranti
con
la
lontana
terra
d’
origine
è
particolarmente
avvertito
e
l’
intensità
del
fenomeno
migratorio
è
quantitativamente
rilevante
.
[38]
All’
estero
l’
italiano
va
forte
non
c’
è
dubbio
.
[39]
Non
solo
siamo
amati
;
si
fa
di
più
,
siamo
imitati
.
[40]
In
alcuni
campi
,
quelli
in
cui
siamo
molto
apprezzati
,
si
verificano
episodi
sintomatici
,
con
risvolti
pratici
tutt’
altro
che
secondari
.
[41]
In
ambito
commerciale
si
usa
la
nostra
lingua
a
fini
promozionali
,
si
inventano
nomi
inesistenti
,
che
pretendono
di
richiamare
il
mondo
italiano
con
accostamenti
linguistici
più
o
meno
fantasiosi
.
[42]
Sui
menu
di
ristoranti
italiani
negli
Stati
Uniti
è
normale
leggere
«
primo
»
e
«
secondo
»
,
come
da
noi
,
certo
fa
piacere
.
[43]
Ma
,
in
aggiunta
,
alcuni
ristoranti
di
New
York
con
cucina
italiana
offrono
pietanze
come
«
Lobster
Fra
Diavolo
»
,
«
Shrimp
Fra
Diavolo
»
,
«
Chicken
Scarpariello
»
,
ecc
.
,
che
propongono
con
nomi
fintamente
italiani
piatti
che
in
Italia
non
esistono
(
li
ha
catalogati
un
linguista
che
insegna
a
New
York
,
Hermann
Haller
)
.
[44]
I
clienti
,
confusi
dal
nome
,
cedono
al
richiamo
e
credono
di
mangiare
cibi
italiani
.
[45]
Il
ricorso
a
italianismi
fittizi
,
coniati
allo
scopo
di
agevolare
il
consumo
e
lo
smercio
di
prodotti
fintamente
italiani
non
riguarda
solo
un
gruppo
di
ristoranti
newyorkesi
,
non
è
limitato
ad
una
sola
città
,
per
quanto
importantissima
.
[46]
Da
circa
vent’
anni
Howard
Schutz
,
fondatore
e
guida
della
più
grande
catena
americana
di
caffetterie
,
cerca
di
entrare
nel
mercato
italiano
per
vendere
in
Italia
,
patria
del
caffè
,
la
miscela
da
noi
preferita
in
versione
americana
.
[47]
Per
di
più
a
un
prezzo
quasi
tre
volte
superiore
a
quello
della
tazzina
nostrana
.
[48]
L’
idea
di
aprire
il
primo
«
coffee
store
»
venne
all’
imprenditore
nel
1983
,
dopo
un
viaggio
in
Italia
.
[49]
Tornato
a
Seattle
,
decise
di
ricreare
lo
spirito
della
caffetteria
italiana
,
intesa
come
punto
d’
incontro
e
di
lettura
dei
quotidiani
.
[50]
La
sua
prima
iniziativa
imprenditoriale
nel
campo
fu
battezzata
«
il
Giornale
»
,
dal
nome
del
quotidiano
milanese
.
[51]
La
catena
è
«
Starbucks
»
(
registro
il
nome
con
trepidazione
,
involontariamente
sto
facendo
pubblicità
)
,
i
punti
vendita
nel
mondo
sono
22
.
[52]
519
in
67
paesi
(
crescono
in
continuazione
,
magari
oggi
sono
di
più
)
.
[53]
Da
qui
sono
nate
bevande
che
si
ispirano
a
nomi
italiani
,
in
parte
inventati
:
«
Frappuccino
»
,
«
Americano
»
,
«
Espresso
macchiato
»
,
«
Espresso
doppio
»
.
[54]
Per
concludere
:
nomi
italiani
servono
a
pubblicizzare
un’
iniziativa
imprenditoriale
americana
,
che
ora
cerca
di
entrare
commercialmente
nel
nostro
paese
.
[55]
Non
conosco
gli
esiti
della
lunga
trattativa
,
se
approderà
lo
vedremo
.
[56]
Non
va
diversamente
nel
mondo
commerciale
tedesco
.
[57]
Recentemente
a
Lecce
una
grande
catena
tedesca
di
supermercati
ha
aperto
un
nuovo
punto
vendita
.
[58]
Verificate
.
[59]
Negli
scaffali
predominano
vari
prodotti
etichettati
«
Italiamo
»
(
che
è
una
ditta
con
sede
in
Germania
)
,
ci
sono
grissini
,
crackers
e
fette
biscottate
che
si
chiamano
«
Certossa
»
,
sughi
,
olive
e
carciofini
prodotti
da
«
Baresa
»
,
marche
di
caffè
e
cioccolata
che
si
chiamano
«
Bellarom
»
e
«
Caffeciao
»
:
insomma
marchi
tedeschi
con
fono-morfologia
allusivamente
italiana
.
[60]
Il
prodotto
(
fintamente
)
italiano
si
vende
di
più
.
[61]
In
Germania
dappertutto
è
diffuso
il
«
parmesan
»
,
che
non
ha
nulla
che
vedere
con
l’
originale
italiano
.
[62]
Non
ha
avuto
successo
il
«
freddocino
»
‘
sorta
di
cappuccino
freddo’
che
veniva
propagandato
nei
bar
,
non
sempre
il
trucco
funziona
.
[63]
Parmigiano
e
prosciutto
sono
i
prodotti
alimentari
italiani
più
imitati
all’
estero
.
[64]
Negli
Stati
Uniti
si
spaccia
per
originale
un
falso
«
Parmeggiano
»
.
[65]
Un
articolo
di
Federico
Rampini
su
«
la
Repubblica
»
informa
:
«
Gli
americani
[
.
.
.
]
non
hanno
mai
riconosciuto
i
marchi
locali
,
come
la
denominazione
del
prosciutto
di
Parma
:
per
loro
esistono
solo
marchi
aziendali
.
Fino
alla
“
circonvenzione
d’
incapace
”
,
che
è
l’
uso
del
cosiddetto
“
Italian
Sounding
”
»
(
ecco
un
altro
anglicismo
,
servirà
anche
questo
a
mascherare
il
fenomeno
?
O
a
renderlo
quasi
attraente
?
)
,
cioè
nomi
che
suonano
italiani
,
assomigliano
agli
originali
,
e
traggono
in
inganno
la
massa
dei
consumatori
meno
avveduti
.
[66]
Il
giornalista
conclude
:
«
Ma
ci
sono
cascato
anch’
io
,
confesso
:
una
volta
,
nella
fretta
mi
è
capitato
di
scambiare
l’
infame
“
Parmeggiano
”
per
il
prodotto
vero
»
.
[67]
Il
giro
d’
affari
dei
cibi
che
hanno
un
nome
italiano
ma
non
sono
italiani
pare
che
valga
circa
60
miliardi
di
euro
all’
anno
.
[68]
Il
ministero
del
commercio
estero
,
i
politici
che
lavorano
in
Europa
,
i
nostri
imprenditori
,
hanno
niente
da
dire
(
o
meglio
:
da
fare
)
in
proposito
?
[69]
Si
muovano
.
[70]
La
battaglia
per
la
lingua
può
diventare
una
battaglia
per
l’
economia
.
[71]
“
Molti
si
aggrappano
all’
idioma
del
Bel
Paese
per
veicolare
in
modo
efficace
i
propri
prodotti
”
[72]
“
Il
valore
di
quelle
merci
che
di
italiano
non
hanno
nulla
è
pari
a
60
miliardi
Questa
è
una
battaglia
per
l’
economia
”
Text view
•
Paragraph view