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Consigli di buona scrittura

Language columnIl linguista
AuthorAnna Colia
Date 31 luglio 2011
NewspaperRepubblica Online
Publication place-
Publication countryItalia
Page-
Column-


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Un lettore del blog ci ha scritto: «Sono perplesso, perchè quando inizio a scrivere un tema, una lettera, perdo molto tempo a corregere sia gli errori della grammatica che per una elaborazione linguistica più pulita. Ho cercato di rivolgermi a qualche esperto in materia, senza però trovare la persona giusta. Non ci sono persone serie che cercano di aiutarti con sincerità, perchè da quel che ho capito, in questa società, chi possiede pochi soldi non ottiene nulla Perciò da solo ho iniziato a esercitarmi ogni giorno: nella scrittura di temi, di leggere giornali di cui analizzo accuratamente il testo Però la mia difficoltà è la grammatica di cui io non sono in grado di corregere. pertanto vorrei che mi valutasse anche nello scritto di cui ho inviato. Quasi dimenticavo vorrei sapere come si scrive un saggio breve nella maturità Colgo l’occasione di inviarvi i miei più sinceri saluti».
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A parte le correzioni necessarie (perché e non perchè; correggere e non corregere; da evitare i puntini di sospensione a ogni piè sospinto; ecc.), prendiamo spunto da questo commento per trattare brevemente un tema di cui non si discute spesso: imparare a scrivere su carta o, ormai sempre più spesso, al computer.
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Fin dall’epoca classica quella di esprimersi bene con le parole è stata avvertita come un’importante esigenza da cui ha preso vita l’arte oratoria.
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Le sue correnti principali erano due: quella aristotelica, fondata sull’uso delle tecniche espressive atte a conquistare l’interlocutore, e quella catoniana, la cui essenza si può sintetizzare nella sentenza rem tene, verba sequentur (tieni a mente il concetto, le parole seguiranno).
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Prendiamo in prestito proprio dalla retorica classica le tre fasi principali attraverso le quali chiunque voglia scrivere deve passare: l’inventio (la ricerca degli argomenti), la dispositio (il modo in cui vengono esposti), l’elocutio (la colorazione del testo, attraverso scelte di tipo stilistico).
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È dunque fondamentale, prima d’iniziare a scrivere, che si abbiano le idee chiare su cosa dire e su come dirlo, senza dimenticare di tenere in considerazione il pubblico a cui ci si rivolge.
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Raccomandiamo, ancora, di leggere molto; più è ampia la gamma delle proprie letture, maggiori saranno le idee e gli spunti di scrittura.
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Esercitarsi nella lettura con un occhio attento alla lingua permette peraltro di osservare l’applicazione delle regole grammaticali e l’uso della punteggiatura, e di comprendere meglio le differenze stilistiche tra i vari tipi di testi.
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Prima di scrivere si possono adottare varie tecniche di raccolta delle idee (per es. mettere insieme le parole-chiave che potrebbero essere d’aiuto nella stesura del testo) e di vera e propria progettazione (per es. schematizzare quel che si dovrà dire).
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Passata la fase del primo imbarazzo, se la difficoltà è quella dell’autocontrollo coordinato (in pratica: come faccio a rendermi conto di che tipo di lingua stia utilizzando mentre cerco di esprimere un concetto?) potrebbe essere d’aiuto scrivere di getto e poi ricontrollare tutto, oppure cercare di riformulare mentalmente il pensiero in modo chiaro prima di metterlo per iscritto.
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In ogni caso la rilettura finale deve sempre avvenire cercando di leggere il testo con gli occhi di una terza persona che lo veda per la prima volta e voglia capire davvero quale messaggio si sia voluto far passare.
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Un altro consiglio, utile specialmente le prime volte che ci si esercita nella scrittura, è quello di far leggere i propri testi ad altre persone, da cui arriveranno sicuramente commenti e spunti.
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Una buona grammatica e un buon vocabolario di italiano saranno infine due amici da cui non dovremmo mai separarci.
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Anna Colia
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Scritto domenica, 31 luglio 2011 alle 22:21 nella categoria Senza categoria.
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0.
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marcoaugusto scrive:
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2 agosto 2011 alle 20:57
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L'abbreviazione di'bene'vuole l''acca'?e se si dove esattamente?
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"Beh,vedro' di fare il possibile".
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Poi ho letto da qualche parte che si dovrebbe semplicemente troncare:"Be',vedro' di...
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"Voi che ne dite?
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Complimenti e grazie
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linguista scrive:
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2 agosto 2011 alle 22:31
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Le due soluzioni possibili sono beh e be'.
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Quest'ultima, però, suona più adatta a uno stile colloquiale.
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Massimo Arcangeli
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antonio scrive:
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15 agosto 2011 alle 09:25
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In italiano la parola <> può avere varie funzioni.
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Può essere una congiunzione o può essere un pronome relativo.
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Il mio problema è che quando scrivo un molto spesso: CHE...
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Pertanto vorrei sapere: quando, dove, perchè si usa: CHE.
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RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE.
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Antonio
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linguista scrive:
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15 agosto 2011 alle 09:58
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La questione è molto lunga e complessa.
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"La cosa che ti ho parlato" è ovviamente un enunciato scorretto; si sarebbe dovuto scrivere "La cosa di cui/della quale ti ho parlato" (ciò vuol dire che bisogna evitare il "che"nei casi obliqui del relativo, e usare invece le varie formule "al quale", "di cui", "con i quali", ecc.). Altrettanto scorretto è l'enunciato "L'affare è più complesso che tu possa pensare"; anche in questo caso un'alternativa possibile al "che" sarebbe rappresentata da una soluzione più analitica: "L'affare è più complesso di quanto tu possa pensare".
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Massimo Arcangeli
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antonio scrive:
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18 agosto 2011 alle 09:09
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Nella vostra rubrica(Dubbi sulla scrittura) ho inviato un tema(breve).
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Pertanto vorrei che mi valutasse la grammatica, la logica e il problema di cui ho riferito in precedenza: che, perchè...
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Ringrazio anticipatamente.
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Antonio
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linguista scrive:
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18 agosto 2011 alle 09:24
[52]
Per il "che" può leggersi la mia risposta del 15 agosto (9.58).
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Massimo Arcangeli
[54]
antonio scrive:
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19 agosto 2011 alle 08:33
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CHE: si usa solo come soggetto (nominativo)o complemento oggetto (accusativo). E’(Che) invariabile, non è mai preceduto da preposizione e
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ha sempre un periodo antecedente.
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Vi prego vorrei degli esempi semplici.
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Distinti Saluti.
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Antonio
[61]
antonio scrive:
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19 agosto 2011 alle 14:53
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"18 agosto 2011 alle ore 13:11" sulla rubrica: dubbi sull'italiano 2; ho ricevuto la sua risposta e la sua correzione del tema.
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La ringrazio!
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Vorrei un consiglio: che devo evitare quando scrivo?
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Per migliorare a scrivere che devo fare?
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I miei più Cordiali Saluti.
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Antonio.
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linguista scrive:
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19 agosto 2011 alle 15:41
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La risposta alla sua domanda non può rientrare nello spazio qui concesso.
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La rinvio ad alcuni libri che potranno aiutarla: Luca Serianni Italiano, Garzanti, 1997 e Dardano-Trifone La Nuova Grammatica della Lingua Italiana, Zanichelli, 1997.
[73]
Ci sono in commercio moltissimi manuali di scrittura, tra i quali le consiglio: Vito Maistrello Italiano scritto.
[74]
Scrivere testi a partire da testi, Franco Angeli, 2006, e Dardano-Giovanardi, Le strategie dell’italiano scritto, Zanichelli, 2001.
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Fabio Ruggiano
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Riccardo scrive:
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29 settembre 2011 alle 19:03
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Buongiorno.
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Vorrei il vostro parere sulla seguente frase: "Se mai la storia delle avventure di un uomo qualsiasi di questo mondo è stata degna di pubblicazione e, una volta pubblicata, di essere accolta con favore, colui che l'ha data alle stampe è convinto che questa lo sia".
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Non capisco se l'utilizzo del "SE MAI".
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Introduce una dubitativa?
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Ma allora sono corretti i tempi e modi dei verbi usati.
[83]
Si potrebbe esprimere diversamente la frase per renderne più immediato il concetto?
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Ringrazio tutti i professori che collaborano a questa rubrica di cultura per la l'eccellenza delle spiegazioni fornite.
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Ancora grazie.
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linguista scrive:
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29 settembre 2011 alle 19:17
[88]
La coppia formata dalla congiunzione "se" e dall'avverbio "mai" non ha una funzione dubitativa, bensì condizionale-restrittiva.
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Per essere più precisi, tale ruolo sintattico grava sul "se", mentre il "mai" ha uno scopo eminentemente rafforzativo.
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Le congiunzioni condizionali-restrittive indicano di norma un'esigenza che deve essere soddisfatta perché si realizzi un dato evento, e pertanto presentano non ipotesi, ma condizioni.
[91]
Per quanto riguarda i tempi verbali, la principale ("colui che l'ha data alle stampe è convinto") presenta correttamente l'indicativo, così come è corretto il congiuntivo nella subordinata dichiarativa ("che questo lo sia").
[92]
La restrittiva ("se mai la storia ... con favore"), benché l'uso dell'indicativo sia del tutto corretto, potrebbe altrettanto giustamente presentare il congiuntivo, così da diventare "se mai la storia delle avventure di un uomo qualsiasi di questo mondo SIA STATA degna di pubblicazione", con un'amplificazione puramente retorica della sfumatura eventuale.
[93]
Dipende, quindi, da che connotazione si intende dare alla proposizione.
[94]
Per quanto riguarda eventuali alternative, sono ovviamente diverse e implicano lo scardinamento della costruzione da lei proposta e la collocazione del significato in regimi sintattici diversi.
[95]
Ad es., potremmo dire "Chi ha dato tale opera alle stampe è convinto che essa, benché racconto delle avventure di un uomo qualsiasi, sia degna di esser pubblicata e accolta con favore ben più grande di quello che è stato riservato ad altre simili imprese".
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Alessandro Di Candia
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Riccardo scrive:
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3 ottobre 2011 alle 12:30
[99]
Ringrazio vivamente per la gentile risposta del prof.
[100]
Alessandro Di Candia, e mi scuso se ho scritto due volte per la stessa richiesta.

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