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Come ti ringrazio (e ti ricambio)

Language columnIl linguista
AuthorSimonetta Losi
Date 21 giugno 2009


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Prendiamo spunto dalla domanda di un lettore per una breve riflessione su alcune forme di cortesia molto usate in italiano: grazie, prego e relative varianti.

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Parlando di grazie non ci riferiamo naturalmente alle seducenti fanciulle mitologiche che incarnavano lo splendore, la gioia e la prosperità, ma alla nostra più comune formula di ringraziamento. È il plurale di grazia, che trae origine dal latino gratia: un aiuto soprannaturale conseguito per meriti. È come se dicendo grazie, dunque, volessimo attirare la benevolenza divina sul nostro interlocutore per ripagarlo con la gratitudine, appunto dei grandi o piccoli benefici che ci ha concesso.

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Fra le espressioni costruite su grazie, innanzitutto, mille grazie e il più frequente grazie mille (che piace molto agli stranieri); molte grazie suona piuttosto formale, tante grazie può risultare talora ironico e persino esprimere disappunto: Non vuoi farmi questo favore? Tante grazie!. Un po’ in disuso grazie di cuore, tendenzialmente giovanile grazie, grazie, grazie. Le buone maniere ci impongono di dire grazie, la fede ci chiede di rendere grazie (Rendiamo grazie a Dio). Normalmente diciamo grazie per avermi aiutato, spesso operando una nominalizzazione (grazie per il tuo aiuto). Un tempo, a chi si amava, ci si rivolgeva con grazie dei fior; oggi diciamo un po’ enfaticamente, con Eros Ramazzotti: grazie di esistere. Per il resto: ti sono grato è quasi aulico; non so come ringraziarti un po’ retorico; stereotipiche, infine, formule come porgo i miei più vivi e sentiti ringraziamenti o La ringrazio anticipatamente, nelle quali è facile incappare in chiusura di una lettera dai toni formali.

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A grazie si risponde generalmente con prego (usato per cedere il passo, o introdurre qualcuno in casa propria, sembra avere in qualche modo a che fare con il you’re welcome dell’inglese). Comode alternative a prego possono essere di niente, di nulla, non c’è di che; più indirette figurati e si figuri, immaginati e si immagini, con netta prevalenza nell’uso delle prime sulle seconde.

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Grazie (dell’attenzione).

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Simonetta Losi

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Scritto domenica, 21 giugno 2009 alle 09:06 nella categoria Senza categoria. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. I commenti e i pings sono disabilitati.

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Commenti

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Alessandro scrive:

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1 agosto 2009 alle 16:44

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Buongiorno. Mi farebbe piacere sentire la vostra sull'uso di "grazie per ..." al posto di "grazie di ...". Io sostengo che "grazie per" sia mutuato dall'inglese e che comunque la forma corretta in italiano sia sempre "grazie di". Grazie della risposta che mi darete. Alessandro

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linguista scrive:

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1 agosto 2009 alle 16:49

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Si legga la mia risposta in data 6 giugno, 17:51. Troverà la soluzione.

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Massimo Arcangeli

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GIOVA scrive:

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1 agosto 2009 alle 22:05

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IN DATA 6 GIUGNO NON L'HO TROVATO!

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linguista scrive:

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2 agosto 2009 alle 01:41

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Gentile Giova,

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al fine di facilitare la sua ricerca le ripropongo di seguito la domanda a cui fa riferimento e la relativa risposta del Prof. Arcangeli, datata 6 giugno alle ore 17.51.

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Rocco Luigi Nichil

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Simone scrive:

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6 giugno 2009 alle 17:46

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Si sente sempre più spesso dire, e talvolta si legge, grazie per quello che hai fatto e ti ringrazio per il favore invece di grazie di quello che hai fatto e ti ringrazio del favore. Credo che si tratti di un maldestro calco dell’inglese to thank for, ma mi domando, al di di questo, se sia ancora ritenuto un errore morfologico scrivere grazie per o ti ringrazio per così come negli anni Cinquanta, non c’è dubbio, sarebbe stato sbagliato cantare Grazie per i fiori.

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linguista scrive:

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6 giugno 2009 alle 17:51

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Le lingue mutano, fortunatamente. I moduli che lei mi segnala sono correntemente usati e tranquillamente usabili.

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Massimo Arcangeli


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