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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/3

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 19 agosto 2011


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Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

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Un servizio di consulenza dedicato soprattutto agli studenti in ansia per la maturità ma aperto a chiunque voglia sollevare questioni sulla nostra lingua. Le risposte, a cura della redazione di Lid’O. Lingua italiana d’oggi, sono coordinate dal linguista Massimo Arcangeli.

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Scritto venerdì, 19 agosto 2011 alle 09:03 nella categoria Senza categoria. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. I commenti e i pings sono disabilitati.

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Luca scrive:

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19 agosto 2011 alle 16:23

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La grammatica di Serianni non cita un complemento specifico per una frase di questo tipo: "questo comportamento non è da lui". Ha solo valore "destinativo-vincolativo"? Inoltre cosa si intende per vincolativo?

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linguista scrive:

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19 agosto 2011 alle 16:45

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Potrebbe essere inteso come complemento predicativo. Per quanto riguarda vincolativo, si riferisce alla relazione semantica che la preposizione da instaura tra i due oggetti (in questo caso comportamento e lui), visto che l'indicazione della natura stessa del primo è fornita dal secondo.

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Fabio Ruggiano

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marcoaugusto scrive:

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20 agosto 2011 alle 09:46

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"Altro lavoro che lo esaltava e non lo soddisfava perché..."

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E' quello che ho trovato su un quotidiano nazionale stamattina.Voi cosa pensate di quel "soddisfava"?

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Grazie e complimenti.

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linguista scrive:

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20 agosto 2011 alle 11:10

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La tradizione (da Machiavelli a Svevo) avrebbe ovviamente optato per "soddisfaceva", e tuttavia "soddisfava", nell'italiano corrente, è forma ormai molto diffusa. Dal mio versante posso solo consigliarle di evitarla, anche se temo che finirà per scalzare la concorrente.

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Massimo Arcangeli

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ana scrive:

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20 agosto 2011 alle 22:11

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Gentile linguista,

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nella frase "non c'è niente che non si può chiarire" non si dovrebbe usare il congiuntivo "possa"?

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Grazie.

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linguista scrive:

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21 agosto 2011 alle 17:56

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Entrambe le costruzioni sono accettabili. Il congiuntivo va preferito nello scritto, soprattutto formale e con scopi argomentativi (saggi scientifici, tesi di laurea, articoli specialistici, temi scolastici).

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Fabio Ruggiano

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Mauro scrive:

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23 agosto 2011 alle 08:07

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Buongiorno e complimenti per il servizio offerto.

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Vorrei chiedere delucidazioni sull'opportunità dell'uso della virgola per separare dalla proposizione principale una subordinata con verbo al gerundio e valore strumentale, in particolare quando la subordinata precede la principale. Potrebbe verificare la correttezza dei seguenti esempi?

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1) Teneva a bada gli avversari agitando in aria un bastone.

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2) Teneva a bada gli avversari, agitando in aria un bastone. (Non sembra piuttosto un gerundio coordinato?)

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3) Agitando in aria un bastone teneva a bada gli avversari.

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4) Agitando in aria un bastone, teneva a bada gli avversari.

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Personalmente dubito che in 2) e 4) il gerundio conservi un valore strumentale. Può chiarirmi le idee?

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La ringrazio anticipatamente.

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linguista scrive:

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23 agosto 2011 alle 09:44

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La mia scelta ricadrebbe senz'altro su una delle due frasi sprovviste della virgola o su quella con la virgola in cui la subordinata precede la principale (la quarta). Nella seconda la virgola è da evitare per una mera ragione stilistica, e non tanto perché comprometta il valore strumentale della proposizione secondaria.

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Alessandro Aresti

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ana scrive:

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24 agosto 2011 alle 20:46

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Gentile linguista,

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Oltre alla forma "LA settimana scorsa" quando posso usare "NELLA settimana scorsa"?

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Quando, invece, faccio riferimento alla data, posso dire "18 gennaio" o "il 18 gennaio"?

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Grazie!

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linguista scrive:

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26 agosto 2011 alle 08:45

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"La settimana scorsa" e "il 18 gennaio" se si tratta di complementi di tempo determinato. Ad es. La settimana scorsa ho pagato una multa che mi era arrivata il 18 gennaio.

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Marco Maggiore

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ana scrive:

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26 agosto 2011 alle 12:36

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Grazie della risposta, ma Lei potrebbe darmi un esempio con "nella settimana" e "18 gennaio"?

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Ancora grazie.

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linguista scrive:

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26 agosto 2011 alle 14:12

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La determinazione temporale con numero del giorno si usa sempre con articolo (unica eccezione sono le date all'inizio o alla fine di un testo).

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L'espressione nella settimana scorsa) sottolinea che l'evento espresso dal verbo si produce nel corso del lasso di tempo cui si fa riferimento. Ad esempio posso dire nella settimana scorsa le vendite sono calate drasticamente o nella scorsa settimana abbiamo lavorato tantissimo, se intendo dire "nel corso della settimana passata / per tutta la settimana passata". In queste frasi andrebbe bene anche la settimana scorsa, che funziona come cornice temporale generica. Quando invece l'unità temporale serve da punto di riferimento per un evento puntuale, che si è prodotto in un momento specifico (ma che non mi interessa precisare), si omette la preposizione (la settimana scorsa ho incontrato Mario: "in un certo momento della settimana scorsa"). La scelta tra le due forme (che in molti casi sono sovrapponibili) dipende dunque dalla duratività del verbo e dal tipo di evento espresso.

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Elisa De Roberto

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ana scrive:

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26 agosto 2011 alle 21:59

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Elisa,

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grazie della risposta. La Sua spiegazione mi è stata esauriente.

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Fabio scrive:

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26 agosto 2011 alle 22:15

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Buon giorno,

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ho un dubbio che riguarda i cognomi con particelle.

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Un noto manuale di stile spiega che, di norma, la particella si scrive con iniziale minuscola se il cognome è preceduto dal nome proprio, con iniziale maiuscola quando il cognome compare da solo. A titolo di esempio:

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Luca della Robbia, Della Robbia

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Wernher von Braun, Von Braun

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Il mio dubbio riguarda le situazioni in cui il nome proprio c’è ma è abbreviato.

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Cosa è meglio fare in questi casi?

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È più corretto scrivere W. von Braun oppure W. Von Braun?

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Grazie e complimenti

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linguista scrive:

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26 agosto 2011 alle 23:52

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Le preposizioni anteposte a tanti cognomi italiani ("di", "de", "da", "del"...) richiedono normalmente la maiuscola, e mi pare ovvio che tale maiuscola debba rimanere tale sia se il cognome compare da solo ("il noto critico teatrale D'Amico") sia se è preceduto dal nome ("Silvio D'Amico" e non "Silvio d'Amico"). Il problema si pone per alcuni cognomi di antiche casate i cui discendenti, in molti casi, difendono la loro minuscola nobiliare con le unghie e con i denti (anche a costo di rivolgersi a un giudice per veder tutelati i proprio diritti). In questo caso c'è effettivamente chi consiglia di usare la maiuscola in assenza del nome: "Gabriele d'Annunzio" ma "il superuomo di D'Annunzio", "Giovanni della Casa" ma "Monsignor Della Casa". Io mi atterrei qui a una semplice regola: se un cognome ha la preposizione minuscola, se così vuole chi lo porta, si usi allora sempre la minuscola. Un discorso a parte dev'esser fatto per i cognomi di origine straniera, ognuno dei quali risponde comunque innanzitutto alla lingua alla quale appartiene. In francese, di norma, "de" e "d'" vengono scritte con la minuscola ("Honoré de Balzac"; "François-Marie d'Arouet"), laddove con altre preposizioni c'è una certa oscillazione; in italiano, però, quando il cognome compare da solo la preposizione viene perlopiù omessa: "Henri de Toulouse-Lautrec", ma "il pittore impressionista Toulouse-Lautrec". In tedesco "von" va scritta con la minuscola ("Otto von Bismarck"; "Wernher von Braun"); in assenza del nome la preposizione, sempre in italiano, può rimanere o cadere: "un concerto di von Karajan"o "un concerto di Karajan"; "il generale von Moltke" o "il generale Moltke". In olandese "van" va scritta con la minuscola; qui in assenza del nome, sempre da noi, "Van" è senz'altro più diffuso di "van": "un quadro di Van Gogh".

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Massimo Arcangeli

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elisabetta bertinotti scrive:

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27 agosto 2011 alle 09:07

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Trovo il servizio molto utile. Quando ne avro' bisogno vi consultero'. Grazie in anticipo

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linguista scrive:

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28 agosto 2011 alle 11:04

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Grazie a lei. Siamo a sua disposizione

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Massimo Arcangeli

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antonio scrive:

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28 agosto 2011 alle 16:11

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Vi prego, vorrei la correzione grammaticale e quella logica di questo scritto:

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Le torri gemelle erano uno dei grattacieli più alti del mondo. Si trovavano al centro di New York. L’11 settembre 2001, inaspettatamente i giornali di tutto il mondo danno la triste notizia dell’attentato alle torri gemelle. In quell’istante sembrava come se fosse l’inizio di una guerra di cui fosse coinvolto tutto il mondo. Tutti avevano paura! E non credevano alla notizia di quel tragico evento. Invece era vero. Un gruppo di kamikaze dirottarono quei due aerei, per farli schiantare, contro le torri di New York.

[92]

Ringrazio anticipatamente.

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Antonio

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linguista scrive:

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28 agosto 2011 alle 16:20

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Deve lavorare soprattutto sulla punteggiatura e sull'articolazione testuale. Non guasterebbe una maggiore eleganza nell'uso del lessico. Ecco la mia proposta di revisione:

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Le torri gemelle erano fra i grattacieli più alti del mondo. Si trovavano al centro di New York. L’11 settembre 2001, inaspettatamente, i giornali di tutto il mondo danno la triste notizia dell’attentato che le avrebbe poi fatte crollare. In quell’istante sembrava essere iniziata una guerra in cui fosse coinvolto l'intero pianeta. Avevano tutti paura. Non credevano a quel che avevano sentito, ma era tutto vero. Un gruppo di kamikaze aveva dirottato due aerei perché si schiantassero contro le svettanti torri newyorkesi.

[98]

Massimo Arcangeli

[99]

Paolo scrive:

[100]

28 agosto 2011 alle 22:16


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