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“Dimenticare” o “scordare”?

Language columnIl linguista
AuthorFausto Raso
Date 17 luglio 2012
NewspaperRepubblica Online
Publication place-
Publication countryItalia
Page-
Column-


[1]
"L'?uomo dimentica. Si dice che ciò è opera del tempo; ma troppe cose buone, e troppe ardue opere, si sogliono attribuire al tempo, cioè a un essere che non esiste. No: quella dimenticanza non è opera del tempo; è opera nostra che vogliamo dimenticare e dimentichiamo".
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Questo pensiero di Benedetto Croce ci ha fatto venire alla mente, per analogia, il verbo ?scordare?, che quasi tutti adoperano, indiscriminatamente, come sinonimo di dimenticare.
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Attenzione: sinonimo non vuol dire ?uguale?, ?identico?; una parola non può mai essere identica a un'?altra.
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Sinonimo, dal greco ?synònymos?, si dice di un vocabolo che, piú o meno approssimativamente, esprime il medesimo concetto di un altro vocabolo.
[5]
Sinonimia, insomma, non è? sinonimo di identicità.
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I due verbi, a nostro modesto avviso, non si possono adoperare indifferentemente, ma secondo le varie sfumature di significato.
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E qui ci viene in aiuto l?
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'etimologia, che,? come si sa,? è quella parte della linguistica che studia la derivazione delle parole di una lingua.
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E proprio da quest?
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'ottica dimenticare e scordare hanno significati diversi: il primo vale '?allontanare dalla mente'?; il secondo '?allontanare dal cuore'?.
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Non si dice, infatti, che il primo amore non si scorda mai?
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Nessuno, crediamo, direbbe che il primo amore non si ?dimentica?, proprio perché, come recita il verbo scordare, quell?
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'amore non è mai stato allontanato dal fondo del cuore.
[14]
Dimenticare è il latino tardo ?dementicare?, composto con il prefisso de-, ? indicante allontanamento, e il sostantivo ?mens, mentis?
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('mente').
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Scordare, invece, è tratto da ?ricordare (/recordare)?, col cambio del prefisso ?ri-?
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(indicante reiterazione) in ?s-?
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('allontanamento') e ?cor, cordis?
[19]
('cuore').
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I ricordi, infatti, che cosa sono se non i ?ritorni nel cuore??
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Coloro che vogliono parlare e scrivere bene diranno, dunque, che hanno ?dimenticato? gli occhiali a casa e che hanno ?scordato? le poesie che avevano imparato.
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Le poesie non ?entrano? nel cuore?
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Si scordano, quindi, non si dimenticano.
[24]
In un certo senso si potrebbe dire che le cose spirituali si scordano, le cose fisiche si dimenticano (ho ?scordato? la canzone; ho ?dimenticato? le chiavi).
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Un vocabolario sostiene che "scordare ha gli stessi significati e gli stessi costrutti sintattici di ?dimenticare?, rispetto al quale è d?'uso piú popolare".
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Dissentiamo, pur prendendo atto del fatto che nell'?uso non c'?è distinzione alcuna fra i due verbi.
[27]
Come è nata, allora, la confusione?
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Probabilmente perché anticamente il cuore era considerato la sede della memoria.
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Fausto Raso
[30]
Scritto martedì, 17 luglio 2012 alle 08:36 nella categoria Senza categoria.
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0.
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eFFeLLe scrive:
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27 settembre 2012 alle 10:34
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Incredibile !
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La differenza è sottile anche se la prassi vuole che per il "cuore" si utilizzi il "dimenticare".
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L'ex non vi hai mai detto "ti ho dimenticato" ?
[39]
lo stregatto scrive:
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17 dicembre 2012 alle 12:31
[41]
post stupendo, complimenti!
[42]
cinicamente, mi viene da considerare che si tende sempre più a ricondurre alla mente, al cerebrale, anziché al cuore...
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Beatrice scrive:
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29 aprile 2013 alle 15:50
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Excelente explicación!
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Gracias
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Michele scrive:
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15 luglio 2013 alle 11:28
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leggo solo ora questa spiegazione, causa tardiva scoperta di questo interessante blog.
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E proprio leggendo sono affiorati i ricordi della mia infanzia.
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Mia nonna, insegnante elementare fiorentina, mi spiegò la differenza fra rammentare e ricordare esattamente negli stessi termini afferenti rispettivamente al dominio delle nozioni e a quello delle emozioni (Mens, Mentis e Cor, Cordis) Dissento solo sul tema della poesia, ma è più una constatazione pratica legata alla scuola dei miei tempi: "Non mi rammento la poesia che avevo mandato a memoria" è a mio parere più corretto di "Ho scordato la poesia che avevo mandato a memoria".
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Così proseguendo, dirò "Non ricordo cosa mi regalarono quando fui promosso in prima media".
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Purtroppo "Rammentare" è ormai più che desueto e utilizzato solo in toscana.
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Grazie davvero per il vostro impegno
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luana scrive:
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14 ottobre 2016 alle 12:07
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esiste il plurale di la fine come sostantivo femminile?
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linguista_1 scrive:
[59]
14 ottobre 2016 alle 21:05
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Le fini.
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Alessandro Aresti
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Riccardo scrive:
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9 gennaio 2017 alle 22:10
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Siamo orfani d questo blog stupendo.
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Chiedo se siete ancora disponibili e se la pubblicazione delle vostre sapienti risposte avviene su qualche altro servizio web.
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Un saluto a voi tutti, professori e ricercatori, amanti della bella lingua.
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Ancora tanti auguri
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linguista_1 scrive:
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9 gennaio 2017 alle 22:13
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Caro Riccardo,
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la ringrazio (anche a nome di Massimo Arcangeli e Alessandro Aresti) per le belle parole.
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Siamo ancora disponibili, certo, e chiediamo scusa a tutti gli utenti se talvolta le risposte arrivano un po' in ritardo.
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Rocco Luigi Nichil
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rita scrive:
[75]
17 febbraio 2017 alle 11:54
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Gentile professore,
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vorrei la sua opinione sulle seguenti frasi.
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Qual è il periodo corretto?
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"Giulio pensa che se continuerà a lottare potrà aprire la strada agli uomini che vorrebbero fare la sua stessa scelta ma non ne hanno il coraggio" o è preferibile scrivere "Giulio pensa che se continuasse a lottare potrebbe aprire la strada agli uomini che vorrebbero fare la sua stessa scelta ma non ne hanno il coraggio"
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Grazie
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linguista_1 scrive:
[82]
17 febbraio 2017 alle 11:55
[83]
Sono entrambi corretti.
[84]
Rocco Luigi Nichil

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