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Avete dubbi sulla grammatica? Un servizio di consulenza dedicato soprattutto agli studenti in ansia per la maturità ma aperto a chiunque voglia sollevare questioni sulla nostra lingua. Le risposte sono a cura di Massimo Arcangeli e Alessandro Aresti.
Scritto martedì, 15 dicembre 2015 alle 20:58 nella categoria Senza categoria. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. I commenti e i pings sono disabilitati.
Rita scrive:
15 aprile 2015 alle 22:38
Buonasera! Vorrei chiedere un chiarimento. Nella frase "Tu hai mangiato tre caramelle, io ne ho mangiate quattro", cosa è "quattro"?
Direi pronome, ma il nome "caramelle" è già sostituito dal pronome ne...
linguista_1 scrive:
16 aprile 2015 alle 12:10
Pronome. Provando a sostituire quattro con poche, forse è più chiaro il suo valore.
Alessandro Aresti
Virginia scrive:
17 aprile 2015 alle 23:48
Gentile Linguista,
l'aggettivo al grado superlativo assoluto formato con il suffisso -issimo ("bellissimo", "bravissimo", ecc.)
è primitivo, derivato o alterato?
Grazie
18 aprile 2015 alle 12:25
In grammatica si parla di gradi dell'aggettivo: positivo, comparativo, superlativo. Con i derivati e gli alterati siamo nell'ambito della formazione delle parole. Certo, la categoria dei superlativi è in qualche modo simile a quella degli alterati: ma, attenzione, la grammatica non li definisce tali.
Arnoldas scrive:
18 aprile 2015 alle 16:43
Gentili Linguisti, si dice "dalla mattina alla sera" anche "da mattina a sera". E poi, si dice "dalla sera alla mattina" e non so se sia corretto dire "da sera a mattina" (senza articolo). Grazie.
19 aprile 2015 alle 12:28
Dipende, anche se più comunemente si usa la preposizione articolata.
Luca scrive:
19 aprile 2015 alle 12:54
Buongiorno,
vi domando in quali delle seguenti frasi ed espressioni "niente" ricopre funzione pronominale e in quali una funzione avverbiale:
1) far finta di niente
2) e a me niente?
3) non essere buono a niente
4) lavorare per niente
5) niente in contrario
6) non per niente abbiamo scelto te
19 aprile 2015 alle 13:28
Pronome (nell'ultimo esempio, è comunque parte della locuzione avverbiale non per niente). Quando è avverbio, niente dovrebbe essere riferito a un nome (condizione che non si verifica nei nostri esempi).
Giulia scrive:
19 aprile 2015 alle 14:02
Buongiorno a tutti,
riprendo il mio precedente intervento: visto che nel caso dell'esempio "Non diversamente da quanto avvenuto in precedenza, il decreto è stato approvato" dobbiamo parlare di comparativa di analogia, qualora ci trovassimo davanti a una frase del tipo "diversamente da quanto avvenuto in precedenza..." ci troveremmo al cospetto di un altro tipo di subordinata?
Inoltre: "Quest'auto è simile / identica alla mia": "alla mia" è un complemento di paragone o di termine?
Grazie ancora
19 aprile 2015 alle 21:27
1) Anche le proposizioni che indicano dissomiglianza vengono fatte rientrare nella categoria delle comparative di analogia.
2) Abbiamo un complemento di termine.
Riccardo scrive:
20 aprile 2015 alle 15:01
Buongiorno, le seguenti frasi sono ambigue. Penso che solo attraverso l’uso di una punteggiatura attenta si possano risolvere per fornire la giusta interpretazione.
La spia guardava il poliziotto con il binocolo ma questi non se ne accorgeva
La spia guardava il poliziotto con la pistola ma questi non se ne accorgeva
Chiedo: come andrebbero usate le virgole, o altri segni di punteggiatura, per segnalare in un caso che a spiare con il binocolo è la spia, mentre nell’altro che il binocolo appartenga al poliziotto? Magari solo con le virgole è impossibile una opportuna disambiguazione, per questo chiedo a voi, gentilmente.
Nella seconda frase chiederei la stessa cosa. Sto cercando di capire soprattutto l’uso corretto che andrebbe fatto delle virgole, scrivendo in generale anche una lettera agli amici.
Ringrazio come sempre.
20 aprile 2015 alle 21:36
Per quanto riguarda il primo enunciato, sembra inevitabile fare una serie di spostamenti dei membri frasali, più che chiedere soccorso alla punteggiatura; nel caso sia la spia a guardare con il binocolo, è semplice: "La spia guardava con il binocolo il poliziotto..."; nel secondo caso un po' meno: la frase dovrebbe essere formulata diversamente (per farlo servirebbe una porzione più ampia del testo da cui la frase è tratta).
Nel secondo enunciato la sola semantica può bastare: la pistola non è uno strumento per guardare qualcuno, quindi è naturale interpretare la frase in un solo senso.
Riccardo Imperiale scrive:
21 aprile 2015 alle 14:05
vorrei sapere se è ammissibile il seguente uso di 'praticamente' come risposta:
"Hai finito (tutti) i soldi?" - "Praticamente."
Grazie.
Riccardo Imperiale
21 aprile 2015 alle 14:35
Certo: qui assume il significato di "quasi".
21 aprile 2015 alle 15:27
Ho letto questa frase:"Le sessioni di esercizio dovrebbero avere come risultato un ritmo accelerato del respiro e non dovrebbero terminare finchè il soggetto non è rimasto senza fiato."
Le mie domande sono queste 1): nella frase si afferma che l'esercizio termina quando il soggetto rimane senza fiato?
2) Ma è corretto usare il verbo all'indicativo in questa frase "finchè il soggetto non è rimasto senza fiato"?
Non sarebbe più corretto "finchè non sia"
22 aprile 2015 alle 08:47
1) Esattamente.
2) L'indicativo non è sbagliato. Il congiuntivo, certo, è più elegante.
25 aprile 2015 alle 19:44
Buonasera,
leggo che "più", se aggettivo, può considerarsi sostantivato (con valore neutro) se sono sottintesi nomi come "tempo, denaro, prezzo" e anche in altri casi; mi sembra, però, che in questi casi il confine tra tale funzione e quella avverbiale sia molto sottile: sbaglio?
Inoltre:"sei bravo a correre": "a correre" è una subordinata limitativa?
26 aprile 2015 alle 08:00
1) Non più di tanto: quando è avverbio, è riferito a un aggettivo ("più bello"), a un altro avverbio ("più velocemente") o a un verbo ("quel che più conta"). Quando è aggettivo è riferito a un nome, come in "più tempo", "più denaro", ecc.
2) Abbiamo invece un'oggettiva.
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