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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/5

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 14 ottobre 2012


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Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

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Un servizio di consulenza dedicato soprattutto agli studenti in ansia per la maturità ma aperto a chiunque voglia sollevare questioni sulla nostra lingua. Le risposte, a cura della redazione di Lid’O. Lingua italiana d’oggi, sono coordinate dal linguista Massimo Arcangeli.

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Scritto domenica, 14 ottobre 2012 alle 19:56 nella categoria Senza categoria. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. I commenti e i pings sono disabilitati.

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Simona scrive:

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15 ottobre 2012 alle 09:47

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Ho letto questa frase: "la seduta consiliare sarà possibile ascoltarla". Essa contiene un errore ma non ricordo come si definisca.

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linguista scrive:

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15 ottobre 2012 alle 11:52

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Più che di errore, parlerei di "costruzione sintatticamente marcata": esattamente, si tratta di quella che i linguisti definiscono "dislocazione a sinistra". Consiste nell'estrarre un elemento della frase (in questo caso la seduta, complemento oggetto di ascoltare), che viene spostato a sinistra, e di sostituirlo nella sua posizione canonica (cioè, nel caso del complemento oggetto, dopo il verbo) con un pronome (-la).

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Questo tipo di costruzione serve a dare rilievo ad un elemento diverso dal soggetto; elemento che, spostato a sinistra (posizione generalmente occupata proprio dal soggetto nelle frasi non marcate), diventa il tema (ciò di cui si parla) della frase.

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Un tempo le dislocazioni, nello scritto, erano stigmatizzate; oggi sono accettate: assolutamente normali nei contesti meno formali, possono risalire anche in testi scritti con un italiano più "sorvegliato".

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Francesco Bianco

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aldo scrive:

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16 ottobre 2012 alle 09:41

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su lo schema è riportato......

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"su lo" è scritto correttamente?

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linguista scrive:

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16 ottobre 2012 alle 10:39

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Se su è avverbio ("su [= sopra] lo schema è riportato..."), è corretta. Se su è preposizione, va obbligatoriamente univerbata con l'articolo che segue: "sullo schema è riportato...".

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Alessandro Aresti

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Riccardo scrive:

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17 ottobre 2012 alle 10:10

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Buongiorno,

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una domanda mi viene spontanea a proposito dell'uso del simbolo [>], avendolo trovato espresso già diverse volte nel presente blog. Me lo chiedo perché credo significhi VERSO, ma non ne sono del tutto sicuro. In uno degli ultimi interventi del dott. Fausto Raso, del 16 ottobre 2012, c'è un esempio a cui mi riferisco.

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Grazie

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linguista scrive:

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17 ottobre 2012 alle 10:20

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Il simbolo > è usato in linguistica per indicare un processo di evoluzione da una forma all'altra, come nel caso di una base latina e del suo esito in una lingua romanza. Per fare un esempio, possiamo sintetizzare il processo derivativo che dal latino P?DEM giunge all'italiano piede nel seguente modo: P?DE(M) > piede.

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Alessandro Di Candia

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Paolo scrive:

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17 ottobre 2012 alle 19:04

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Buongiorno a tutti.

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È corretto scrivere "la scheda contiene informazioni sul tipo e la qualità dei prodotti"

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Non è meglio continuare con le preposizioni (sulla qualità...).

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Grazie come sempre,

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Saluti

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Paolo

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linguista scrive:

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17 ottobre 2012 alle 19:25

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La preposizione "su", che introduce il complemento di argomento, regge regolarmente tanto il primo quanto il secondo elemento, e la sua ripetizione sarebbe pertanto ridondante (ma non per questo scorretta).

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Alessandro Di Candia

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Paolo scrive:

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18 ottobre 2012 alle 10:10

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Buongiorno a tutti.

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È corretto dire "rilasciare un software"? Lo leggo molto spesso, ma i vocabolari no lo registrano ancora. Va bene? oppure meglio verbi alternativi? Pubblicare e/o lanciare sono equivalenti?

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Grazie come sempre, saluti

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Paolo

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linguista scrive:

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18 ottobre 2012 alle 10:32

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Considerando che le versioni di un software vengono spesso indicate con l'inglese "release", che significa appunto rilascio, è probabile che la diffusione del verbo rilasciare nel senso di 'distribuire un programma o una nuova versione di un applicativo già esistente' sia un calco, appunto, dall'inglese.

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Alessandro Di Candia

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Marco scrive:

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19 ottobre 2012 alle 08:57

[54]

Potrei avere l'analisi logica di questa frase:

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Tu quando vieni?

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Cioè, dovendo scomporre gli elementi, riguardo a "quando", scrivo solo avverbio interrogativo? Grazie

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linguista scrive:

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19 ottobre 2012 alle 09:22

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Personalmente lo considererei corretto.

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Marco Maggiore

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Marco scrive:

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19 ottobre 2012 alle 10:00

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Si può considerare corretto, scrivere "è deceduto da giovane"? Questa frase può contenere la preposizione "da"?

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linguista scrive:

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19 ottobre 2012 alle 10:17

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Certamente : la preposizione da può essere impiegata per indicare la condizione e (particolarmente) l'età in cui si trova o si trovava un individuo: andavamo spesso al mare da piccoli, da studente frequentavo spesso quel bar.

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Marco Maggiore

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Marco scrive:

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19 ottobre 2012 alle 11:35

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Potreste farmi l’analisi logica di questa frase:

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Tu quando vieni?

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Cioè, dovendo scomporre gli elementi, riguardo a quando, scrivo solo avverbio interrogativo?

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Quindi: Tu=soggetto; vieni=predicato; quando=avverbio interrogativo?

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linguista scrive:

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19 ottobre 2012 alle 11:50

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Esatto, quando rappresenta un avverbio interrogativo. L'intera frase tu quando vieni? è un'interrogativa diretta.

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Elisa De Roberto

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comeparliamo scrive:

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19 ottobre 2012 alle 12:00

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Non riesco mai a trovare codificati, sui testi di grammatica, tutti i casi specifici in cui è richiesto e possibile l'uso del condizionale in proposizioni dipendenti dopo le congiunzioni "se" e "che".

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Gradirei anche degli esempi. A me viene in mente l'uso del condizionale passato per esprimere l'idea di futuro nel passato, come nella frase "Sapevo fin dall'inizio che tu avresti vinto" e, dopo la congiunzione "se" per le interrogative indirette, come nella frase "Mi hanno chiesto se mi piacerebbe far parte del loro team".Grazie per la pazienza.

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linguista scrive:

[83]

19 ottobre 2012 alle 12:15

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In generale possiamo dire che il condizionale è un modo verbale che viene usato per indicare un'azione o un evento che non si sono ancora prodotti o la cui realizzazione dipende dal concretizzarsi di altre condizioni. Talvolta l'uso del condizionale rappresenta un modo per mitigare le nostre affermazioni (penso che sarebbe meglio aprire la finestra).

[85]

Dopo la congiunzione che il condizionale può essere usato nelle completive oggettive e nelle soggettive:

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credo che faresti bene a uscire un po' (non lo hai ancora fatto, ma dovresti farlo);

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credo che uscirebbe / è chiaro che uscirebbe (in questo caso è sottintesa una condizione: se dipendesse da lui, se ne avesse voglia, se avesse tempo. Ovviamente bisogna considerare il contesto comunicativo).

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Nelle interrogative indirette introdotte da se il condizionale si usa per far riferimento a eventi che vengono soltanto ipotizzati:

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non so se mi comporterei così al posto tuo.

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Nelle subordinate infine, come lei osserva, il condizionale serve a esprimere l'idea di futuro nel passato, cioè a indicare un'azione successiva a quella espressa dalla reggente. Tale valore è inscritto nella semantica del condizionale: anche il condizionale di futuro nel passato fa riferimento a eventi che non si sono ancora prodotti se si prende come punto di riferimento l'asse temporale codificato dalla reggente.

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Elisa De Roberto

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Roberto scrive:

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22 ottobre 2012 alle 10:30

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Salve

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è corretto dire "Ah, questi giovani d'Europa sempre a chiedere diritti, sempre a scioperare contro chi gli ha rubato il futuro; ( o "li ha rubato" il futuro)?

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linguista scrive:

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22 ottobre 2012 alle 10:35

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In uno scritto sorvegliato la forma corretta sarebbe contro chi ha rubato loro il futuro. Occorre osservare, tuttavia, che il pronome dativale di 6a pers. oscilla in italiano fra gli e loro, e l’uso si orienta sempre più a favore della prima forma. Non solo nel parlato gli si adopera comunemente in luogo di loro, ma quest’ultima forma è ormai minoritaria anche nello scritto.

[99]

Marcello Ravesi

[100]

Luca scrive:


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