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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/6

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 10 gennaio 2014
NewspaperRepubblica Online
Publication place-
Publication countryItalia
Page-
Column-


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[1]
Avete dubbi sulla grammatica?
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Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.
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Un servizio di consulenza dedicato soprattutto agli studenti in ansia per la maturità ma aperto a chiunque voglia sollevare questioni sulla nostra lingua.
[4]
Le risposte, a cura della redazione di Lid’O. Lingua italiana d’oggi, sono coordinate dal linguista Massimo Arcangeli.
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Scritto venerdì, 10 gennaio 2014 alle 12:23 nella categoria Senza categoria.
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Ilaria scrive:
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27 agosto 2013 alle 17:13
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Buonasera,
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ho appena sentito in un telefilm la frase "Lei si è dimagrito"; è grammaticalmente corretto?
[13]
Mi è parso un po' strano, visto che non l'avevo mai sentito usare come un riflessivo, ma magari mi sfugge.
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Ringrazio anticipatamente per la risposta
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linguista scrive:
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27 agosto 2013 alle 17:44
[17]
Si tratta di una forma "bassa", colloquiale, da evitare in contesti che richiedono un minimo di accuratezza espressiva.
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Non è registrata da dizionari di taglia media come il Devoto-Oli, ma solo da dizionari più ampi come il De Mauro 2000.
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Alessandro Aresti
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Fausto Raso scrive:
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27 agosto 2013 alle 18:58
[22]
Mi permetto di ampliare la risposta del dr Aresti.
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"Dimagrirsi", intransitivo pronominale, è attestato anche nel vocabolario Treccani:
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dimagrire
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dimagrire [der. di magro, col pref. di-¹] (io dimagrisco, tu dimagrisci, ecc.).
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- ? v. intr.
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(aus. essere) [diventare magro o più magro: come ti sei dimagrito!] ?
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(fam.) calare (di peso), (non com.) dimagrare, dimagrirsi, snellirsi.
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? smagrire.
[30]
? asciugarsi.
[31]
? arrotondarsi, (lett.) impinguare, (non com.) impolpare, ingrassare.
[32]
? v. tr.
[33]
[far sembrare più magro: questo vestito ti dimagrisce molto] ? slanciare, snellire.
[34]
? ingrossare.
[35]
? dimagrirsi v. intr. pron.
[36]
? e ?
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[? DIMAGRIRE v. intr.]....
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Luca scrive:
[39]
4 settembre 2013 alle 13:44
[40]
Vi vorrei chiedere una conferma sulla nozione che ho letto sulla Treccani:Con la sua forza di quantificatore universale il superlativo relativo rende sostanzialmente pleonastica la presenza di tutto nel secondo termine di paragone, a meno che non sia obliterata la distinzione dal comparativo, come con gli avverbi.
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[42]
La domanda è questa: quando scrive "obliterata la distinzione dal comparativo", si sta riferendo al superlativo relativo? grazie
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linguista scrive:
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4 settembre 2013 alle 18:04
[45]
, confermo.
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Alessandro Aresti
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Guglielmo scrive:
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7 settembre 2013 alle 23:41
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Buonasera e grazie della vs preziosa presenza.
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Ho un dubbio.
[51]
Nella seguente frase, "i cui" che tipo di complemento è?
[52]
ecco la frase:
[53]
Le scuole, i cui studenti erano per la maggior parte immigrati, avevano pochi problemi.
[54]
linguista scrive:
[55]
9 settembre 2013 alle 09:45
[56]
Per usare la terminologia della grammatica tradizionale, si tratta di complemento di specificazione: i cui studenti 'gli studenti delle quali', dove cui 'delle quali' si riferisce a le scuole, soggetto della proposizione principale (le scuole avevano pochi problemi).
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Francesco Bianco
[58]
Luca scrive:
[59]
9 settembre 2013 alle 09:46
[60]
Scusate se chiedo una puntualizzazione della nozione della Treccani sul comparativo e superlativo.
[61]
Mi sembra di capire, dal modo in cui viene presentata la frase:Con la sua forza di quantificatore universale il superlativo relativo rende sostanzialmente pleonastica la presenza di tutto nel secondo termine di paragone, a meno che non sia obliterata la distinzione dal comparativo, come con gli avverbi.
[62]
, che il comparativo sia più "forte" del superlativo relativo e quindi "obliterando=cancellando" la distinzione, si trasformi da superlativo relativo in comparativo nel caso venisse omesso "tutti", che è il quantificatore universale.
[63]
linguista scrive:
[64]
9 settembre 2013 alle 11:24
[65]
Non è una questione di "forza", quanto di "forma".
[66]
In assenza del secondo termine di paragone, la forma del superlativo relativo degli avverbi di modo (mancando l'articolo determinativo) verrebbe a coincidere con quella del comparativo di maggioranza, per cui verrebbe in qualche modo "assorbita" da quest'ultima.
[67]
In altre parole, la forma più + avverbio di modo, in assenza di altri elementi (il secondo termine di paragone oppure l'avverbiale possibile, come giustamente ricorda Livio Gaeta, autore dell'articolo dell'Enciclopedia dell'italiano Treccani da lei citato), è automaticamente interpretata come comparativa.
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Francesco Bianco
[69]
Luca scrive:
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9 settembre 2013 alle 12:20
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Grazie Dott.
[72]
Bianco.
[73]
Sicuramente la motivazione sarà la stessa,ma volevo riferirmi anche a questa
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parte dell'articolo delal Treccani:"Infatti mentre in: Mario è il più bravo di tutti i/dei miei colleghi il quantificatore può essere tralasciato, in una frase come: Mario corre più velocemente di tutti i/dei miei colleghi tralasciando il quantificatore si trasforma la frase in una comparativa.
[75]
linguista scrive:
[76]
9 settembre 2013 alle 14:30
[77]
Per l'appunto.
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Francesco Bianco
[79]
Joëlle scrive:
[80]
9 settembre 2013 alle 21:44
[81]
Buongiorno, mi rendo conto che le manie di classificazione in analisi logica siano talvolta inutili, se non fuorvianti, ma non posso fare a meno di chiedermi: nella frase "la ginnasta è caduta dalla trave per la terza volta consecutiva", "per la terza volta consecutiva" che complemento è?
[82]
linguista scrive:
[83]
10 settembre 2013 alle 19:18
[84]
Un sintagma del genere indica il posto d'ordine in una successione temporale di una medesima azione/situazione: si potrebbe parlare di complemento con valore temporale-distributivo.
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Alessandro Aresti
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Riccardo scrive:
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12 settembre 2013 alle 16:11
[88]
Buongiorno,
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vi chiedo se il ne usato nella frase seguente sia corretto o meno, e se si tratta effettivamente di una particella pronominale.
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Inoltre chiedo se possibile anche un giudizio sull'elborato.
[91]
Grazie come sempre per la vostra disponibilità.
[92]
"Sono il papà di xxxx, il ragazzo che ha frequentato il corso xxxx presso la sede della scuola elementare di xxxx xxxx. Le scrivo per chiederLe gentilmente il rilascio di una dichiarazione scritta che NE attesti la sua frequenza al corso con il relativo importo versato.
[93]
linguista scrive:
[94]
13 settembre 2013 alle 18:28
[95]
La particella pronominale ne in questo caso significa 'di lui', ed è formalmente corretta.
[96]
Dal punto di vista testuale, però, il referente il ragazzo è troppo distante dalla particella per essere facilmente recuperato da chi legge il messaggio.
[97]
Per rendere il testo più scorrevole è consigliato usare una forma di ripresa più forte, come la ripetizione del nome proprio del ragazzo.
[98]
Riscriverei l'ultima parte così: "una dichiarazione scritta che attesti la frequenza del corso da parte di XXX e il relativo importo versato".
[99]
Vista la formalità del messaggio, inoltre, sostituirei papà con padre.
[100]
Fabio Ruggiano

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