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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
La grammatica e l’orecchio
Language column
Il linguista
Author
Fausto Raso
Date
08
febbraio
2010
more header data
[1]
Vi
sono
alcuni
che
non
ritengono
necessario
l’
approfondimento
(
o
lo
studio
)
della
grammatica
della
lingua
italiana
in
quanto
sono
convinti
di
conoscerla
bene
per
il
semplice
motivo
che
parlano
e
scrivono
la
lingua
madre
–
come
suol
dirsi
–
per
pratica
.
[2]
Essi
potrebbero
far
loro
la
rivisitazione
di
un
famoso
detto
popolare
(
“
la
pratica
uccide
la
grammatica
”
)
;
al
più
,
di
fronte
a
perplessità
ortografiche
,
ricorrono
all’
aiuto
dell’
orecchio
,
preziosissimo
per
comporre
allegri
motivetti
con
la
chitarra
o
il
pianoforte
.
[3]
A
costoro
riteniamo
utile
ricordare
quanto
scrisse
in
proposito
il
poeta
Giuseppe
Giusti
:
“
L’
avere
la
lingua
familiare
sulle
labbra
non
basta
:
senza
accompagnare
,
senza
rettificarne
l’
uso
con
lo
studio
e
con
la
ragione
è
come
uno
strumento
che
si
è
trovato
in
casa
e
che
non
si
sa
maneggiare
”
.
[4]
Mai
parole
furono
più
“
sante
”
.
[5]
Chi
sa
quante
volte
,
infatti
,
a
ognuno
di
noi
sarà
capitato
,
nel
buttar
giù
le
classiche
quattro
righe
a
un
amico
,
di
essere
assalito
da
dubbi
sull’
esatta
grafia
delle
parole
e
sulla
loro
giusta
collocazione
nel
contesto
della
frase
o
del
periodo
.
[6]
Vogliamo
fare
un
esempio
?
[7]
Sognamo
o
sogniamo
?
[8]
Beneficerò
o
beneficierò
?
[9]
In
casi
del
genere
non
c’
è
musica
sacra
o
profana
che
faccia
alla
bisogna
:
l’
orecchio
non
ci
viene
minimamente
in
aiuto
.
[10]
Allora
,
immobili
,
con
la
penna
in
mano
(
ora
davanti
al
computer
)
,
presi
dall’
amletico
dubbio
malediciamo
il
giorno
in
cui
buttammo
(
con
presunzione
)
alle
ortiche
il
vecchio
e
prezioso
libro
di
grammatica
…
[11]
Vediamo
,
quindi
,
di
sciogliere
,
nell’
ordine
,
questi
dubbi
;
prima
,
però
,
a
proposito
di
orecchio
,
sarà
bene
ricordare
che
ha
due
plurali
,
uno
maschile
e
uno
femminile
,
e
non
sono
pacificamente
“
interscambiabili
”
.
[12]
Si
usa
in
genere
il
maschile
per
indicare
l’
organo
dell’
udito
(
mi
fanno
male
gli
orecchi
)
;
si
adopera
il
femminile
,
invece
,
in
senso
estensivo
(
le
orecchie
del
libro
)
.
[13]
Sognamo
o
sogniamo
,
dunque
?
[14]
Sogniamo
,
anche
se
,
a
suo
tempo
,
imparammo
che
tra
il
digramma
(
unione
di
due
lettere
formanti
un
unico
suono
)
gn
e
le
vocali
a
,
e
,
o
,
u
non
si
inserisce
la
i
:
quindi
scriveremo
sogno
,
regno
,
ognuno
,
ecc
.
[15]
La
i
di
sogniamo
è
obbligatoria
e
si
giustifica
con
il
fatto
che
è
parte
integrante
della
desinenza
-
iamo
della
prima
persona
plurale
del
presente
indicativo
,
del
presente
congiuntivo
e
dell’
imperativo
.
[16]
Tutti
i
verbi
in
-
gnare
(
disegnare
,
insegnare
,
ecc
.
)
conservano
dunque
la
i
ogni
qualvolta
questa
faccia
parte
della
desinenza
.
[17]
Da
sogniamo
a
beneficerò
.
[18]
I
verbi
in
-
ciare
(
come
quelli
in
-
giare
)
perdono
la
i
,
che
pure
è
parte
integrante
del
tema
(
o
radice
)
,
davanti
alle
desinenze
che
cominciano
con
e
oppure
i
.
[19]
In
questi
casi
,
infatti
,
la
i
non
è
più
necessaria
per
“
conservare
”
il
suono
palatale
della
c
(
o
della
g
)
.
[20]
Scriveremo
perciò
beneficeremo
e
mangeremo
.
[21]
Fa
eccezione
effigiare
:
conserva
la
i
in
tutta
la
sua
coniugazione
.
[22]
Qualche
osservazione
ancora
,
visto
che
trattiamo
un
tema
prettamente
grammaticale
,
sui
sostantivi
composti
con
il
prefisso
con
-
(
‘
assieme’
)
.
[23]
Tale
prefisso
si
unisce
direttamente
al
nome
.
[24]
Occorre
solo
ricordare
che
la
n
cade
davanti
a
parole
che
cominciano
con
vocale
(
coabitazione
,
non
co
-
abitazione
)
,
mentre
si
trasforma
in
m
davanti
ai
sostantivi
che
cominciano
con
le
labiali
p
e
b
:
(
comprimario
,
combaciare
)
;
si
assimila
,
invece
,
davanti
a
l
,
m
,
r
(
l’
assimilazione
è
un
particolare
processo
linguistico
per
cui
nell’
incontro
di
due
consonanti
la
prima
diventa
uguale
alla
seconda
o
la
seconda
uguale
alla
prima
)
e
avremo
,
quindi
,
collaboratore
,
commilitone
,
corresponsabile
.
.
[25]
Fausto
Raso
[26]
linguista
scrive
:
[27]
9
febbraio
2010
alle
23
:
18
[28]
Mi
limito
ad
aggiungere
,
per
completezza
,
che
la
-i-
di
-iamo
(
desinenza
della
prima
persona
plurale
del
presente
indicativo
di
tutti
i
verbi
italiani
)
è
una
marca
tipica
della
nostra
lingua
,
e
rimanda
precisamente
alle
"
Prose
della
volgar
lingua
"
di
Pietro
Bembo
(
1525
)
.
[29]
La
volontà
di
regolare
una
lingua
che
appariva
polimorfa
spinse
il
grammatico
veneziano
a
conguagliare
le
varie
forme
della
desinenza
di
prima
persona
plurale
del
presente
indicativo
(
-amo
,
-emo
,
-imo
)
nell'
unica
uscita
-iamo
.
[30]
Fa
bene
quindi
Fausto
Raso
a
ricordare
l'
importanza
di
questa
desinenza
,
sebbene
essa
oggi
appaia
in
crisi
,
in
alcuni
verbi
(
come
sogniamo
,
bagniamo
,
disegniamo
ecc
.
)
,
la
cui
radice
,
terminando
con
una
consonante
nasale
palatale
(
-gn
(
i
)
-
)
,
presenta
un'
articolazione
omorganica
alla
vocale
anteriore
i
della
desinenza
,
che
non
viene
perciò
pronunciata
.
[31]
La
mancata
realizzazione
fonetica
della
vocale
comporta
quindi
una
forte
oscillazione
nella
resa
grafica
(
bagniamo
/
bagnamo
,
sogniamo
/
sognamo
)
.
[32]
A
scanso
di
equivoci
,
come
Raso
,
anch'
io
-
se
mi
è
consentito
esprimere
un
parere
personale
-
mi
schiero
dalla
parte
di
-iamo
,
ma
,
se
fossi
un
insegnante
,
mi
limiterei
a
correggere
,
senza
stigmatizzarlo
,
un
errore
di
questo
tipo
.
[33]
Come
accade
anche
in
altre
circostanze
,
la
lingua
italiana
presenta
spesso
dei
punti
di
sana
ambiguità
,
che
già
fecero
la
fortuna
di
molti
scrittori
,
e
in
cui
non
è
mai
semplice
districarsi
.
[34]
Rocco
Luigi
Nichil
[35]
volenteroso
scrive
:
[36]
11
febbraio
2010
alle
22
:
39
[37]
Ho
provato
in
tutte
le
maniere
per
imparare
la
grammatica
,
sono
consapevole
di
non
conoscere
essa
,
ma
ne
sono
inconsapevole
di
'
'
delinquerla'
'
La
grammatica
come
la
sintassi
occupa
gran
parte
del
mio
interesse
,
per
volontà
voglio
impararla
a
tutti
costi
ma
,
non
ho
una
guida
efficiente
per
poterla
imparare
;
in
libreria
non
sanno
dare
consigli
su
quali
libri
comprare
,
riguardo
allo
studio
,
non
v'
è
tempo
per
le
scuole
,
quindi
,
vado
avanti
anche
con
piccoli
passi
pur
sapendo
di
non
andar
in
meta
ma
,
posso
dire
che
sono
stato
coraggioso
di
essere
ignorante
ma
allo
stesso
tempo
intelligente
di
sapere
volere
migliorare
.
.
.
[38]
p
.
s
:
se
qualche
guida
potreste
darmi
,
sarei
entusiasta
[39]
p
.
s
.
:
?
ah
,
proposito
di
entusiasta
,
perchè
non
dire
entusiasto
nel
genere
maschile
?
[40]
Saluti
da
.
.
.
sempre
quello
di
prima
[41]
linguista
scrive
:
[42]
11
febbraio
2010
alle
23
:
15
[43]
Un'
ottima
grammatica
italiana
è
quella
di
Luca
Serianni
(
UTET
e
Garzanti
)
.
[44]
Perché
non
dire
"
entusiasto
"
?
[45]
Perché
l'
italiano
,
come
ogni
altra
lingua
(
a
trascurarne
le
varie
motivazioni
:
storiche
,
etimologiche
,
accidentali
.
.
.
)
,
ha
le
sue
eccezioni
.
[46]
Massimo
Arcangeli
[47]
Lucia
scrive
:
[48]
25
gennaio
2011
alle
10
:
14
[49]
Se
fossi
un'
insegnante
,
vorrei
cominciare
coll'
eliminare
i
più
frequenti
errori
(
tanto
frequenti
nei
blog
)
circa
l'
accentazione
dei
monosillabi
.
[50]
Esisterà
senz'
altro
una
regoletta
pratica
da
applicare
.
[51]
Ho
sempre
pensato
che
ci
sia
,
nel
parlare
come
nello
scrivere
,
una
fortissima
componente
eufonica
,
un
motivo
anche
acustico
per
cui
le
parole
,
già
di
per
sé
sonanti
,
vengono
espresse
in
quel
certo
ordine
e
non
in
un
altro
.
[52]
Sentendo
che
esse
nascono
veramente
dal
profondo
,
non
vorrei
essere
troppo
pignola
nell'
accogliere
regole
che
mi
pare
valgano
molto
meno
per
il
parlato
che
per
lo
scritto
.
[53]
Scrivere
,
a
me
risulta
molto
meno
semplice
e
rileggendo
mi
capita
di
rifare
e
spostare
più
volte
.
.
[54]
Ho
trovato
su
un
vecchio
dizionario
veneto
un
termine
che
mi
ha
affascinata
ma
del
quale
non
ho
copiato
la
definizione
:
m'
è
parsa
subito
quasi
interamente
intuitiva
.
[55]
Il
termine
é
GRAMMUFFASTRONZOLI
.
[56]
Pronunciamolo
lentamente
,
per
gustarlo
appieno
.
[57]
A
chi
si
senta
angosciato
dall'
esigenza
di
adeguarsi
alla
grammatica
,
consiglio
di
setacciare
con
maggior
attenzione
soprattutto
i
suoi
pensieri
:
penso
che
per
questa
via
si
trovi
più
facilmente
anche
il
modo
migliore
per
esprimerli
.
[58]
Dire
cose
innanzitutto
meditate
,
vale
più
che
cimentarsi
in
frasi
formalmente
corrette
ma
forse
poco
sentite
.
[59]
O
no
?
[60]
Un
rispettoso
quesito
alla
Redazione
:
"
Perchè
quello
straniero
pinging
tra
le
regole
da
voi
stabilite
?
[61]
"
[62]
linguista
scrive
:
[63]
25
gennaio
2011
alle
11
:
03
[64]
Premetto
che
il
"
trafiletto
"
in
cui
compare
il
termine
pinging
non
è
da
attribuire
né
all'
estensore
di
ciascun
articolo
né
a
nessun
altro
della
redazione
:
è
invece
una
sorta
di
"
paratesto
tecnico
"
che
compare
in
automatico
per
le
impostazioni
date
dal
personale
che
si
occupa
della
gestione
tecnica
del
blog
.
[65]
Detto
questo
,
non
si
può
disapprovare
l'
uso
del
termine
,
dato
che
(
come
l'
altro
anglicismo
feed
)
è
usato
in
un
contesto
tecnico-specialistico
(
informatico
)
e
non
esiste
un
equivalente
italiano
.
[66]
Se
si
optasse
per
una
circonlocuzione
esplicativa
,
si
appesantirebbe
inutilmente
la
"
comunicazione
"
tecnica
.
[67]
Alessandro
Aresti
[68]
Lucia
scrive
:
[69]
26
gennaio
2011
alle
10
:
05
[70]
Premesso
anche
da
me
che
quando
si
cincischia
ci
s'
inciampa
,
Vi
chiedo
:
la
comunicazione
,
il
paratesto
tecnico
di
cui
sopra
,
a
chi
é
destinato
se
non
a
chi
pone
le
domande
?
[71]
Quel
messaggio
deve
essere
tecnico
specialistico
o
deve
risultare
comprensibile
a
me
che
mi
accingo
a
porre
una
domanda
circa
l'
uso
della
lingua
italiana
?
[72]
E
chi
formula
le
risposte
,
le
legge
attentamente
le
domande
o
le
percepisce
ad
modum
percipientis
?
[73]
Il
rispettoso
quesito
,
ammetto
un
po'
ironico
da
parte
mia
,
per
quale
motivo
é
stato
letto
come
disapprovazione
circa
l'
uso
del
termine
pinging
?
[74]
Scrivo
in
fretta
,
constato
come
é
facile
essere
indotti
al
battibecco
ma
ritengo
,
modestamente
e
rispettosamente
,
di
essere
stata
,
nella
sostanza
,
ragionevole
.
[75]
Saluti
e
buon
lavoro
.
Text view
•
Paragraph view