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“Il Ministro” o “la Ministra”? Fra i due litiganti…

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 03 giugno 2009


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Prima osservazione critica: perchè discrimina l'architetta (iniziale minuscola) dalla ministra (scritto con iniziale maiuscola)?
[2]
Già questo rende discutibile tutto il resto dell'articolo
[3]
Non sono una linguista ma mi sembra talmente logico che ministro al femminile faccia ministra che non vedo come si possa disquisire seguendo umori o proprie sensazioni.
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Bene assessora e sindaca, come "il presidente" e "la presidente".
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Se il femminile di pastore è pastora il questore donna sarà la questora.
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Ci vuole tanto?
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Domandina semplice semplice: se dico il pilota e la pilota come posso stravolgermi lo stomaco con orrori del tipo soldatessa e vigilessa?
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Cordiali saluti
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Daniela
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linguista scrive:
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13 ottobre 2009 alle 02:13
[12]
In questi casi ognuno, da utente più o meno avvertito o consapevole della lingua italiana, è libero di pensarla come crede.
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A me forme come "sindaca" o "medica" o "professora" (che qualche mia collega usa volentieri) non piacciono, semplicemente, non perché siano esteticamente discutibili ma perché non si sono ancora consolidate nell'uso e si prestano così, talune volte, a facili ironie; peraltro la grammatica, fortunatamente, non si fa a tavolino e prevede salutari eccezioni alle regole.
[14]
Quanto a "Ministra", evidentemente, l'uso della maiuscola (il che, volendo fare un altro esempio, può valere anche per "Presidente") è giustificato, anche se non va inteso come obbligatorio, dal valore altamente istituzionale della carica rivestita; la cosa, altrettanto evidentemente, non può valere per "architetta" (o "architetto") o per tanti altri mestieri e professioni.
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Massimo Arcangeli
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antonio scrive:
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6 febbraio 2010 alle 19:13
[18]
Con l'articolo ''la'' già fa riferimento al femminile, presumo che le donne non vogliono solo la parità, vogliono avere tutto come risarcimento di quello che hanno subito dagli uomini in passato... si noti dall'abbigliamento: portano pantaloni e gonne, noi non potremmo mai portare le gonne hehehehehehhee scherzavo!
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Comunque, linguisticamente è più corretto la '' ministro''
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Annanaria scrive:
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17 aprile 2010 alle 15:31
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Soldatessa, vigilessa?
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ASSURDITA' Pensate che ho sentito un intervistatore RAI che, rivolgendosi a Carmen Consoli, la definiv
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ta CANTANTESSA
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Evviva!
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Basta che un altro lo replichi che diventa "vangelo".
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Richiamiamoci alla grammatica italiana senza dubbi e senza ma.
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laura scrive:
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10 giugno 2010 alle 17:00
[30]
si devono sempre tradurre al femminile i nomi delle professioni? ad esempio:
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si deve sempre dire "filosofa" e "storica"? oppure si puo' lasciare il termine al maschile?
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linguista scrive:
[33]
10 giugno 2010 alle 17:23
[34]
Sul tema ci siamo soffermati più volte.
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Si tratta di una questione che investe anche la "sensibilità" dei parlanti.
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Chi è particolarmente attento alle problematiche di genere (maschile vs femminile) le risponderebbe che si dovrebbe, in linea di massima, femminilizzare sempre (salvo riflettere, magari, se è il caso di adoperare "medica" accanto a "medico").
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Chi è più rispettoso di certe "norme", invece, le direbbe che non trova particolarmente attraente "sindaca" "avvocata".
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Nel caso di "filosofa" e "storica", però, non corre alcun rischio; può adoperare senz'altro entrambe le forme (non sarebbe comunque un errore, grammaticalmente parlando, lasciarle al maschile).
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Massimo Arcangeli
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ANTONIO scrive:
[41]
17 luglio 2010 alle 16:02
[42]
e' giusto portare al femminile tutti nomi maschili esempio se dico vigile al femminile fa vigilessa perche' magistrato non deve essere magistrata o avvocato /avocatessa ministro/ ministra ingeniere/ingeniera sindaco/sindaca architetto/architetta presidente/presidentessa nel Canton ticino lo fanno da tempo noi invece siamo ancora in questo campo nel secolo scorso
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Filippo Decio scrive:
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1 dicembre 2010 alle 11:10
[45]
Deputato, Vigile e Soldato derivano da verbi ben precisi per cui sono pienamente d'accordo con Daniela e Gianmaria.
[46]
A Antonio, che condivido per il concetto generale, faccio preeete che vigile dovrebbe diventare "la vigile", boccio assolutamente vigilessa, presidentessa ed ancor più soldatessa.
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La desinenza "essa" è talmente abusato che, recentemente, il presidente di un'importante istituzione regionale lombarda si è pubblicamente rivolto ad una giovane atleta chiamandola ATLETESSA !!!
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antonioi scrive:
[49]
1 gennaio 2011 alle 13:41
[50]
non sono daccordo con Filippo perche' gia 30 anni fa la donna vigile la chiamavano vigilessa che senso ha mettere "la vigile" allora dovremo di la "poliziotto"
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andrea scrive:
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11 gennaio 2011 alle 22:56
[53]
lasciando da parte considerazioni di merito (femminile si' femminile no) e lasciando altresì da parte pseudo teorie forgiate da questi pseudo linguisti della Crusca (hahaha), che tutto azzeccano fuorchè la lingua italiana, mi pare chiaro che "la ministro" e "la ministra" sono palesi e abnormi storpiature del lessico, tra l'altro suonano anche molto ma molto male.
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Questa è la dimostrazione che l'Italia sta andando allo sfascio.
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Della serie "Qual'è"
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andrea scrive:
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11 gennaio 2011 alle 23:02
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x Antonio: per piacere lasciamo stare il canton Ticino, pensa che chiamano il meteo "La meteo" e chiamano la medicina "medicamento".
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A questo punto è il nostro o il loro il vero italiano arcaico?
[60]
Ah, dimenticavo: l'italiano del canton Ticino ha forti influssi francofoni nonchè germanofoni (vedi "azione", che in italiano è lo sconto)
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antonioi scrive:
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19 gennaio 2011 alle 00:44
[63]
per Andrea ti voglio far notare che sbagliamo noi chiamare il meteo e' giusto la meteo perche' e per intero fa meteorologia quindi e' femminile quindi siamo noi in evidente errore e e poi se ti dico ministro penso subito ad un uomo e non vedo nessuna storpiatura dire ministra per evidenziare che e' una donna cerchiamo di essere al passo con i tempi e adattiamo la nostra lingua per essere piu' chiari
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Roberto scrive:
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26 marzo 2012 alle 03:44
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immaginate che nel mio lavoro (pizzaiolo) il femminile sarebbe "pizzaiolo donna"...e mi sembra giusto...io non direi mai "la pizzaiolo"o "la pizzaiolo" rispettiamo una delle lingue piu antiche del mondo senza cercare di cambiarla!!!
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linguista scrive:
[68]
26 marzo 2012 alle 13:20
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La questione è delicata, perché la pizzaiola, in alcune regioni italiane, è un piatto a base di carne.
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Francesco Bianco
[71]
ANTONIO scrive:
[72]
23 aprile 2012 alle 23:06
[73]
se dico pizzaiolo penso sempre che e' un uomo per distinguere giusto dire pizzaiola se e' una donna al linguista faccio notare che formica si scrive uguale ma se metto una accento sulla e (pochi lo sanno)e' una resina che serve per rivestire i mobili non un animale e poi il piatto si dice la pizzaiola non pizzaiola
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Jacopo scrive:
[75]
2 settembre 2012 alle 16:41
[76]
Buongiorno, leggo con piacere i vari articoli pubblicati.
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Leggendo mi sono chiesto "perché si dice Principessa e non si può dire Soldatessa?"; la mia domanda è posta senza provocazione e ironia alcuna ma più che altro sorta da ignoranza.
[78]
Così come per questa domanda, non conosco la regola grammaticale per cui si debba dire LA vigile invece di la vigilessa.
[79]
Da più di un articolo mi è parso di capire che la grammatica a volte possa essere "un' opinione" o comunque piena di eccezioni.
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Ringrazio chiunque vorrà rispondere.
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Jacopo S
[82]
linguista scrive:
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2 settembre 2012 alle 17:22
[84]
Come avrà letto nell'articolo in questione, nei numerosi commenti e nei frequenti interventi di colleghi linguisti (e soprattutto colleghe linguiste) e altri/e intellettuali apparsi sulla stampa, la discussione di questi problemi non è riducibile all'applicazione di regole tradizionali; sono anzi queste stesse regole ad essere messe in discussione per ragioni di natura ideologica.
[85]
La lingua, e con essa la sua grammatica, è uno specchio della società che l'ha prodotta, dei suoi costumi, delle sue tradizioni, dell'ideologia ad essa immanente: è un prodotto della cultura e della storia almeno quanto è una meccanismo governato da regole.
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Queste ultime cambiano e si piegano alle mutate esigenze della comunità dei parlanti, il che spiega, in parte le eccezioni e le oscillazioni cui Lei fa riferimento.
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Francesco Bianco
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Giulio Giacchetta scrive:
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20 aprile 2013 alle 05:24
[90]
Buon giorno.
[91]
Io penso che, considerato che la n/s grammatica prevede nomi femminili, maschili e neutri, non ci sia bisogno di cambiamenti.
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Se però si volesse seguire questa via, mi chiedo: Come definire, al maschile, la sentinella, la levatrice, la guardia, la scorta etc.?
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Cordiali saluti.
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Giulio Giacchetta
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linguista scrive:
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20 aprile 2013 alle 10:00
[97]
Il genere grammaticale e il genere naturale non necessariamente corrispondono.
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Un nome come la sentinella è femminile dal punto di vista grammaticale a prescindere dal sesso della persona designata da questo nome.
[99]
Il genere grammaticale si limita, infatti, a definire alcune proprietà morfosintattiche del nome, che determinano ad esempio l'accordo con l'aggettivo: "La sentinella è attenta", non "*La sentinella è attento" (anche se la persona è un maschio).
[100]
Fabio Ruggiano

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