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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
L’accento val bene una messa (giusta)
Language column
Il linguista
Author
Massimo Arcangeli
Date
02
giugno
2009
more header data
[1]
Ci
sono
stati
segnalati
in
questi
giorni
problemi
di
corretta
accentazione
.
[2]
Una
carrellata
su
alcuni
fra
gli
svarioni
più
frequenti
in
fatto
di
accenti
,
perciò
,
non
guasta
;
limitatamente
,
è
ovvio
,
ai
casi
non
controversi
o
a
quelli
per
i
quali
la
direzione
del
cambiamento
è
ancora
incerta
e
si
può
ancora
spendere
utilmente
qualche
parola
a
favore
del
modello
dell’
italiano
normativo
.
[3]
Dunque
:
acribìa
non
acrìbia
;
amàca
non
àmaca
;
andrògino
non
androgìno
;
ànodo
,
càtodo
e
non
anòdo
e
catòdo
;
appendìce
non
appèndice
;
àrista
(
del
maiale
)
non
arìsta
;
autòdromo
non
autodròmo
;
baùle
non
bàule
;
bocciòlo
non
bòcciolo
;
bolscevìco
non
bolscèvico
;
cadùco
non
càduco
;
callìfugo
non
callifùgo
;
centellìno
non
centèllino
;
cosmopolìta
non
cosmopòlita
;
cùpido
(
agg
.
)
non
cupìdo
;
devìo
,
ovvìo
(
ver
.
)
e
non
dèvio
e
òvvio
;
dissuadére
,
persuadére
e
non
dissuàdere
,
persuàdere
;
edìle
non
èdile
;
ègida
non
egìda
;
elèttrodo
non
elettròdo
;
elzevìro
non
elzèviro
;
èureka
non
eurèka
;
gòmena
non
gomèna
;
gragnòla
non
gràgnola
;
gratùito
non
gratuìto
;
ìlare
‘
allegro’
non
ilàre
;
incàvo
non
ìncavo
;
infìdo
non
ìnfido
;
lùbrico
non
lubrìco
;
medìceo
non
medicèo
;
mollìca
non
mòllica
;
pudìco
non
pùdico
;
rubrìca
non
rùbrica
;
sàrtia
non
sartìa
;
seròtino
non
serotìno
;
tèrmite
(
insetto
)
non
termìte
;
vìolo
non
viòlo
.
[4]
Non
cederei
nemmeno
su
adùlo
,
anòdino
,
diàtriba
,
esplèto
,
da
preferirsi
nettamente
ai
pur
temibili
avversari
àdulo
,
anodìno
,
diatrìba
,
èspleto
.
[5]
E
lo
stesso
dicasi
per
codardìa
,
leccornìa
,
ubbìa
(
giusti
)
vs
.
codàrdia
,
leccòrnia
,
ùbbia
;
per
salùbre
contro
sàlubre
;
per
la
distinzione
fra
utensìle
(
sost
.
)
e
utènsile
(
agg
.
)
,
anche
se
sono
sempre
meno
numerosi
gli
utenti
che
la
rispettano
.
[6]
Una
lingua
è
un
oggetto
in
continuo
movimento
,
se
decide
di
prendere
con
risolutezza
una
certa
strada
,
se
i
parlanti
scelgono
di
modificarla
in
barba
alle
regole
vigenti
,
nessuno
può
far
niente
per
mutarne
il
corso
.
[7]
Occorre
tuttavia
vigilare
fin
dove
è
possibile
,
senza
per
questo
assumere
il
cipiglio
di
severissimi
censori
.
[8]
È
sufficiente
appellarsi
a
quel
sano
senso
civico
che
,
almeno
di
tanto
in
tanto
,
dovremmo
un
po’
tutti
dimostrare
di
possedere
;
nelle
questioni
linguistiche
come
nelle
tante
occasioni
quotidiane
in
cui
ci
è
richiesto
di
compiere
il
nostro
dovere
di
semplici
cittadini
.
[9]
Massimo
Arcangeli
[10]
Scritto
martedì
,
2
giugno
2009
alle
17
:
12
nella
categoria
Senza
categoria
.
[11]
Puoi
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[12]
0
.
[13]
I
commenti
e
i
pings
sono
disabilitati
.
[14]
Commenti
[15]
alessandra
scrive
:
[16]
10
giugno
2009
alle
16
:
34
[17]
Vorrei
sapere
quale
forma
è
corretta
:
lei
fa
o
lei
fà
io
dò
o
io
do
secondo
me
senza
accento
però
una
mia
amica
mi
ha
messo
il
dubbio
.
.
.
[18]
grazie
[19]
linguista
scrive
:
[20]
10
giugno
2009
alle
16
:
44
[21]
Le
forme
corrette
sono
:
lei
fa
,
io
do
.
[22]
A
volte
“
io
do
”
si
può
trovare
accentato
per
distinguerlo
dalla
nota
musicale
.
[23]
Alberto
Sebastiani
[24]
Alessandro
scrive
:
[25]
26
giugno
2009
alle
22
:
32
[26]
Buona
sera
.
[27]
Alcuni
mesi
fa
,
una
persona
ha
invitato
a
casa
sua
alcuni
giocatori
di
scacchi
.
[28]
Oggi
le
chiedo
:
“
Sapeva
fossero
grandi
campioni
?
”
[29]
Cosa
cambia
se
dico
:
“
Sapeva
che
potevano
essere
dei
grandi
campioni
?
”
[30]
Oppure
,
“
Non
sapeva
che
erano
.
.
.
?
”
[31]
linguista
scrive
:
[32]
27
giugno
2009
alle
01
:
19
[33]
Premesso
che
“
sapere
”
,
come
molti
altri
verbi
esprimenti
giudizi
,
sensazioni
,
percezioni
e
via
dicendo
(
“
avvertire
”
,
“
notare
”
,
“
sentire
”
,
ecc
.
)
,
regge
di
norma
l
’
indicativo
,
fra
“
Sapeva
che
fossero
grandi
campioni
”
(
meglio
:
“
Sapeva
che
erano
grandi
campioni
”
)
e
“
Sapeva
che
potevano
essere
dei
grandi
campioni
”
la
differenza
sta
tutta
in
quel
modale
(
“
potevano
”
)
che
presenta
come
eventuale
ciò
che
la
presenza
del
solo
verbo
“
essere
”
stabilisce
invece
come
certo
.
[34]
Quanto
all
’
enunciato
“
Non
sapeva
che
erano
.
.
.
”
,
meglio
“
Non
sapeva
che
fossero
.
.
.
”
(
in
italiano
molti
verbi
che
reggono
comunemente
l
’
indicativo
vogliono
il
congiuntivo
se
usati
nella
forma
negativa
)
.
[35]
Massimo
Arcangeli
[36]
Angela
scrive
:
[37]
10
luglio
2009
alle
08
:
59
[38]
Sempre
sulla
corretta
grafia
di
“
fa
”
.
[39]
Mi
era
stato
insegnato
che
“
fa
”
dovesse
essere
scritto
nei
seguenti
modi
:
[40]
fa’
(
se
contrazione
di
fai
)
“
fa’
il
tuo
dovere
!
”
[41]
fà
(
se
voce
del
verbo
fare
)
“
mi
fà
piacere
”
[42]
fa
(
se
nota
musicale
o
se
indicante
il
tempo
passato
)
“
tempo
fa
,
sono
stata
a
Roma
”
.
[43]
Mi
chiarisce
un
po’
le
idee
per
favore
?
[44]
Grazie
!
[45]
Angela
[46]
linguista
scrive
:
[47]
10
luglio
2009
alle
09
:
30
[48]
“
Fa’
”
:
con
apostrofo
,
è
la
forma
alternativa
di
“
fai
”
nell’
imperativo
di
fare
;
[49]
“
fa
”
:
senza
apostrofo
,
per
il
presente
indicativo
di
“
fare
”
,
per
la
nota
musicale
e
per
l’
avverbio
di
tempo
.
[50]
“
fa
”
:
con
accento
,
mai
.
[51]
Mattia
Mela
[52]
Rossella
Ragadini
scrive
:
[53]
9
settembre
2009
alle
11
:
59
[54]
Buongiorno
.
[55]
Da
,
imperativo
del
verbo
dare
,
si
scrive
con
apostrofo
(
come
“
fa’
”
imperativo
)
?
[56]
In
quali
casi
“
da
”
si
scrive
con
accento
?
[57]
Grazie
[58]
Rossella
Ragadini
[59]
linguista
scrive
:
[60]
9
settembre
2009
alle
12
:
16
[61]
Sì
,
quando
è
imperativo
dobbiamo
usare
l’
apostrofo
.
[62]
L’
accento
si
mette
,
per
distinguerla
dalla
preposizione
semplice
,
quando
la
forma
esprime
il
presente
indicativo
.
[63]
Massimo
Arcangeli
[64]
Roberto
scrive
:
[65]
18
gennaio
2010
alle
14
:
20
[66]
Buongiorno
a
tutti
,
[67]
sono
contento
di
questa
rapida
carrellata
di
dubbi
d’
accento
:
devo
ammettere
che
su
alcune
parole
avevo
anch’
io
qualche
incertezza
.
[68]
Solo
un’
annotazione
:
non
sono
d’
accordo
sulla
pronuncia
della
parola
‘
diatriba’
.
[69]
La
soluzione
proposta
(
‘
diàtriba
’
)
,
con
accento
alla
latina
,
non
tiene
conto
del
fatto
che
l'
accentazione
invalsa
in
italiano
è
rimodellata
sul
francese
.
[70]
Perciò
propenderei
decisamente
per
‘
diatrìba
’
,
la
forma
nettamente
più
diffusa
.
[71]
Questo
mio
discorso
si
inserisce
all'
interno
della
‘
exata
quaestio
’
(
chi
ha
fatto
lettere
classiche
come
me
sa
bene
che
lo
è
)
sulla
necessità
di
accentare
alla
latina
parole
di
origine
greca
,
soluzione
che
non
mi
trova
d
’
accordo
.
[72]
Infatti
,
pur
introducendo
se
vogliamo
una
norma
stabile
all
’
interno
di
esiti
spesso
‘
incoerenti
’
(
all
’
apparenza
)
,
ciò
a
mio
avviso
non
dà
conto
della
stratificazione
culturale
attraverso
cui
le
parole
di
origine
greca
sono
pervenute
in
italiano
.
[73]
Propenderei
quindi
per
l
’
uso
,
che
non
nasconde
affatto
ignoranza
,
ma
processi
linguistici
del
tutto
naturali
e
consueti
.
[74]
Concedetemi
,
se
possibile
,
un
’
ultima
annotazione
:
rileggendo
diversi
commenti
,
trovo
spesso
persone
che
vogliono
salvare
la
nostra
‘
bella
’
lingua
italiana
.
[75]
Pur
ritenendolo
un
parere
del
tutto
accettabile
(
la
lingua
è
anche
cultura
:
la
sentiamo
sulla
nostra
pelle
)
,
in
quanto
linguista
vorrei
solo
sottolineare
che
di
per
sé
non
esistono
lingue
‘
belle
’
o
lingue
‘
brutte
’
,
come
non
esistono
lingue
‘
complesse
’
o
lingue
‘
semplici
’
,
lingue
‘
facili
’
o
lingue
‘
difficili
’
,
lingue
‘
più
logiche
’
di
altre
(
status
spesso
riservato
alle
ligue
antiche
:
le
lingue
moderne
sarebbero
quindi
‘
illogiche
’
o
‘
meno
logiche
’
?
)
:
tutte
le
lingue
sono
sullo
stesso
piano
,
tutte
sono
difficili
e
complesse
,
tutte
possediono
una
logica
.
[76]
Scusate
questo
sfogo
,
ma
credo
che
ogni
tanto
dovremmo
ragionare
su
quanti
pregiudizi
linguistici
abbiamo
nella
testa
.
[77]
Suvvia
,
un
po
’
di
sano
relativismo
linguistico
farebbe
bene
a
tutti
!
[78]
Cinzia
scrive
:
[79]
2
marzo
2011
alle
10
:
13
[80]
Salve
a
tutti
.
[81]
qual
è
la
forma
corretta
di
scrittura
della
parola
“
era
”
,
intesa
come
“
la
più
ampia
divisione
del
tempo
nella
storia
”
?
è
necessario
collocare
l’
accento
sulla
vocale
tonica
(
“
èra
”
)
o
no
?
[82]
Grazie
!
[83]
linguista
scrive
:
[84]
2
marzo
2011
alle
10
:
25
[85]
No
,
non
è
necessario
,
anche
perché
il
sostantivo
era
e
la
terza
persona
singolare
dell’
imperfetto
indicativo
del
verbo
essere
sono
omografi
ed
omofoni
,
cioè
non
solo
si
scrivono
,
ma
si
pronunciano
anche
nello
stesso
modo
.
[86]
Tuttavia
,
non
c’
è
possibilità
di
confondere
le
due
parole
in
un
testo
scritto
e
pertanto
non
è
necessario
dare
indicazione
dell’
accento
.
[87]
Francesco
Lucioli
[88]
ROBERTO
scrive
:
[89]
7
marzo
2013
alle
08
:
31
[90]
Condivido
il
pensiero
di
Massimo
Arcangeli
,
allorchè
scrive
:
“
.
.
.
.
Una
lingua
è
un
oggetto
in
continuo
movimento
,
se
decide
di
prendere
con
risolutezza
una
certa
strada
,
se
i
parlanti
scelgono
di
modificarla
in
barba
alle
regole
vigenti
,
nessuno
può
far
niente
per
mutarne
il
corso
”
.
[91]
Ciò
è
vero
,
però
,
a
mio
avviso
,
voglio
ricordare
una
regola
,
da
non
trascurare
e
che
potrebbe
mettere
la
parola
fine
al
superiore
dibattito
linguistico
sull
’
accento
tonico
delle
parole
piane
,
di
quelle
sdrucciole
e
tronche
della
nostra
madre
lingua
ossia
“
Vocabula
graeca
per
Ausoniae
fines
sine
lege
vagantur
”
.
[92]
Letteralmente
:
“
Le
parole
greche
vagano
senza
legge
entro
i
confini
italiani
”
.
[93]
In
base
a
tale
teoria
linguistica
del
XVII
secolo
,
è
possibile
pronunciare
le
parole
italiane
(
“
entro
i
confini
dell'
Ausonia
”
)
di
derivazione
greca
,
senza
preferenza
per
l'
accentazione
latina
o
greca
(
es
.
,
tragèdia
o
tragedìa
;
anàtema
e
anatèma
;
epìteto
ed
epitèto
.
Grazie
per
la
vostra
cortese
attenzione
.
Roberto
prof
.
Rifici
[94]
linguista
scrive
:
[95]
7
marzo
2013
alle
23
:
42
[96]
Osservazione
finissima
.
[97]
Massimo
Arcangeli
Text view
•
Paragraph view