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Le parole talvolta sembrano avere una geometria: sono messe lì e non si possono spostare o sostituire. Ed è proprio quando esiste questa geometria che le parole diventano espressive. Scriveva François de La Rochefoucauld, moralista francese del Seicento: «Sono poche le donne oneste che non siano stanche del loro ruolo». È un aforisma malizioso. Lo so, è maschilista: ma è strepitoso. Se spostate una parola o la sostituite («affaticate» al posto di «stanche», «mestiere» per «ruolo») la frase perde la sua miracolosa leggerezza, se invece di «sono poche» scrivete «non sono tante» togliete all' espressione mordente e la sua sorpresa. Un altro esempio contro i maschi questa volta per mettere le cose in pari, in modo da non ricevere scappellotti. «L' uomo si immagina di colmare la donna. Ma è soltanto un riempitivo». Questo aforisma è di Karl Krauss, scrittore austriaco vissuto fra Otto e Novecento. L' incisività espressiva della frase sta, come è ben evidente, nella contrapposizione tra «colmare» e «riempitivo», tra una pretesa e una delusione. Il sostantivo è impeccabile perché sa proporre un' immagine fisica che riesce a dare nello stesso tempo il senso di una pochezza e di un' inutilità.
De Rienzo Giorgio
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