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Grammatica pratica e astratta

Language columnLezioni di italiano
AuthorGiorgio De Rienzo
Date 23 maggio 2003
NewspaperCorriere della Sera
Publication placeMilano
Publication countryItalia
Page58
Column-


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Carlo, studente del primo anno di un Istituto tecnico, si è preso un brutto voto perché non ha saputo dire che tipo di sostantivo fosse « nozze » .
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Risposta.
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Si tratta di un sostantivo difettivo e « difettivi » si dicono quei nomi che mancano di qualcosa.
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Possono avere forma solo singolare, per esempio, alcuni nomi di malattie ( « tifo » , « morbillo » ) , mentre hanno forma solo plurale ( oltre « nozze » , che come « esequie » , « ferie » derivano tali e quali dal latino) alcuni nomi che indicano oggetti formati da due o più parti ( « occhiali » ) .
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Questa è la regola che si trova in ogni grammatica anche se nell' uso ormai i nomi difettivi ( specie quelli plurali) vengono ad avere forme sia per l' uno sia per l' altro numero: le « bretelle » per i pantaloni e - per esempio - la « bretella » che collega una strada statale a un' autostrada; ancora le « forbici » per tagliare, e la « forbice » che indica una divaricazione di dati statistici.
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Ma anche le forme che teoricamente dovrebbero avere solo il singolare hanno spesso uguale comportamento.
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Per regola i nomi di mesi e festività sono solo singolari, come quelli di metalli: « aprile » , « maggio » , « Natale » , « bronzo » , e così via.
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Ma non me la sentirei di dire che siano sbagliate espressioni come: « Che bei Natali abbiamo trascorso insieme » , « ho visto i bronzi di Riace » .
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Per « nozze » non riesco proprio, con tutta la buona volontà, a venire in soccorso di Carlo, ma ormai la nozione di nomi difettivi è diventata molto labile: il linguaggio cambia velocemente non solo nell' uso, ma anche nella letteratura.
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Qualsiasi grammatica scolastica indica come difettivi i nomi di alcune sensazioni fisiche: « sete » , « fame » .
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In teoria è vero: la « sete » è una sola, come la « fame » .
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Ma quanti poeti parlano di « seti » e « fami » che hanno devastato il mondo?
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Quando l' hanno fatto - e anche gli studenti potrebbero legittimamente farlo - avevano intenzione di dare forza al concetto.
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Conclusione.
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In luogo di una grammatica astratta delle definizioni sarebbe bene, oggi, che i professori si adeguassero a insegnare una grammatica pratica.
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De Rienzo Giorgio

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