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Maarten Janssen, 2014-
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La poetica dell’ossimoro
Language column
Lezioni di italiano
Author
Giorgio De Rienzo
Date
21
novembre
2005
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[1]
Francesca
,
liceale
,
mi
chiede
che
cosa
siano
l'
ossimoro
e
la
sinestesia
.
[2]
Vorrebbe
usarli
nei
suoi
scritti
per
renderli
meno
sciatti
.
[3]
Glielo
sconsiglio
.
[4]
Prima
perché
non
sa
che
cosa
siano
.
[5]
Poi
perché
sono
figure
retoriche
usate
talvolta
da
grandi
poeti
,
che
con
le
parole
ci
sanno
fare
.
[6]
Nell'
ossimoro
s'
accostano
nella
stessa
espressione
parole
discordanti
.
[7]
L'
etimologia
è
di
per
sé
eloquente
.
[8]
Viene
dal
greco
«
oksymeron
»
,
composto
da
«
oksys
»
(
furbo
,
sottile
)
e
da
«
meros
»
che
vuol
dire
sciocco
.
[9]
L'
ossimoro
più
noto
è
«
ghiaccio
bollente
»
che
può
essere
-
a
seconda
del
contesto
-
una
bella
invenzione
o
una
fesseria
.
[10]
Altri
ossimori
di
largo
uso
sono
«
lucida
follia
»
,
«
silenzio
assordante
»
,
«
tacito
tumulto
»
e
le
politiche
«
convergenze
parallele
»
.
[11]
Anche
le
«
bombe
intelligenti
»
sono
un
ossimoro
concettuale
:
abbiamo
visto
tutti
quanto
una
bomba
possa
essere
intelligente
.
[12]
La
sinestesia
è
la
fusione
in
un'
unica
espressione
di
più
parole
che
appartengono
a
sfere
sensoriali
diverse
.
[13]
La
usarono
Pascoli
con
«
pigolio
di
stelle
»
e
Montale
con
«
fredde
luci
parlano
»
.
[14]
Occorre
sensibilità
linguistica
oltre
che
invenzione
ardita
:
meglio
lasciare
dunque
le
sinestesie
(
e
gli
ossimori
)
ai
poeti
.
[15]
De
Rienzo
Giorgio
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