Sentence view

La poetica dell’ossimoro

Language columnLezioni di italiano
AuthorGiorgio De Rienzo
Date 21 novembre 2005


[1]
Francesca, liceale, mi chiede che cosa siano l' ossimoro e la sinestesia.
[2]
Vorrebbe usarli nei suoi scritti per renderli meno sciatti.
[3]
Glielo sconsiglio.
[4]
Prima perché non sa che cosa siano.
[5]
Poi perché sono figure retoriche usate talvolta da grandi poeti, che con le parole ci sanno fare.
[6]
Nell' ossimoro s' accostano nella stessa espressione parole discordanti.
[7]
L' etimologia è di per eloquente.
[8]
Viene dal greco «oksymeron», composto da «oksys» (furbo, sottile) e da «meros» che vuol dire sciocco.
[9]
L' ossimoro più noto è «ghiaccio bollente» che può essere - a seconda del contesto - una bella invenzione o una fesseria.
[10]
Altri ossimori di largo uso sono «lucida follia», «silenzio assordante», «tacito tumulto» e le politiche «convergenze parallele».
[11]
Anche le «bombe intelligenti» sono un ossimoro concettuale: abbiamo visto tutti quanto una bomba possa essere intelligente.
[12]
La sinestesia è la fusione in un' unica espressione di più parole che appartengono a sfere sensoriali diverse.
[13]
La usarono Pascoli con «pigolio di stelle » e Montale con «fredde luci parlano ».
[14]
Occorre sensibilità linguistica oltre che invenzione ardita: meglio lasciare dunque le sinestesie (e gli ossimori) ai poeti.
[15]
De Rienzo Giorgio

Text viewParagraph view