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Il silenzio, «difesa» dei giovani

Language columnLezioni di italiano
AuthorGiorgio De Rienzo
Date 20 dicembre 2004
NewspaperCorriere della Sera
Publication placeMilano
Publication countryItalia
Page59
Column-


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Gli insegnanti milanesi hanno lanciato un allarme.
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I giovani non sanno più parlare.
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«Usano frasi monche, inciampano alla prima subordinata, risparmiano su tutto, soggetto, verbo, complemento. Ragionano per sms», ha detto un professore del Berchet: perciò anche il «pensiero si affievolisce».
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Questa realtà non è soltanto milanese.
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Una recente indagine Ocse mette i nostri studenti al venticinquesimo posto (su ventinove) per la conoscenza della lingua e la capacità di comprendere nella lettura.
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Certo la scuola ha colpe non marginali.
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Ma ciò che spaventa nei ragazzi non è tanto la semplificazione grammaticale e sintattica del linguaggio, quanto la loro incapacità di comunicare, se non in una ristretta cerchia.
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E' appena uscito dall' Utet un dizionario del linguaggio giovanile (Scrostati gaggio!) il cui dato più appariscente è che le parole del gergo di un determinato gruppo in un altro possono avere un significato addirittura opposto.
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D' accordo.
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Qualsiasi gergo è anche gioco e invenzione.
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Ma mentre in passato esisteva una base comune, oggi invece si registra una polverizzazione del vocabolario.
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La comunicazione si stringe, si fa esclusiva, assume una sorta di assaporata e complice intimità che diventa però, più in generale, incomunicabilità.
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Il «silenzio» dei giovani può essere tuttavia uno strumento (magari inconscio) di difesa.
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Chissà che non esprima l' attesa che qualcuno riporti all' onor del mondo la semplice e antica lezione manzoniana della «proprietà» e della «chiarezza»: cioè dell' integrità morale della parola.
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«I vocaboli - scriveva a un amico - hanno a dire da , a prima giunta, quel che vogliono dire; e quelli che hanno bisogno d' interpretazione, non la meritano».
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La reticenza verbale degli studenti potrebbe stimolare tutti, giovani e adulti, a ritrovare un gusto quasi ecologico della comunicazione.
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De Rienzo Giorgio

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