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Avverbi da usare con cautela

Language columnLezioni di italiano
AuthorGiorgio De Rienzo
Date 18 aprile 2005


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In un suo libretto delizioso ( Le sabbie immobili) Giuseppe Pontiggia scriveva della sua idiosincrasia per tanti avverbi.
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Un caso solo: « Abbastanza. Avverbio prediletto dai professionisti, che con sobria discrezione eludono l' iperbole. L' operazione è abbastanza riuscita, scrivono i medici, in trionfo, in un bollettino sanitario. La prestazione è abbastanza soddisfacente, scrivono i giornalisti sportivi di una vittoria in una partita a calcio, che è finita sei a zero. Si può considerare " abbastanza" un avverbio efficace? Abbastanza » .
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L' insegnamento generale è di fare uso moderato degli avverbi e di evitare genericità espressive.
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In genere non c' è possibilità di errore.
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Può, se mai, capitarci di usare un avverbio senza saperlo: ma è un male che non ha conseguenze.
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Così questa parte del discorso non ha avuto nel tempo grandi sconquassi e non si presta a innovazioni o a invenzioni, se non di tipo lessicale.
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Abbiamo allora i soliti adattamenti da parole straniere: cerchiamo di evitarli.
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Capita di leggere « computeramente parlando » .
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È un vero orrore.
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E peggio abbiamo le parole di moda.
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« È una cosa un attimino facile » , si sente dire.
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L' attimo è fuggente: quell' attimino rischia persino di non esistere.
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Niente paura.
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Con tutta probabilità si tratta di mode passeggere.
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Il solo errore è l' uso improprio di « affatto » con valore sempre negativo.
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« Affatto » sta per « del tutto » e dunque, se lo si usa in un contesto negativo, deve essere preceduto dal « non » .
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Ultimo appunto.
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Anche gli avverbi, come gli aggettivi, possono avere forma comparativa e superlativa ( come nello stesso tempo possono essere rafforzati da un altro avverbio), ma non bisogna esagerare.
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Si « va più piano » o « pianissimo » , in teoria si va pure « lentissimamente » o si urla « fortissimamente » , ma è brutto da sentire ( o leggere).
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È meglio ricorrere ad altre espressioni.
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« Vado il più lentamente possibile » , « grido più forte che posso » o « urlo a squarciagola » vanno molto meglio.
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De Rienzo Giorgio

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