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Pandemia e Cambio d' Accento

Language columnLezioni di italiano
AuthorGiorgio De Rienzo
Date 13 marzo 2006


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Con i gatti infettati da uccelli migratori torna l' incubo di una «pandemìa» (con l' accento sulla «i») che è voce dotta nata nel 1821. Riproduce nel suono la parola greca composta da «pan» (il cui significato è tutto) e «demos», che sta per popolo. È in sostanza una «epidemia», in cui a «epi» (sopra) si è sostituito «pan». Dunque è una malattia per contagio che può colpire non solo regioni o stati, ma interi continenti. «Pandèmia» (con l' accento sulla «e») potrebbe però essere anche il femminile dell' aggettivo letterario «pandemio», che vuol dire appartenente a tutti. È un appellativo di malaugurio: meglio lasciarlo dunque alla poesia. Non c' entra niente, ma per assonanza ricorda «pandemonio»: una parola inventata di sana pianta da Milton nel Paradiso perduto per indicare la capitale dell' inferno. La voce poi è entrata nel parlare comune con il significato di una tremenda confusione, cioè esattamente quello che sta accadendo nell' informazione su questa influenza di polli detta «aviaria». Quest' altra parola nei dizionari è segnata come aggettivo o sostantivo: si è formata da «avis» (uccello) e significa, come aggettivo, tutto ciò che riguarda gli animali in volo, mentre come sostantivo consola perché indica l' ampia gabbia che negli zoo tiene in prigione uccelli strani.

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De Rienzo Giorgio


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