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Il Manzoni e la parola manipolata

Language columnLezioni di italiano
AuthorGiorgio De Rienzo
Date 11 ottobre 2004


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Nei Promessi sposi durante la carestia, quando scoppia la rivolta a Milano, il popolo - saccheggiati i forni - va alla casa del Vicario di provvisione, che ritiene responsabile della fame.
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C' è una situazione di alto rischio ed allora Antonio Ferrer, gran cancelliere popolare perché ha abbassato il prezzo del pane, affronta quella folla per ammansirla.
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Va in carrozza e attraversa la piazza gremita di uomini inferociti, colloquiando con chi gli capiti più vicino.
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Assicura che il Vicario «sara castigato si es culpable».
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Giura pene molto dure.
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Poi quando tornerà indietro con il Vicario nascosto nella carrozza, interpreterà una scaltra recitazione.
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«Un castigo severo. Esto lo digo por su bien»; «E' vero, è un birbante, uno scellerato. Perdone usted. La passerà male, la passerà male si es culpable».
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Ferrer è un grande giocoliere della parola, come tanti ce ne sono nel romanzo.
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Recita qui una commedia.
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Interpreta quella che nel Seicento si chiamava la «dissimulazione onesta»: una manipolazione della verità a fin di bene.
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La sua frase per intero esprime una piena verità: il Vicario sarà castigato solo se risulterà colpevole.
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Se qualcuno però nella folla sentisse tale frase, per il Vicario e per Ferrer sarebbero molto probabilmente seri guai.
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Ma il gran cancelliere ricorre a un artificio, con l' alternanza dell' Italiano e dello Spagnolo.
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Dice la verità in modo che se ne comprenda quella parte che sa gradita al proprio irritato uditorio.
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Manzoni rappresenta in questo episodio un grande affresco, il cui significato spiegava apertamente nel Fermo e Lucia, la prima stesura del romanzo.
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Nei Promessi sposi, dove spesso affronta il problema grave della manipolazione della parola, si affida invece a invenzioni di scrittura come questa.
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De Rienzo Giorgio

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