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Il vocabolario, libro per poeti

Language columnLezioni di italiano
AuthorGiorgio De Rienzo
Date 10 ottobre 2003
NewspaperCorriere della Sera
Publication placeMilano
Publication countryItalia
Page6?
Column-


[1]
Théophile Gautier, l' autore del capolavoro «Capitan Fracassa», diceva che «il poeta dovrebbe leggersi solo un vocabolario», perché «è l' unico libro degno di essere letto da un poeta».
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Si crede, in genere, che per un artista valga solo l' ispirazione.
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Invece non è quasi mai così.
[4]
Una dimostrazione dell' accanito lavoro fatto sul dizionario lo Giacomo Leopardi, la cui pazienza nella ricerca della parola che sappia evocare un' immagine è data dalle tante varianti prima di arrivare alla forma conclusiva.
[5]
Un solo esempio.
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Ricordate gli «occhi ridenti e fuggitivi» di Silvia che «lieta e pensosa» passa «il limitare di gioventù»?
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A questo miracolo espressivo il poeta Leopardi non giunge subito, ma con un grande lavoro fatto sul vocabolario.
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Prima aveva puntato su un' immagine corporea («Ne la fronte e nel sen tuo verginale»), poi su una figura solo spirito, che proponeva «sguardi incerti» invece di «occhi ridenti» e «pudica» al posto di «pensosa».
[9]
Gli «occhi» più degli «sguardi» portano in primo piano il corpo di Silvia: e quando diventano «ridenti e fuggitivi» danno a lei «lieta e pensosa» anche l' incertezza e il pudore.
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In questa immagine sintetica, insieme eloquente e allusiva, di una giovinezza spezzata c' è tutta la pazienza e la grandezza di Leopardi.
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De Rienzo Giorgio

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