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La fine dell’attimino

Language columnLezioni di italiano
AuthorGiorgio De Rienzo
Date 7 novembre 2005
NewspaperCorriere della Sera
Publication placeMilano
Publication countryItalia
Page6?
Column-


[1]
Parole che vanno e vengono, come oggetti di moda che durano una stagione.
[2]
Sta tramontando per fortuna l'«attimino»: cioè poco più di un nulla temporale.
[3]
Chiedi alla tua ragazza se è pronta a uscire.
[4]
«Un attimino e scendo», ti risponde.
[5]
In teoria dovrebbe essere già con te e invece aspetti una mezz'ora.
[6]
Capisci allora che quell'improprio diminutivo era solo una trappola per addolcire la tua lunga attesa.
[7]
Non basta.
[8]
«Un attimino» diventa qualche volta anche avverbio.
[9]
«Paolo oggi è un attimino nervoso», cioè Paolo oggi ha impercettibili momenti di nervosismo: e invece capisci presto che è in una giornata in cui spaccherebbe tutto.
[10]
Se l'«attimino» se ne sta andando impera invece un ambiguo «piuttosto che», soprattutto nel parlare dei milanesi.
[11]
«Anna mangia carne piuttosto che pesce» spesso viene detto per significare che Anna gradisce l'una e l'altro.
[12]
L'uso può creare guai se invece si vuol dire -più correttamente- che Anna preferisce la carne al pesce.
[13]
Anna rischia di andare a cena da un amico e saltare il pasto.
[14]
È più sicuro non essere alla moda e dire chiaramente «mangio carne o pesce» oppure «preferisco la carne al pesce».
[15]
Perché crearsi problemi per un «piuttosto che» da interpretare?

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