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Le nozze perfette

Language columnOpinioni
AuthorGiulia Zoli
Date 28 ottobre 2014


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Da un po’ di tempo le associazioni per i diritti delle persone omosessuali, qualche politico e qualche giornalista hanno cominciato a usare l’espressione matrimonio ugualitario per definire i matrimoni tra persone dello stesso sesso.

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L’idea è che matrimonio ugualitario, come l’inglese equal marriage, non faccia distinzioni sull’orientamento sessuale di chi si sposa e metta l’accento sul fatto che il diritto a sposarsi è di tutti. Mentre preparavamo la copertina dello scorso numero, ci siamo chiesti se adottare questa formula.

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L’obiezione principale è stata che l’aggettivo ugualitario può generare confusione: fa pensare più alla parità di diritti all’interno della coppia che al diritto di tutti di formare la coppia che si vuole. Una formula alternativa poteva essere matrimonio per tutti.

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Se non fosse che, come il francese mariage pour tous, è un’espressione declinata al maschile. Matrimonio per tutti e per tutte? Ha il pregio di non fare distinzioni, ma non quello della sintesi. Così alla fine abbiamo continuato a usare matrimonio gay o matrimonio omosessuale.

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Forse con il tempo matrimonio ugualitario si affermerà come sinonimo di matrimonio per tutti e per tutte: quando tutti lo chiameranno così, lo faremo anche noi.


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