Sentence view

Le storie degli altri

Language columnOpinioni
AuthorGiulia Zoli
Date 14 gennaio 2014


[1]
Bellissimo il numero di Internazionale dedicato alia Polonia, una bella sfida con tutti quei segni diacritici e grafie ostiche. Ve la siete cavata egregiamente, ci scrive Laura.
[2]
Ma c’è un errore: il protagonista della saga di Jacek Piekara si chiama Mordimer Madderdin, non Mordimerze Madderdinie, che e il dativo.
[3]
La lettrice ha ragione: Il polacco ha ben sette casi, e in italiano bisognava usare il nominativo, spiega Marzena Borejczuk, che ha tradotto alcuni racconti e ha collaborato con noi a questo numero polacco.
[4]
Altri punti critici?
[5]
Per un italiano può essere difficile districarsi nella grande varietà di prefissi del polacco, che modificano il significato delle parole in modo sorprendente e spesso irrazionale.
[6]
E l’alfabeto?
[7]
Non è un problema. Trovo più significativo il fatto che, a differenza dell’italiano (più rigido, normativo, resistente alle novità), il polacco sia una lingua curiosa, malleabile, in continua evoluzione, che ha una grande facilità a creare neologismi.
[8]
Quindi ogni traduzione è un’impresa!
[9]
È un lavoro che mi appassiona: accogliere le storie degli altri nel proprio spazio linguistico e culturale significa spaccare il guscio protettivo della propria identità, aprirsi al nuovo, all’inatteso. Lo scambio di racconti è il modo più bello per conoscersi.
[10]

Text viewParagraph view